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Cesap ed altre associazioni vittime dei “detrattori legati alle sette”, Liuzzi firma interrogazione parlamentare

NOCI (Bari) – Sette e religione, la questione approda sui banchi del parlamento. Il senatore FI Piero Liuzzi è cofirmatario insieme ad altri cinque senatori di un’interpellanza parlamentare in cui si pone l’accento su una questione in cui l’Italia sembrerebbe in ritardo sulla tabella di marcia proposta dall’Unione Europea in tema di legiferazione sul fenomeno delle sette religiose ad oggi non regolamentata nel nostro Paese.

Il sindacato ispettivo n. 4-01758 è stato inviato anche ai Ministri dell’interno, della giustizia, della salute e dell’istruzione, dell’università e della ricerca “al fine di portare all’attenzione la preoccupante diffusione, anche a livello europeo, del fenomeno delle derive settarie religiose”.

«Il fenomeno in oggetto – si legge nella nota cofirmata da Liuzzi – sarebbe causa di violazioni ai diritti dell’uomo, in particolare nel campo della salute, dell’educazione e del rispetto della vita privata e familiare». Secondo i parlamentari «Le organizzazioni all’origine delle derive settarie spesso agiscono sotto la libertà di religione e mettono in pericolo le libertà fondamentali dei cittadini costituendo, quindi, anche una minaccia alla democrazia. Nella fattispecie, le pratiche si presentano con numerose sfaccettature e una molteplicità di celebrazioni che vanno dalla magia alla stregoneria, dallo spiritismo al cannibalismo e vampirismo, manifestazioni apparentemente folkloristiche che però, non di rado, sono sfociate nella commissione di gravissimi crimini, quali omicidi, stragi o violenze sessuali».

L’interpellanza dei senatori riviene anche dal fatto che nella società coeva si sia creato una sorta di negazionismo delle attività settarie che, di contro, riversa sulle associazioni e forze di polizia attive nella nazione il suo antagonismo attraverso attacchi diretti o argomenti diffamatori.

Tra le associazioni in questione descritte nell’interpellanza parlamentare vi è anche il Cesap diretto dalla nocese Lorita Tinelli, da anni impegnata nella lotta alle sette, in prima linea nel caso Arkeon, e anch’ella vittima di attacchi personali. «Personalmente sono contenta che la nostra attività sia considerata utile e che siano evidenti, anche a livelli istituzionali, i vari tentativi diffamatori che riceviamo da parte di membri di sette e loro sostenitori. Sono rimasta anche molto contenta nel vedere la firma di Liuzzi, al quale non avevo chiesto nulla, ecco perchè sono sorpresa ed anche emozionata dal suo gesto. Evidentemente nel corso degli anni ha potuto apprezzare l’attendibilità e la serietà della nostra attività».

 

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NOTA: Si riporta di seguito il testo  dell’atto di Sindacato Ispettivo n. 4-01758

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01758

SENATO DELLA REPUBBLICA
Atto n. 4-01758

Pubblicato il 26 febbraio 2014, nella seduta n. 198

ALBERTI CASELLATI , CALIENDO , LIUZZI , MARIN , MUSSOLINI , PALMA – Ai Ministri dell’interno, della giustizia, della salute e dell’istruzione, dell’università e della ricerca. –

Premesso che:

a cura della prima firmataria della presente interrogazione ed altri, in data 6 dicembre 2012 e 19 giugno 2013 sono stati presentati gli atti di sindacato ispettivo 4-08835 e 4-00374 al fine di portare all’attenzione la preoccupante diffusione, anche a livello europeo, del fenomeno delle derive settarie religiose;

il fenomeno in oggetto sarebbe causa di violazioni ai diritti dell’uomo, in particolare nel campo della salute, dell’educazione e del rispetto della vita privata e familiare;

nel merito, il dettato costituzionale italiano così sancisce: “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge” a condizione che “non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano” (art. 8)”; e inoltre “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume” (art. 19);

nella fattispecie, le pratiche si presentano con numerose sfaccettature e una molteplicità di celebrazioni che vanno dalla magia alla stregoneria, dallo spiritismo al cannibalismo e vampirismo, manifestazioni apparentemente folkloristiche che però, non di rado, sono sfociate nella commissione di gravissimi crimini, quali omicidi, stragi o violenze sessuali;

le organizzazioni all’origine delle derive settarie spesso agiscono sotto la libertà di religione e mettono in pericolo le libertà fondamentali dei cittadini costituendo, quindi, anche una minaccia alla democrazia;

il Consiglio d’Europa, già con la raccomandazione n. 1412 (1999), intese sollecitare gli Stati membri a un’efficace azione di vigilanza e di informazione preventiva sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale, invitando a concretizzare i necessari interventi mediante appositi programmi d’educazione in ambito scolastico, nonché attraverso l’istituzione di centri nazionali e regionali d’informazione e di Ong di aiuto per le vittime e per le loro famiglie, anche attraverso la creazione di un osservatorio europeo finalizzato a facilitare lo scambio tra i centri nazionali;

in seno alla Conferenza delle Oing presso il Consiglio d’Europa del 5 ottobre 2012, i rappresentanti della Commissione dei Diritti dell’uomo hanno parimenti espresso rammarico e preoccupazione per il fatto che gli Stati membri del Consiglio d’Europa non risultino aver assunto misure all’altezza della sfida rappresentata da quei culti abusanti che attentano ai diritti dell’uomo e ai principi fondamentali di tutte le società democratiche;

con decreto n. 225 UAG/2006-64767-U del 2 novembre 2006, il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno ha istituito la squadra anti sette (SAS) con le seguenti motivazioni: “l’esponenziale diffusione del fenomeno selle sette esoteriche, di “aggregazioni” religiose o pseudo tali, di gruppi dediti a pratiche di magia, di occultismo e satanismo, ha assunto in tutto il paese, dimensioni e connotazioni da richiamare l’attenzione anche sotto il profilo della sicurezza” rilevando, pertanto, che “ai fini di polizia interessa verificare, osservando l’operato di singoli gruppi, la rilevanza penale e la conseguente perseguibilità di particolari pratiche”;

come già segnalato, a tutt’oggi, solo le associazioni di volontariato e alcuni centri di ricerca svolgono, pur nella limitatezza delle risorse, una preziosa e continuativa opera informativa sul fenomeno e di supporto alle vittime e alle famiglie;

in tal senso, esse realizzano un’azione di integrazione nonché, spesso, di vera e propria supplenza dell’azione pubblica, in maniera del tutto gratuita e avvalendosi della consulenza e collaborazione di esperti del settore della salute mentale, delle criminologia e della giurisprudenza;

considerato che, per quanto risulta agli interroganti:

è da tempo in corso, in particolare sulla rete web, una pressante e reiterata campagna dai toni marcatamente diffamatori attraverso cui alcuni soggetti, oltre a minimizzare il suddetto fenomeno sociale, screditano sistematicamente con argomentazioni tendenziose e palesemente mendaci i rappresentanti del mondo del volontariato, delle forze dell’ordine e delle istituzioni impegnati in questo specifico e delicato settore, nonché le stesse vittime di realtà controverse e/o abusanti;

nello specifico, sono stati registrati indegni attacchi a danno di persone e alcune associazioni onlus tra cui CeSAP (Centro studi sugli abusi psicologici) e FAVIS (Associazione familiari delle vittime delle sette) che in termini di informazione preventiva nonché di accoglienza, supporto e tutela delle vittime di gruppi controversi e/o abusanti realizzano un’effettiva supplenza all’azione pubblica;

tali attacchi denigratori appaiono finalizzati, tra l’altro, a ostacolare eventuali proposte di legge sul condizionamento psicologico e manipolazione mentale nei soggetti deboli;

a parere degli interroganti, vista la preoccupante ascesa di tali manifestazioni, è necessaria la dovuta attenzione ma, soprattutto, sono necessarie sollecitazioni per l’attuazione di campagne informative e concrete politiche preventive a tutela della popolazione;

i rappresentanti, consulenti e volontari di alcune associazioni onlus, in alcuni contributi pubblicati in rete sono stati così insolentemente definiti “setta degli antisette, la vera setta”, come si può leggere nella stessa interrogazione 4-00374 «cioè movimenti antisette estremisti dai quali gli onesti cittadini dovrebbero prendere le distanze, fanatici oltranzisti (…), promotori di una sorta di lobby finalizzata a manipolare gli organi mediatici, i politici, la magistratura e l’opinione pubblica diffondendo falsa informazione, veri e propri strateghi e terroristi dediti a seminare intolleranza religiosa e procurare allarme, fomentatori di una campagna d’istigazione all’odio per il diverso»;

in occasione della riunione OSCE sull’attuazione degli impegni della dimensione umana, tenutasi a Varsavia dal 23 settembre al 4 ottobre 2013, nell’ambito del side event organizzato da Soteria international e dal tema “Institutional discrimination of religious and spiritual minorities in Italy and Romania”, sono stati ammessi documenti da parte di alcuni soggetti artefici e/o partecipanti alla campagna detrattoria. In particolare, sono state presentate dichiarazioni atte a sostenere l’esistenza nel nostro Paese di pericolosi scenari di intolleranza verso le minoranze religiose e spirituali organizzate, per l’inclusione delle stesse sul territorio, anche in relazione all’operato della squadra anti sette, la quale sarebbe stata istituita in seguito ad allarme creato ad hoc e privo di fondamento alcuno;

alla conferenza, gli stessi soggetti non hanno mancato di squalificare nei loro interventi anche la Federazione europea dei centri di ricerca e informazione sul settarismo (FECRIS), organizzazione dotata di statuto partecipativo al Consiglio d’Europa, statuto consultivo presso le Nazioni Unite e rappresentata presso l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, cui aderiscono le citate associazioni italiane CeSAP e FAVIS;

la dottoressa Danièle Muller-Tulli, vicepresidente FECRIS, nel suo statement finale, riferendo alle dichiarazioni dei soggetti a cui si fa riferimento, affermava testualmente: “è evidente che la FECRIS, denunciando gli abusi portati alla libertà e ai diritti fondamentali delle vittime, rappresenti un pericolo per i movimenti a funzionamento totalitario. Di conseguenza è oggetto di attacchi ripetuti quanto fuorvianti da parte dei suoi detrattori che intervengono qui con una unanimità che tradisce il loro obiettivo”;

osservato che:

a quanto risulta, non vi sono stati atti di discriminazione su base religiosa o limitazioni e violazioni della libertà religiosa, né sorta di pericoli per l’inclusione delle minoranze sul territorio nazionale a opera di cosiddetti movimenti antisette e lo scenario presentato nelle dichiarazioni presso l’OSCE non trova, di fatto, alcun concreto riscontro nella realtà del nostro Paese;

al riguardo, il rapporto sulla libertà religiosa nel mondo stilato su iniziativa del segretariato italiano di ACS (Aiuto alla chiesa che soffre) e che concerne situazioni di intolleranza, violazione e mancato rispetto del diritto della libertà religiosa di tutte le confessioni, in merito alla situazione italiana rileva che il quadro rimane positivo, pur evidenziando, in linea con quanto accade in altri Paesi dell’Europa occidentale, fatti e situazioni che rivelano intolleranza verso il credo cattolico (esposizione di simboli religiosi in luoghi pubblici, atti di vandalismo e profanazione, forme di critica palesemente offensive nei mass media);

a conferma di ciò, anche l’ultimo rapporto americano sulla libertà religiosa, per quanto concerne la situazione italiana, ha registrato unicamente episodi occasionali di abusi o discriminazioni basati sull’affiliazione, la fede o la pratica religiosa, non certo addebitabili all’attività delle associazioni “antisette” o della squadra anti sette;

tenuto conto, infine, che:

le menzionate associazioni di volontariato non sono oggetto sulla rete telematica di attacchi né di critiche o rimostranze da parte di minoranze religiose e /o spirituali ma operano in un’ottica di naturale dialogo e fattiva cooperazione, anche con le forze dell’ordine e con le istituzioni;

nella fattispecie, il signor Maurizio Alessandrini, presidente della FAVIS e del “Forum delle Associazioni italiane di ricerca, informazione e contrasto dei movimenti settari e dei culti abusanti”, cui partecipano le realtà associative italiane federate FECRIS, con suo comunicato ufficiale, e pubblicato su “Agenzia radicale”, afferma quanto segue: ” [Le associazioni] non svolgono, né hanno mai svolto, alcuna azione di coordinamento della Squadra Anti Sette né hanno mai rivestito il ruolo di consulenti e/o informatori e/o referenti privilegiati della stessa, non gestiscono per conto o in collaborazione con la SAS alcun dossier concernente il fenomeno settario, né ricevono da tale organismo finanziamento alcuno. Non diversamente da quanto avviene nel mondo dell’odierno volontariato, le menzionate associazioni, oltre a rispondere alle esigenze di tutela e partecipazione dei soci, nonché della cosiddetta popolazione-bersaglio che esse rappresentano per una specifica condizione, svolgono un ruolo di rilievo, in termini di prevenzione e sensibilizzazione a specifiche tematiche, a tutela di tutta la popolazione in generale e per tali motivi non possono che essere reticolari, ossia connesse con altre realtà, anche istituzionali, con le quali cooperano attivamente”;

in un recente simposio organizzato dalla francese Missione interministeriale di lotta e vigilanza alle derive settarie, il Ministro dell’interno francese, Manuel Valls, ha evidenziato come l’azione di contrasto alle derive settarie costituisca una lotta essenziale poiché le sette abusanti rappresentano la negazione stessa dell’individuo. Al riguardo, si reputa doveroso rammentare che tra gli “individui negati” inseriti in contesti settari, vi sono anche e soprattutto i bambini: ben 240.000 i minori nel nostro paese, che secondo il Report realizzato nel 2010 dal gruppo di lavoro presieduto dall’allora presidente della Commissione bullismo del Ministero dell’Istruzione, dottor Luca Bernardo, sarebbero entrati solo in quell’anno in contatto con le “sette”. Bambini sovente maltrattati e abusati, non a caso definiti nel 9° rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza, redatto da “Telefono azzurro”, come “dimenticati, ignorati e perfino negati”,

si chiede di sapere:

se e quali misure i Ministri in indirizzo intendano adottare in relazione alle direttive espresse nella raccomandazione del Consiglio d’Europa del 1999 e alla luce delle più recenti valutazioni e considerazioni espresse in ambito europeo;

se siano stati o meno realizzati progetti educativi in ambito scolastico volti all’auspicata educazione in materia, nonché a tutela dei soggetti più vulnerabili come adolescenti e minori;

se non ritengano opportuno valutare l’istituzione nel nostro Paese di un’apposita struttura simile alla francese “Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie”;

se siano o meno a conoscenza dell’insistente e pressante campagna di discredito di cui sono a tutt’oggi bersaglio le menzionate associazioni onlus e la stessa SAS e come, eventualmente, intendano procedere nell’interesse delle stesse ex vittime dei culti e delle loro famiglie che si rivolgono fiduciose alle associazioni di aiuto e agli organismi di polizia.

 

Fonte: SENATO DELLA REPUBBLICA

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=750234

 

 

Qui il testo della interrogazione anche in  lingua inglese e francese

 

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Quando la medicina può curare ma la fede obbliga a morire

Le leggi di alcuni paesi, come gli Stati Uniti, discolpano i genitori che coinvolgono i  figli in episodi di abuso o negligenza basati sulla religione.

In questo e in altri paesi, la fede nei rimedi non supportati da prove (come le preghiere, erbe, o placebi acquosi) sta uccidendo i bambini che non vengono protetti adeguatamente dai loro governi.

Spesso, gli stessi governi che permettono ai genitori di lasciare morire per motivi religiosi i loro bambini malati  morire,  sono disposti a lasciare che le madri muoiano quando la loro vita è minacciata da una gravidanza a rischio.

Il dibattito fondamentale riguarda i limiti imposti alla libertà individuale dalla libertà religiosa. Ogni individuo ha il diritto di vivere e morire secondo le proprie fede o idee, ma non far morire o far soffrire altre persone per loro.

E’ stato scritto molto sulla coesistenza tra scienza e religione. Uno degli argomenti più utilizzati dai “Moderati” è che la religione e la scienza rappresentano solo due modi diversi e complementari di accedere alla conoscenza, e che, nell’analizzare gli aspetti trascendentali della realtà, la scienza non ha nulla da dire su “le grandi domande” rivolte alla religione.

Tuttavia, ci sono almeno tre aree principali in cui la scienza e la religione entrano in conflitto aperto tra loro. In primo luogo  quando la religione sostiene dogmi che sono in contrasto con i fatti scientificamente provati. In secondo luogo ,quando la religione usa fatti, interpretazioni o un gergo pseudoscientifico per rendere gli argomenti che supportano tali dogmi (in assenza di un controllo dettagliato) più convincenti. E in terzo luogo  quando si tenta di imporre quei dogmi a tutti i cittadini, costringendoli  a diventare “de facto” adepti. Questo è il motivo per cui alcuni critici considerano la moderazione un  ” fondamentalismo con veste di pecora”.

Questo dibattito non poteva che essere dialettico, se non per le conseguenze davvero drammatiche relative ad alcune credenze ufficiali o a religioni diffuse, spesso con la complicità di una tolleranza legislativa che supera di gran lunga la legittima garanzia della libertà di culto.

Recentemente, ad esempio, è saltata agli onori della cronaca spagnola la notizia di Sarah Hershberger una ragazza di 10 anni con cancro i cui genitori “profondamente religiosi”  sono fuggiti nello stato dell’Ohio per evitare di  sottoposti alla supervisione di un tutore nominato dal tribunale per adempiere alle cure mediche, invece dei “trattamenti alternativi” della comunità Amish, cui appartenevano.

A differenza della persecuzione attiva mostrata in altri casi legali in cui i cittadini si sono sottratti alle decisioni giudiziarie, il tutore legale ha annunciato che nessuna famiglia sarebbe stata citata in giudizio per forzare l’esecuzione della sentenza, lasciando a Sarah la responsabilità di respingere probabilmente un cocktail di “terapie naturali” che, secondo alcuni delle organizzazioni che supportano questo tipo di trattamento, hanno causato la sua guarigione miracolosa in poche settimane.

Anche se alcuni media spagnoli hanno diffuso la notizia concludendo che “queste controversie legali sono rare negli Stati Uniti“, la realtà è ben diversa. L’organizzazione CHILD ( http://childrenshealthcare.org/), che si pone l’obiettivo di richiedere una modifica delle leggi che discolpano i genitori dai danni causati ai loro figli per motivi religiosi, ha riportato sul suo sito web una informazione molto inquietante. Essa riguarda un elenco di esenzioni per le misure di prevenzione e di diagnosi per i bambini i cui genitori appartengono a chiese che vietano il trattamento medico, prescrivendo invece la guarigione attraverso la preghiera, che erano principalmente il risultato di pressioni della “Chiesa Cristiana della Scienza” o “Chiesa di Cristo , Scientist” (“Christian Science Church”) .

Anche un breve riassunto di questo elenco di esenzioni per motivi religiosi negli Stati Uniti è difficile da credere: i genitori possono rifiutare la vaccinazione dei loro bambini in 48 paesi (tutti tranne il Mississippi e la West Virginia), la diagnosi di disturbi metabolici nei neonati (nella maggior parte degli stati), il trattamento profilattico di cecità nei neonati le cui madri hanno malattie veneree (in dieci stati), l’analisi dei livelli di piombo nel sangue (in sette Stati), prove di udito nei neonati (quattro stati), la fornitura di vitamina K per prevenire le emorragie spontanee nei neonati (in Oregon) e il test TB, obbligatorio per la scuola (in Ohio, dove è permesso  utilizzare “metodi riconosciuti di guarigione religiosa” per curare i bambini con tubercolosi, una malattia altamente contagiosa) .

Inoltre è  previsto, per motivi religiosi, che sei stati consentano l’esenzione per studiare le sezioni del programma che affronta la causa e il trattamento della malattia, almeno tre deroghe per consentire visite mediche, esami, trattamenti e vaccini per le emergenze sanitarie pubbliche  e due stati (Oregon e Pennsylvania) sono esenti da uso obbligatorio del casco.

Se quanto scritto sopra è preoccupante, quanto segue vi spezzerà il cuore. CHILD ha pubblicato nel suo sito web una  “pagina delle vittime“, che tratta di  alcuni casi di bambini che sono morti a causa di negligenza medica dovuta dalla religione. In essa si possono leggere casi come quello di Ian Lundman, morto di diabete all’età di 11 anni perché sua madre e il patrigno hanno consentito per lui solo il trattamento di  un “guaritore spirituale“, che hanno pagato 444 dollari per pregare per lui per due giorni, e di un ” dottore” cristiano per vigilare  il suo coma diabetico per cinque ore senza cercare assistenza medica o di fare qualsiasi cosa, ma dandogli l’acqua con una cannuccia.

Neil Beagley, 16 anni è morto dopo una terribile agonia di tre mesi per le complicazioni di una ostruzione urinaria, che i  genitori (membri della Congregazione dei seguaci di Cristo) hanno curato con preghiere e strofinamenti con l’olio d’oliva. Robin Twitchell, 2 anni, è morto di peritonite curata solo da “guaritori cristiani“.

Questi sono tre casi che sono solo una piccola parte di quello che si è verificato e che ha portato a condanne per omicidio colposo. Casi simili si sono verificati in stati americani che permettono le esenzioni religiose citate (come Amy e Andrew Wantland Hederson, morti a 7 e 12 anni per diabete in California e Florida, o  Harrison Johnson, che ha agonizzato per sette ore dopo essere stato punto per 432 volte dalle vespe, mentre i suoi genitori e gli amici si limitano a pregare per lui in Florida) finiti, tuttavia, con verdetti di non colpevolezza, che evidenziano esplicitamente le credenze religiose dei genitori una copertura della negligenza nella cura dei loro figli.

La crescente popolarità di queste procedure, insieme alla tolleranza legislativa e giudiziaria nei confronti delle sue terribili conseguenze, ha portato alcuni a parlare di “omicidio basato sulla guarigione di fede“. Nel 1998, Seth Asser e Rita Swan (fondatori di CHILD) hanno documentato in un articolo sulla rivista “Pediatrics” 172 morti  “basate sulla fede di guarigione” verificatesi nel corso di un periodo di 20 anni e in relazione a 23 diverse sette in 34 stati americani, la maggior parte dei casi con una buona prognosi sarebbero ben stati trattati con procedure mediche standard.

Un rapporto investigativo recente da KATU TV a Portland Oregon (Oregon) indica che almeno dieci bambini sono morti negli ultimi due anni a causa del rifiuto delle cure mediche da parte dei loro genitori,  membri dei seguaci di Cristo e la Chiesa del Primogenito in Idaho, dove questo comportamento è protetto dalla legge e non è perseguito in tribunale. E nella Chiesa della Scienza Cristiana è aumentata da 26 e 900 volte la mortalità delle madri e dei bambini  rispetto ai casi sotto trattamento medico.

Il disprezzo fanatico del dolore dei propri figli non è limitato agli Stati Uniti, né alle religioni ufficiali. Esempi recenti di “guarigione basate sulla fede” includono Ryan Lovett, che morì all’età di 7 anni per una infezione da streptococco facilmente trattabile con penicillina, mentre sua madre (che non l’aveva portato ad alcun controllo medico dalla nascita e l’aveva mantenuto a casa scolarizzato) l’ha curato a casa con rimedi omeopatici e fitoterapici.

Come sostiene Jerry Coyne, i parallelismi tra questo caso e quelli sopra descritti mostrano che “l’ultimo problema non è la religione, ma la fede. La fede in medicine alternative, spettacoli pseudoscientifici, gli stessi tratti della fede nella religione … in entrambi i casi  l’abuso di bambini è causato dal rifiuto della medicina moderna e dalla fede ingiustificata nei rimedi non supportati da alcuna prova, come preghiere, erbe, o placebo acquosi“. (Noi non ci riferiamo qui alle procedure o prodotti considerati “alternativi” che si sono dimostrati efficaci, compreso quelle inglobate dalla pratica medica standard, ma alla pletora di “terapie naturali” con gli effetti speciali che non sono mai stati adeguatamente valutati).

Nel caso delle vaccinazione numerose sette cristiane e credenze New Age, che si oppongono alle vaccinazioni per speculazioni religiose o pseudoscientifiche di “funzionamento naturale” e di “rafforzamento spirituale” del sistema immunitario, si sono recentemente unite al dottor Majid Katme, portavoce per l’influente Associazione Medica Islamica del Regno Unito. Come descritto nel post “Islam, vaccini e salute“, scritto nel 2011 per il Consiglio Medico Internazionale sulla vaccinazione ( IMCV ), Majid Katme si oppone a tutti i vaccini perchè sono anti-islamici. Il suo post è pieno di affermazioni pseudoscientifiche secondo cui  “gli ingredienti del vaccino includono (…) pustole di animali malati” e per rendere chiaro che la sua motivazione è la responsabilità medica della fede religiosa, inserisce  commenti come questo: “I vaccini fatti ai nostri figli  contro il cancro cervicale stimolano la fornicazione e l’adulterio“.

Le conseguenze di questo modo di pensare comprendono anche le recenti epidemie di malattie come la parotite, il morbillo e la pertosse nei paesi in cui sono state praticamente debellate, come l’Irlanda e gli Stati Uniti, costringendo il resto della popolazione ad aumentare i loro livelli di vaccinazione. Possiamo inoltre contare l’omicidio dei membri dell’equipaggio della vaccinazione antipolio delle Nazioni Unite (per lo più donne, alcune minorenni) da parte di fondamentalisti islamici in Pakistan e Nigeria.

Spesso, gli stessi governi che permettono ai genitori di lasciar morire i loro figli malati per motivi religiosi, sono anche disposti a lasciare morire le madri quando la loro vita è messa in pericolo da una gravidanza a rischio, anche se (e spesso i loro medici) non condividono la fede religiosa dei loro legislatori e giudici.

Ecco tre esempi recenti.

Recentemente, la dentista indiana Savita Halappanavar è morta mentre era alla 17esima settimana di gravidanza, perché la legge irlandese, di ispirazione esplicitamente cattolica,  ha proibito  ai medici di praticarle l’aborto del feto che, data la grave malattia della madre, non aveva alcuna possibilità di sopravvivenza. L’aborto era possibile ma i medici hanno concluso che seppur la madre fosse in pericolo di morte e non potesse terminare la gravidanza, si sono rifiutati di farlo. Quando il cuore del feto ha smesso di battere, quattro lunghi giorni dopo la diagnosi, la madre era affetta da setticemia causata dall’attesa che le ha causato la  morte. Savita è morta chiedendo che non si applicasse a lei, una indù che era  in Irlanda solo di passaggio, una legge basata su una religione che  professa  “principi morali” che lei non condivideva.

In  Salvador  Beatriz, incinta di un feto con mancanza di cervello, ha trascorso diverse settimane gravemente ammalata in attesa di un aborto terapeutico che non arrivava mai. I medici avevano fatto capire che per lei , che aveva già un figlio di 13 mesi  ed era gravemente malata di lupus e di insufficienza renale, attendere la nascita del bambino rappresentava un rischio mortale.

Pur avendo il mandato della Corte interamericana dei diritti umani, la Corte Suprema le ha negato il diritto di abortire (la motivazione del diniegno era  per “la violazione dei diritti alla salute e alla vita” del richiedente) e il Ministro della Salute ha autorizzato solo dopo aver superato il limite delle 20 settimane di gravidanza, un parto cesareo, mettendo in chiaro che l’aveva fatto in quel momento perché “l’aborto non è più un aborto ma è un travaglio indotto“.

Anche se Beatriz si è salvata, il suo caso è stato  un esempio universale di malpratica causata dall’imposizione dei dogmi della fede ai criteri medici. Autorità religiose salvadoregni sono intervenute in numerose occasioni per squalificare le valutazioni delle attrezzature mediche, banalizzare i problemi e le sofferenze della madre e per far capire che la loro principale preoccupazione era che non c’era un precedente “per legalizzare l’aborto“.

In Michigan ospedali cattolici rifiutano, per ordine diretto della Chiesa, la procedura medica standard per le donne la cui vita è in pericolo, se viene eseguito l’aborto di un feto ormai deceduto. Recentemente  una donna cui si erano rotte le acque alla 18esima settimana di gravidanza  è stato rimandata a casa per ben due volte, fino a quando è stata colta da una grave e inutile infezione  che ha messo in pericolo la sua vita mentre avrebbe dovuto essere sottoposto un aborto appropriato. Nella denuncia della ACLU sul pericolo della vita della paziente, l’arcivescovo Joseph Kurtz ha dichiarato che questa affermazione è stato un chiaro caso di “attacco alla libertà religiosa“. Tuttavia, come riportato dal New York Times nella sua rubrica “Quando i vescovi dirigono le cure mediche”, è chiaro che le loro linee guida raccomandano un processo che mette a repentaglio due vite quando  è già fattibile, causando danni evidenti per alcuni pazienti .

Tutto questo non sarebbe accaduto se non ci fosse stato nessun dogma religioso, se si considera il feto come una persona intera con un’anima si impediscono le decisioni mediche fatte razionalmente.

Nel nostro paese un ministro di governo dichiaratamente cattolico ha introdotto modifiche legislative  in cui le cure mediche sono subordinate ai dettami della fede. Anche nei casi particolarmente gravi, che sono gli unici accettati dalla nuova legge (il rischio per la madre e la gravidanza derivante da stupro), vengono introdotte procedure lunghe e complesse basate sulla sfiducia dei criteri medici che hanno in carico il paziente, ritardando l’intervento, ma aumentando inutilmente anche la sofferenza e il rischio per la sua vita. In altri casi che ricadono al di fuori della nuova legge, come ad esempio feti con gravi malformazioni, agisce direttamente contro il rispetto della dignità umana e contro criteri esplicitamente protetti dalla Corte Costituzionale.

Il dibattito sostanziale riguarda i limiti imposti alla libertà individuale di libertà religiosa. Ognuno di noi deve essere libero di vivere e morire secondo le proprie convinzioni religiose, personali o meno. Ma per rendere questo possibile, si può avere diritto di imporre inutili rischi di morte o di gravi problemi di salute per gli altri. E’ incredibile come questo è così difficile da capire.

Se pensate che tutto questo si ferma qui e che l’imposizione dei principi di una particolare fede è compatibile con il rispetto dei diritti di coloro che non professano bisogna ricordare che oggi l’ateismo è destinato a condanne a morte in 13 paesi (tutti musulmani), per “insulto alla religione” è possibile essere condannati al carcere in sei paesi occidentali (si può essere sorpresi di sapere che essi sono: Islanda, Danimarca , Nuova Zelanda , Polonia, Germania e Grecia) e in un recente sondaggio cittadini dei sei paesi europei, il 65 % dei musulmani e il 12 % dei cattolici ritiene che le norme religiose dovrebbero ignorare le leggi laiche.

È questo il tipo di società in cui vogliamo vivere? Quando vi sono dogmi imposti sulla razionalità e sul rispetto reciproco, tutti noi perdiamo.

Photo : Alcune vittime di guarigione basata sulla fede. Immagine tratta dalla pagina “delle vittime” dell’organizzazione CHILD , http://childrenshealthcare.org/ In senso orario :: Robyn , Austin , Matthew , Ian , Troy , Andrew , Amy e Dennis .

 

Fonte: http://www.eldiario.es/cienciacritica/sanacion_por_fe-secta-medicina-aborto_terapeutico_6_213538646.html

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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Pubblicato da su 6 gennaio 2014 in Traduzioni

 

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A cura di Lorita Tinelli