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Archivi tag: abuso della professione

Su La Gazzetta del Mezzogiorno di parla di sette e manipolazione mentale

Da La Gazzetta del Mezzogiorno del 30 Agosto 2017

Da La Gazzetta del Mezzogiorno del 31 agosto 2017

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Vito Carlo Moccia, guru di Arkeon, condannato definitivamente

Dopo tanti anni siamo giunti alla fase conclusiva di un lungo percorso, giudiziario e non solo, che ha avuto dell’incredibile e che ancora oggi porta con se’ rimasuglie di un progetto di dissumulazione della realtà, di denigrazione e di intimidazione delle vittime e di coloro che hanno denunciato. Strategia ormai pallida e ridicola da tempo, ma che ha trovato giocoforza in un gruppuscolo di persone con evidenti problemi esistenziali e probabilmente di altra natura, che hanno investito anni ed anni in questo ‘gioco perverso’, risultato, con ogni evidenza, perdente.

Chi volesse ripercorrere quanto accaduto negli ultimi anni, può anche solo rileggere alcuni articoli scritti sull’argomento che lo riassumono bene (qui e qui). E chi fosse interessato a capire meglio cosa fosse Arkeon può guardare le uniche trasmissioni sopravvissute on line al grande tentativo di censura e di occultamento della realtà messo in atto (qui e qui).

Uno dei maestri di Arkeon, tale Francesco Antonio Morello, era già stato condannato definitivamente nel 2012 per abusi sessuali, comportamento ‘reso possibile’ anche grazie al suo ruolo di maestro nel gruppo (qui la sentenza di cassazione, ma è anche importante leggere la sentenza di primo grado e quella di appello, per meglio comprendere i fatti).

Sono sempre stata abituata ad accettare e rispettare tutte le sentenze, anche quella, dal mio punto di vista, ‘bizzarra’ di primo grado di Arkeon, che sembrerebbe il risultato di un tentativo di ammorbidire certe posizioni a sfavore di altre, pur evidenziando dei fatti precisi (fatti confermati, così come l’attendibilità dei testimoni nella sentenza di appello, che ritorna addirittura a parlare di ‘setta‘). Ma una sentenza di Cassazione che evidenzia che il cosidetto “metodo Arkeon”, diffuso anche da tutte le società create da Moccia, fosse un metodo abusivo e pericoloso tanto che “i frequentatori si rivolgevano all’associazione perché speravano di risolvere problemi di natura psicologica e di ricevere un aiuto psicoterapeutico (…) da tali deposizioni emerge che i maestri di Archeon si azzardavano a scandagliare la sfera più intima e nascosta degli adepti e insinuavano atroci sospetti sul loro passato, determinando sconvolgimenti e gravi rischi per la stabilità psichica degli stessi in quanto privi degli strumenti di competenza per agire in questo delicatissimo settore“, non solo chiude definitivamente la questione, ma conferma anche le mie ipotesi iniziali e quindi mi da ragione sui motivi per cui ho denunciato pubblicamente la questione.

Prima di concludere sento di abbracciare chi mi è stato vicino in questi lunghi 11 anni e chi ha permesso insieme a me di raggiungere questo risultato.

 

Di seguito le motivazioni della Sentenza di Cassazione. Buona lettura:

 

 

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Arkeon condanna definitica al suo fondatore Vito Carlo Moccia

Da La Gazzetta del Mezzogiorno del 13 luglio 2017

 

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Clamorosa indagine contro gli pseudo-psicoterapeuti

L’Ordine degli Psicologi del Quebec è inondato di richieste di aiuto a seguito della denuncia dei danni causati dagli pseudo-psicoterapeuti in un programma televisivo.

Negli ultimi due mesi 100 nuovi casi sono stati segnalati all’Ordine, tre volte più del solito, per un periodo di uguale lunghezza. Questa esplosione ha superato tutte le aspettative del Presidente dell’Ordine, Rose- Marie Charest. “L’impatto è evidente. Siamo riusciti a convincere la gente a mettere in discussione la competenza delle persone che li visitano“, ha riferito con entusiasmo.

Rose- Marie Charest

La campagna intitolata “Non permettere a nessuno di entrare nella tua testa”  presenta un uomo goffo che rompe violentemente  e con nonchalance il contenuto di scaffali pieni di porcellana.

Non si può praticare la psicoterapia senza autorizzazione, questa attività è considerata “ad alto rischio“.  Il permesso è dato solo a pochi psicologi ed altri tecnici della salute mentale opportunamente formati. Tuttavia decine di amatori e ciarlatani continuano ad esercitare impunemente.

 

Gli investigatori

Nel mese di ottobre  300 pseudo-psicoterapeuti erano nel mirino dell’Ordine. Ora sono 400, di cui dai 40 agli 80 sono casi gravi che richiedono “misure forti ” e il supporto di nuovi investigatori. “Abbiamo dovuto formarli e mostrare loro come a mimare una persona in difficoltà , per dimostrare a cosa può andare in contro una persona malata che si relaziona ad un falso terapeuta“, spiega la Dottoressa Charest.

I nostri investigatori sono scioccati nel vedere come alcuni di essi si mostrano convincenti“, ha detto. “Essi scoprono che non è tanto il denaro che motiva queste persone, quanto il potere, il desiderio di esercitare la propria influenza sugli altri “.

Le indagini sono lunghe e costose, il primo procedimento penale non sarà probabilmente aperto prima di un paio di mesi.  Già dal 2012  l’Ordine degli Psicologi e quello dei Medici si lamentano di essere sopraffatti dalle richieste di aiuto  e chiedono l’assistenza del governo del Québec.

Nel frattempo  gli investigatori danno priorità ai casi “più inquietanti“, riferisce la signora Charest. “Se un giudice non impedisce ad alcune persone di esercitare quando i nostri ricercatori riportano loro quello che essi fanno, la legge non serve. Essa deve essere applicata“, dice.

Certo, le conseguenze di cattive terapie possono essere terribili. Nella  nostra indagine su larga scala  “Guru inc.”, pubblicata nel 2012, le vittime ci hanno raccontato di  come  i ciarlatani li avevano spinti sull’orlo del precipizio. Alcuni sono stati successivamente ammoniti dal Collegio degli Psicologi.

Annuario

Per aiutare il pubblico a navigare, l’Ordine ha aperto una directory sul sito votretête.ca. Essa indica chi è autorizzato a praticare e chi invece dovrebbero destare sospetti (in quanto promette risultati certi, parla di cosiddetti “poteri”, ecc.)

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

 

 
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Pubblicato da su 1 gennaio 2014 in Traduzioni

 

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Le mie comunicazioni con Raffaella Di Marzio circa Arkeon

Malgrado la questione sia stata più volte strumentalizzata sino a denunce da parte di Raffaella Di Marzio nei miei confronti, nonchè suoi esposti al mio ordine degli psicologi, questa è la conversazione integrale avvenuta tra noi. Poi è chiaro che lei abbia abbracciato totalmente la questione Arkeon, a mio danno, ma questa è un’altra storia

 

 

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INTERROGAZIONE DELLA CAMERA A RISPOSTA SCRITTA 4/08062 sui movimenti settari

presentata da DONADI MASSIMO (ITALIA DEI VALORI) in data 20100719

La Camera dei Deputati
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-08062 presentata da MASSIMO DONADI lunedi’ 19 luglio 2010, seduta n.354 DONADI.
– Al Ministro della giustizia. – Per sapere – premesso che: in questi ultimi anni e’ esponenziale la crescita di truffe esercitate sia tramite i mezzi di comunicazione che con il passaparola, per contrastare questo fenomeno molto viene fatto dalle Forze dell’ordine e altrettanto da associazione create ad uopo; tra i vari fenomeni truffaldini esiste quello delle psico-sette che sta diventando un vero fenomeno sociale; ne e’ un esempio cio’ che viene esposto in un articolo del Corriere Mercantile del 30 maggio 2010, nel quale la dottoressa Lorita Tinelli, psicologa del Cesap (centro studi psicologici) lancia un allarme concreto contro quei gruppi di persone che promuovono lo sviluppo della personalita’, schiavizzano la mente di adepti e devastando loro la vita, con l’unico fine di estorcere rilevanti somme economiche alle vittime; nel 1981 venne abolito il reato di plagio dalla Corte Costituzionale, con sentenza n. 96 dell’8 giugno 1981, che rilevo’ un contrasto tra l’articolo 603 del codice penale e gli articoli 21 e 25 della Costituzione; dal 1981 ad oggi si e’ creato un vuoto legislativo nel quale operano i «manipolatori della mente» e proliferano organizzazioni, comunita’, leader carismatici capaci di sfruttare tutti i meccanismi persuasivi capaci di scardinare ogni forma di difesa da parte di persone attirate in una trappola di suggestioni e promesse; spesso tali personaggi non hanno nemmeno titoli accademici atti all’esercizio di qualsiasi professione inerente la loro truffa; per convincere le vittime adotterebbero suggestioni di massa, ma ancora peggio la tecnica del PNL (programmazione neuro linguistica) tecnica che dovrebbe essere riservata agli psicologi; nelle scorse legislature sono state molte le proposte di legge in merito al reato di plagio o manipolazione mentale, presentate in entrambe i rami del Parlamento che non hanno visto la fine del loro percorso legislativo; in questa legislatura sono molteplici le proposte di legge sempre inerenti il tema, gia’ presentate senza avere ancora iniziato il loro iter -: se il Ministro, vista la situazione contingente di crisi economica e sociale che sta coinvolgendo il nostro Paese, che amplifica le incertezze, le insicurezze e le paure generazionali, non ritenga di approntare un’iniziativa normativa atta a colmare questo vuoto legislativo, tenendo conto, se lo riterra’ opportuno, delle indicazioni che emergono dalle proposte di legge gia’ assegnate in commissione giustizia. (4-08062)
 

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La Costa del Sol è una “zona calda” per le sette, secondo uno psicologo

La Costa del Sol è considerata una “zona calda” per le sette, come  spiega lo psicologo José Miguel Cuevas, vice presidente AIIAP (Associazione Americana per la ricerca sugli Abusi Psicologici). Una ipotesi per spiegare questo fenomeno sostiene che ciò sia dovuto  al clima e alla qualità della vita che porta l’incremento su questa costa di molti stranieri, l’importazione quindi di eterogeneità e di diversità,  così come una maggiore sensibilità.

Questo incremento, secondo l’esperto, è ampiamente positivo e  porta anche a sostenere l’economia e, in passato, la ricchezza. Purtroppo c’è un aspetto negativo che consiste nell’attirare e importare esotiche credenze e derive settarie che finiscono per coesistere con altre del posto, altrettanto distruttive. Ci sono altre problematiche inerenti le situazioni settarie, quali  l’aumento di vulnerabilità personale, l’aumento di crisi in ambito sociale e familiare anche grazie ad una palese disuguaglianza sociale. Anche se nessuno è al sicuro dal cadere in un gruppo settario, le crisi e le situazioni di vulnerabilità personale o familiare sono un terreno fertile per la creazione o il “buon funzionamento” delle organizzazioni settarie.

Non bisogna dimenticare che le sette utilizzano una comunicazione molto vicina alla gente, con messaggi di speranza, di soluzioni rapide, di guarigione “magica” … che senza soluzioni reali ha permeato la disperazione e la sofferenza di molti che la ricevono.  Inoltre, questo messaggio è introdotto di nascosto, con l’inganno e la premeditazione, che  rendono la ricezione più pericolosa ed efficace. Nessun membro attivo di un gruppo settario crede di far parte di una organizzazione pericolosa, né si crede “vittima” di quella che viene considerata una “scelta” di  essersi sacrificato per il bene di tutti.

Questa conversione di singoli “membri della grande macchina“, che fa credere loro di essere parte di una “elite grande“, è il risultato dello sviluppo di un piano strutturato con inganno, come si fa una grande truffa … dove spesso i truffati credono di “sfruttare”  una grande opportunità. Ma con differenze: qui la “truffa” non finisce finché la persona non lascia il grande inganno e il gruppo settario.  Inoltre, a volte l’inganno  va ben oltre l’avidità o il desiderio di profitto, e di solito si propone di offrire speranze: la speranza di guarigione, di avere un lavoro, risolvere un problema serio, far sentire le persone bene insieme o semplicemente, il desiderio e la buona intenzione di voler costruire “un mondo migliore”.

Così, più di 100 possono essere le sette distruttive che attualmente operano nella provincia di Malaga, come ha riferito José Cuevas Miguel per l’agenzia di stampa Europa Press. Dato che ci sono “un sacco di gruppi piramidali  che perpetrano abusi nel settore della salute, di cui fanno parte falsi medici  e psicologi che esercitano in maniera non qualificata per curare malattie gravi, comprese quelle incurabili, promettendo  guarigioni, e gruppi settari di tipo  religioso, legati alla ‘New Age’, gruppi di tipo  sincretico,  culturali, sportivi, umanitari“.

Cuevas ha dichiarato che c’è un “grande difficoltà” nel valutare il concetto di culto, perché “non vi è alcuna demarcazione o consenso interdisciplinare sul significato del termine, e la grande difficoltà nella valutazione di alcune caratteristiche di che cosa è o non è ‘ settario ‘. La nostra associazione, ha connotato come gruppo settario quel gruppo avente la capacità distruttiva, la capacità di manipolazione e di abuso, la  tendenza abituale a sviluppare tecniche di manipolazione mentale “.

Lo psicologo di Malaga aggiunge “le sette generano problemi socio-sanitari, conflitti reali che vanno oltre l’interessato, che possono causare seri problemi nel suo ambiente: famiglia, amici, lavoro, e nell’ancora più ampio ambiente sociale,  diventando una seria minaccia. Inoltre, la prima legge importante è quella che garantisce  all’individuo il diritto alla libertà personale, ma dal momento che la vittima falsamente crede di esercitare una libertà, la sua libertà è in realtà pienamente vincolata  da  estranei.

Perché, continua, “il membro del culto ha una libertà limitata a quanto permettono i suoi superiori, percependo inalterata la  critica e il ragionamento. Questo limite non è sempre facile da valutare per i professionisti che non sanno o non sono specializzati in questo fenomeno, in quanto l’adepto solitamente assume un ruolo sociale di apparente  ‘normalità’.  Il problema è che questo ruolo di ‘apparente normalità’ è compatibile con uno stato di estrema schiavitù e di sottomissione al gruppo o al suo leader, e porta la vittima a subire gli atti abusanti e degradanti, come avviene nei casi di violenza contro le donne” .

Sciogliere un gruppo settario non è facile“, ha spiegato il professore di psicologia sociale presso l’Università di Malaga (UMA), che ha affermato che “una setta scompare raramente,  la morte del leader è di solito una soluzione, ma tale cambiamento  però non rappresenta necessariamente la soluzione migliore“.

Egli ha anche sottolineato che, sebbene la maggior parte dei nostri gruppi sociali siano positivi e contribuiscono a costruire la nostra personalità (gruppi sportivi, culturali, ecc), dobbiamo anche considerare che “qualsiasi gruppo può evolversi in un culto” e rileva quindi che sarebbe opportuno  esercitare un qualche tipo di ispezione e controllo delle organizzazioni o gruppi che presentano le caratteristiche  polemiche e “settarie”, così come chiedere la loro dissoluzione in presenza di reati che giustificano la  sistematica applicazione  di tecniche che modificano o controllano la personalità (citando l’articolo 515 del codice penale).

Ci possono essere anche gruppi che possono sviluppare  adeguate strategie di controllo e di  regolamento delle attività effettivamente esercitate. Nonostante queste evoluzioni positive non credo possa essere efficace solo se si basano su un controllo di tipo giuridico, sebbene questo possa servire per assistere e proteggere le vittime ora completamente impotenti“, ammette.

Alcune delle tecniche di reclutamento che sono ancora molto comuni, ha riferito  Cuevas  sono “corsi di particolari e seminari gratuiti che invitano il contatto diretto con il pubblico“.  Nella provincia di Malaga ha sottolineato che le sette di solito catturano adepti attraverso opuscoli e manifesti distribuiti in tutta la città, anche all’interno dell’università, che invitano gli studenti di giornalismo a far parte di una radio che rappresenta la “base” o il “gancio” di una setta.

Così, l’associazione (AIIAP) a cui appartiene esercita due chiari obiettivi nella società, “da un lato quello di diffondere informazioni sulle dinamiche di abuso settario e dall’altro quello di  favorire la prevenzione e la cura di un comportamento abusivo, compresa la formazione di professionisti e studenti “, ha detto lo psicologo e specialista in sette.

http://infocatolica.com/blog/infories.php/1301130900-la-costa-del-sol-es-una-zona

Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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Pubblicato da su 22 aprile 2013 in Traduzioni

 

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A cura di Lorita Tinelli