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Lavori realizzati con Associazioni, Istituti, Enti con cui si trattengono relazioni di collaborazione

Riscoprire il senso dell’amicizia attraverso il cane

06 14 linguaggio cane NOCI (Bari) – Il 6 giugno scorso i bambini della V D della Scuola Primaria “F.Positano”, dell’Istituto Comprensivo ” S.M.Gallo – 2°circolo”, hanno partecipato, per la prima volta, ad un laboratorio di zooantropologia didattica, organizzato dalla psicologa Lorita Tinelli, grazie alla partecipazione di Rita Lovecchio, educatrice, e Marirosa Marzulli, veterinario e pet trainer specialista, entrambe dell’associazione Willie di Bari.

L’intervento, nello specifico, attraverso la relazione uomo-animale e, in particolare, la relazione bambino-animale, si è posto l’obiettivo di stimolare alcune particolari riflessioni sul senso dell’altro, dell’amicizia e del rispetto del nostro interlocutore.

Professoressa d’eccezione è stata Kalinda, una meravigliosa cucciolona di 2 anni, che ha tenuto alta l’attenzione degli alunni, attraverso giochi e momenti di interazione. Facendo leva sulla naturale attrazione che i bambini provano per gli animali, le educatrici hanno guidato la classe verso esperienze di empatia, di interesse verso i bisogni altrui, in pratica verso conoscenze in grado di stimolare il senso di responsabilità nella relazione. E’ infatti proprio pensando alle caratteristiche del cane lì presente che i bambini hanno parlato di ‘lealtà’, ‘verità’, ‘fedeltà’ … elementi importanti per la buona riuscita di una amicizia, scoprendone i reali ed efficaci significati.

Tutti i bambini, inclusa la maestra Ester Intini, hanno partecipato alle attività proposte, sino alla realizzazione finale di un origami, che rappresentava il viso di un cane, che ciascun bambino ha poi regalato al proprio compagno, dopo aver scritto una caratteristica del senso dell’amicizia che più l’aveva colpito, dal decalogo precedentemente composto. Alla fine Kalinda è stata omaggiata da un applauso silente.

Fonte: http://www.noci24.it/cultura/educazione/11463-riscoprire-il-senso-dell-amicizia-attraverso-il-cane

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Pubblicato da su 17 giugno 2015 in Collaborazioni

 

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Una giustizia a misura di bambino?

SEGNALAZIONEsegnalazione_mini

Buongiorno, sono una psicologa-psicoterapeuta che lavora nel pubblico in Lombardia come consulente nell’ambito della Tutela dei Minori, quindi in continuo contatto con Tribunali, Giudici onorari e togati ecc.

Ieri sera 21 maggio 2014 alle ore 23.00 circa ho visto il servizio mandato in onda su Italia 1  dalla trasmissione ” le Iene” dal titolo inquietante “Come funziona il traffico di bambini”.
L’argomento dell’inchiesta è certamente interessante e condivisibile ovvero l’incompatibilità tra la funzione di Giudice Onorario e di direttore di una comunità per minori/socio di cooperative che gestiscono comunità, ma è stato trattato con molta superficialità screditando l’intero sistema giustizia e le professionalità (quindi compresi i colleghi psicologi) dei Giudici Onorari.
L’argomento che è certamente da approfondire si basava su un report di una associazione “Finalmente liberi” che aveva portato dei dati di incompatibilità su circa 100 giudici onorari, tuttavia il titolo del servizio e i contenuti vertevano poi sull’argomento “allontanamenti dei minori dalla loro famiglia” sui quali si è banalizzato molto (citando come fonte dati di Regione Lombardia Famiglia e solidarietà sociale sui motivi degli allontanamenti) mettendo in dubbio la necessità di tali allontanamenti, dato che le motivazioni non erano secondo loro gravi ovvero non c’era pericolo di vita per i minori.

Mi piacerebbe che nei media passasse un’idea diversa del sistema minorile e delle professionalità coinvolte, soprattutto perchè poi noi operatori dobbiamo lavorare con persone già diffidenti e in un ambiente coatto e non aiuta proprio una cultura diffusa che i Servizi/tribunali rubino i bambini o ne facciano addirittura traffico/merce per motivi economici (le rette selle comunità citate dai 70 ai 400 euro mi sembrano fuorvianti!).

Se possibile potreste approfondire l’argomento magari chiedendo pareri autorevoli (cito solo ad esempio personalità legate al Centro del bambino maltrattato di Milano che conosco bene per la professionalità e competenza che ha fatto scuola nell’ambito della protezione dei minori).
grazie,

dr.ssa Silvia Pedretti

 

COMMENTO REDAZIONALE DI LORITA TINELLI

Tutti i grandi sono stati bambini una volta (Ma pochi di essi se ne ricordano)
Antoine de Saint-Exupéry

 

Negli ultimi tempi i media si sono fatti promotori della tutela dei minori “sottratti” alle famiglie, per i motivi più disparati, e inseriti nelle diverse comunità presenti su tutto il territorio nazionale.
Il motivo di tanto interesse è stato determinato da casi eclatanti, che hanno posto la necessità di riflettere sulle modalità di inserimento dei minori in alcune comunità, su eventuali collegamenti tra operatori del sistema giustizia e le stesse e su eventuali impreparazioni o non conoscenze degli stessi operatori presenti nei diversi contesti istituzionali deputati a decidere sulle sorti dei minori e delle loro famiglie d’origine.
Uno dei casi più clamorosi, balzati alla cronaca giudiziaria e non solo, è stato il caso Forteto di Vicchio, nel Mugello. Una comunità che dal 1977 accoglieva minori in difficoltà e gestita da Rodolfo Fiesoli e da ventidue suoi collaboratori, oggi tutti sotto processo con l’accusa di  violenza sessuale su minori e maltrattamenti. Fiesoli era stato condannato nel 1979  a due anni di carcere per atti di libidine violenta, corruzione di minorenne e maltrattamenti (sentenza passata in giudicato nel 1985).  E nonostante tutto, complice anche l’incredibile cecità di chi doveva garantire l’affidabilità della comunità (Asl, giudici del tribunale dei minori, assistenti sociali, amministratori locali, regione toscana, ma anche psicologi, giornalisti, politici, educatori, sacerdoti che ne avevano garantito l’affidabilità anche a mezzo di pubblicazioni scientifico/divulgative), Fiesoli era ritornato a gestire la comunità. Anzi, proprio nei giorni successivi alla sua scarcerazione il tribunale dei minorenni, gli affidava un bambino down, a dimostrazione che il legame di fiducia tra l’istituzione giuridica e quella comunità non si era affatto incrinato. Anzi è continuato, malgrado nel 2000 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a Strasburgo abbia condannato l’Italia al pagamento di una multa di 200 milioni di lire come risarcimento dei danni morali a due minori, per il loro affidamento alla comunità. Il problema  sollevato dalla CEDU era che i  “pubblici poteri” avrebbero dovuto evitare l’affidamento di bambini a  persone “condannate per maltrattamenti e abusi commessi su persone che a quell’epoca erano loro affidate all’interno della stessa comunità”.  Ma nonostante tutto gli affidamenti sono continuati.
Probabilmente questa non è la normalità del rapporto tra sistema giudiziario e l’affidamento dei minori. Di sicuro vi sono operatori coscienziosi, istituzioni affidabili e professionisti ineccepibili. Ma la storia del Forteto ha rappresentato un caso che fa riflettere e pone dubbi sulla presenza di certa superficialità in chi si adoperano per la tutela dei minori in difficoltà, evidenziando l’assenza di una rete adeguata di controlli in tali dinamiche e forse una grande capacità di tessere relazioni ‘eccellenti’ di alcuni rappresentanti delle comunità, in assenza di giusti requisiti.
La preoccupazione di tutto ciò, sollevata dai media anche grazie a testimonianze e segnalazioni di altre storie e di altri tribunali, è stata recepita da l’On. Michela Vittoria Brambilla, presidente della commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza, che insieme ad altri 32 cofirmatari, ha presentato una interrogazione urgente (2-00373) (1), destinata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, al Ministero della Giustizia e al Ministero dell’Interno. Il testo, presentato nel gennaio 2014 riguardava iniziative a tutela dei minori “fuori famiglia”, con particolare riferimento alla valorizzazione dell’istituto dell’affido temporaneo ed ai controlli sulle strutture di accoglienza di tipo familiare.
L’interrogazione parte dalla premessa che  “il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia” , pertanto gli dev’essere  garantito l’affidamento ad una famiglia o persona singola, capace di provvedere adeguatamente alla sua educazione, istruzione e relazioni affettive, come da legge del 4 maggio 1983 n. 184. E laddove questo non fosse possibile, in extrema ratio, è previsto l’inserimento in una comunità di tipo familiare o in un istituto di assistenza pubblica o privata, secondo modalità e tempi prefissati. Dalla documentazione presentata dalla Brambilla si evince che alla commissione da lei presieduta giungono continuamente segnalazioni e denunce su allontanamenti di minori dalle famiglie, spesso disposte dall’esito di valutazioni frettolose dell’ambiente familiare naturale. E non sempre le case famiglia o le comunità si dimostrano adeguate all’accoglienza (2).
La Brambilla afferma ancora che “l’allontanamento è la certificazione di un fallimento dello Stato : invece di aiutare, con risorse o servizi adeguati, la famiglia e il minore che ci vive, la mano pubblica rischia di peggiorare le cose negando a un bambino il diritto di crescere tra i suoi, garantito dalle convenzioni internazionali, e creandogli un trauma probabilmente indelebile. Occorre invece sostenere la genitorialità con programmi di supporto e dare maggiore e migliore ascolto al minore stesso” (3).

Considerata la complessità delle dinamiche poste in essere in simili situazioni, dei bisogni e delle necessità dei sistemi relazionali,  nonché delle professionalità impegnate in tali dinamiche e delle  qualità delle loro competenze ed esperienze, l’errore risulta un elemento di cui tener conto.
Le richieste di ispezioni e valutazioni del tutto, fatte dalla Brambilla, quindi, potrebbero costituire una fonte di garanzia per la tutela dei minori. Non solo, ma anche l’adozione di modalità più trasparenti e più capaci di manifestare in tempo utile qualche intoppo, in modo da poterlo risolvere, sempre tenendo al centro dell’attenzione il benessere del minore.

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Note

1 http://www.coordinamentocare.org/public/index.php/news/292-interpellanza-urgente-2-00373-sui-bambini-fuori-famiglia.html
2 dall’Interrogazione: “Nelle case famiglia con ripercussioni gravissime sulla salute e sulla formazione del minore; recenti stime attestano che il numero di bambini fuori famiglia è oscillato in Italia negli ultimi anni tra le 25 e 30 mila unità rispetto agli anni passati, e che l’affidamento temporaneo è cresciuto intorno al 24 per cento;  in Italia non esiste un sistema di monitoraggio strutturato a livello istituzionale che rilevi dati omogenei e confrontabili, né tanto meno una mappatura degli istituti residenziali di accoglienza, sulla qualità di tali strutture, sulla qualifica del personale, sul valore dei servizi erogati e sulla progettualità dell’affido; la mancanza di rilevazioni periodiche e di una vera e propria organizzazione a livello istituzionale hanno portato, in molti casi, alla necessità di proporre valori di stima per molte realtà regionali, evidenziando serie difficoltà nel reperire informazioni trasparenti sul fenomeno dei bambini fuori dalla famiglia e sulle loro condizioni di vita nelle comunità residenziali di accoglimento, rendendoli dei bambini invisibili; […] in assenza di informazioni attendibili su ciò che avviene nelle case famiglia, i minori passano dalla condizione di «allontanati» a quella di «abbandonati», spesso senza possibilità di avere contatti col mondo esterno; “
3 dall’Interrogazione: “l’allontanamento del minore dalla famiglia e la sua conseguente istituzionalizzazione rappresentano un vero e proprio trauma per il bambino che, nella maggior parte dei casi, viene strappato nel giro di pochi giorni dal nucleo familiare senza che sia predisposto un percorso psicologico di sostegno, e deve attendere mesi, e spesso anni, per essere reinserito;”


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PARERE DEL DR. SAVERIO ABBRUZZESE

Avrete notato che l’attacco agli operatori della giustizia minorile ha una certa periodicità nei nostri media. Ogni tanto qualcuno si erge a censore e spara una serie di stupidaggini che discreditano gli operatori del settore, con giudici insensibili, assistenti sociali che rubano i bambini, psicologi compiacenti, se non addirittura corrotti, ed amenità del genere.
Le iene hanno partecipato a questo banchetto sanguinolento con estrema voracità ed assoluta disinformazione.
Chiariamo subito un punto della questione. La presenza dei giudici onorari nei tribunali per i minorenni serve a garantire un approccio interdisciplinare alle problematiche minorili: il diritto, da solo, non basta. È necessario l’apporto di altri saperi; e non credo che qualcuno possa avere dei dubbi sulla assoluta pertinenza di questo assunto.
Ma se accettiamo il fatto che in un TM siano presenti psicologi, assistenti sociali, pedagogisti, neuropsichiatri infantili, educatori, etc., allora dobbiamo anche accettare il fatto che questi professionisti portino negli uffici giudiziari non solo la loro competenza, ma anche la loro esperienza. A cosa servirebbe un laureato in psicologia che non abbia mai lavorato con i bambini? Lo stesso vale per le altre professionalità. In altri termini questi professionisti portano necessariamente all’interno degli uffici giudiziari la loro esperienza del territorio e non sterili nozioni acquisite nel corso dei loro studi. Pertanto la presunta incompatibilità fra le funzioni di giudice onorario e quella di operatore dei servizi non ha davvero senso ed è assolutamente fuorviante porre la questione in questi termini in un programma televisivo.
A questa preliminare considerazione, bisogna aggiungerne un’altra, più tecnica.
In un tribunale per i minorenni ogni decisione è presa da un collegio giudicante formato da quattro giudici, due magistrati, di cui uno è presidente della camera di consiglio, e due giudici onorari. Se consideriamo un medio tribunale che ha in servizio una trentina di giudici onorari e una decina di giudici professionali significa che c’è la possibilità di formare un numero ragguardevole di camere di consiglio. Ovviamente, qualora si debba prendere una decisione che riguardi una comunità o un servizio in cui lavori un giudice onorario, il Presidente del Tribunale farà in modo che questo giudice onorario non faccia parte di quel collegio giudicante.
Ma questo le iene non lo hanno detto.
Aggiungo che di solito i giudici del TM hanno una ripartizione territoriale, per cui gestire queste incompatibilità è molto facile. Faccio un esempio: il TM di Bari si occupa delle provincie di Bari, BAT e Foggia. Ad un giudice onorario di Foggia, che svolge l’attività di psicologo in un consultorio di Foggia o provincia sarà sicuramente assegnato un territorio che fa parte della provincia di Bari, con cui non ha alcuna possibilità di interferire nella sua attività professionale. Senza contare che qualora questa remota ipotesi si verifichi, ha l’obbligo di astenersi in camera di consiglio.
Insomma, spero di essere stato chiaro: si tratta davvero di un falso problema, pompato ad arte per fare e dare scandalo. Per anni ho svolto la funzione di giudice onorario al TM di Bari, mi occupavo di adozioni, in particolare della valutazione delle coppie che presentavano dichiarazione di disponibilità. Essendo io residente nella provincia di Bari, il Presidente mi affidava le coppie del foggiano. In quasi vent’anni di attività non mi sono mai trovato in situazioni di incompatibilità o di conflitto di interessi. Mai.

Saverio Abbruzzese
Psicologo psicoterapeuta
Già giudice onorario del TM di Bari

 

Fonte: http://www.osservatoriopsicologia.com/2014/09/17/una-giustizia-a-misura-di-bambino/

 
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Pubblicato da su 10 gennaio 2015 in Collaborazioni

 

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CASO FORTETO E FENOMENO SETTARIO: ISTITUZIONI ASSENTI. LE ASSOCIAZIONI DI TUTELA MINORI E DIFESA DELLE VITTIME DI CULTI ABUSANTI SCRIVONO AL PRESIDENTE NAPOLITANO

Novembre 2014

LETTERA AL PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO

Al Sig. Presidente della Repubblica

Dott. Giorgio Napolitano

Palazzo del Quirinale

00124 Roma

Preg.mo Presidente,

i firmatari di questa lettera desiderano esprimerLe sentito riconoscimento per aver accolto favorevolmente l’appello rivoltoLe dal consigliere regionale toscano, Gabriele Chiurli, in relazione alla sconcertante ricusazione del giudice Marco Bouchard presidente giudicante nel processo Forteto, rimettendone l’esame al Consiglio Superiore della Magistratura per le valutazioni di competenza.

Non possiamo che trovarci pienamente concordi con quanto commentato dallo stesso consigliere “La pronta risposta del Presidente Napolitano è il primo elemento rassicurante in una vicenda che conserva ancora molti lati oscuri, anche dal punto di vista del coinvolgimento della politica”, tanto più che come cittadini italiani e rappresentanti di associazioni di tutela dei minori e/o di informazione, ricerca e contrasto di gruppi coercitivi e culti abusanti, abbiamo seguito, nel loro evolversi, le drammatiche vicende della comunità di affido minori e osservato con profonda amarezza, come i ministri ripetutamente interpellati sulla questione, non abbiamo, a oggi, fornito alcuna risposta.

A questo riguardo, nei giorni scorsi, in un breve intervento in Aula, la sen. Laura Bottici, già firmataria di una interrogazione sul caso Forteto, con comprensibile indignazione riferiva tra l’altro “È una questione che sta andando ormai avanti da anni. Nessuno dà le risposte. Diversi politici hanno passato le porte del Forteto. Nessuno difende questi soggetti che hanno subito gravi violazioni, tra cui torture. Hanno perfino ricusato il giudice presidente della Corte. Il premier Renzi, nel 2011, ospitò il fondatore, cosiddetto “profeta”, a Palazzo Vecchio, per un convegno sulla famiglia e questo soggetto, pochi giorni dopo, fu arrestato per maltrattamenti. Attendo, quindi, una risposta immediata dal Governo alla mia interrogazione e mi aspetto che la Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza si occupi immediatamente di questo caso, perché si corre il rischio che vada tutto in prescrizione, e non è più consentibile. Basta!”

Nell’aprile scorso, unitamente a studiosi di chiara fama internazionale, abbiamo inoltrato una lettera a M.me Anne Brasseur, Presidente dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa e riferito, per quanto di conoscenza, in merito alla situazione di minori nel nostro paese inseriti in contesti settari nocivi, ad alta richiesta o affiliati a “sette” criminogene, ritenendo opportuno menzionare anche il caso della comunità  Forteto; comunità la cui struttura e dinamiche interpersonali, -come si evince dall’accurata relazione della Commissione d’inchiesta della Regione Toscana-, hanno rivelato indubbie affinità con i cosiddetti culti ideologici e totalizzanti, come peraltro evidenziato sulla prestigiosa Rivista Sperimentale di Freniatria, nell’estratto del recente saggio “Le comunità ideologiche. Alcune note psicopatologiche e psicoanalitiche Ideology run therapeutic communities.(Psychopathological and psychoanalytic comments)” a cura dello psichiatra Paolo Curci e dello psicoanalista Cesare Secchi dell’università di Modena e Reggio Emilia.

http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload/9/CM28/evidenze/evi214.pdf

https://favisonlus.wordpress.com/2014/09/12/le-comunita-ideologiche-alcune-note-psicopatologiche-e-psicoanalitiche-ideology-run-therapeutic-communities/

https://favisonlus.wordpress.com/2014/09/10/forteto-quelle-affinita-con-i-culti-totalizzanti-e-distruttivi-un-saggio-pubblicato-sulla-rivista-sperimentale-di-freniatria-la-piu-antica-pubblicazione-italiana-in-tema-di/

 

La nostra lettera, che riportiamo di seguito per esteso, -di cui si allega copia in supporto CD con firme e riferimenti documentali-, scusandoci per la lunghezza del testo ma confidando caldamente nella Sua attenzione, fu inviata a sostegno del “Rapporto sulla protezione dei minori contro gli eccessi delle sette”, presentato dall’eurodeputato francese Rudy Salles benché, come successivamente sostenuto dal medesimo, anche a seguito di forti pressioni esercitate da lobby internazionali pro settarie,  la relativa Raccomandazione non venne purtroppo approvata.

http://www.youtube.com/watch?v=0w2jvDz9lgE

 

Lettera degli studiosi e delle associazioni italiane al Presidente dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE)”

Madame Anne Brasseur 
President of the Parliamentary Assembly 
of the Council of Europe
 
 
Mr. Wojciech Sawicki
Secretary General of PACE
 
 
Members of PACE

 

Palais de l’Europe
67075       Strasbourg Cedex
ITALY, the 2nd of April 2014

 

Report  Mr. Rudy SALLES “The protection of minors against excesses of sects”

ITALY, the 2nd of April 2014

Preg.mi Signori,

in data 3 marzo 2014 è stato adottato dalla Commissione Affari Giuridici e dei Diritti dell’Uomo dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, un importante Rapporto sulla protezione dei bambini dagli eccessi delle cosiddette derive settarie, frutto del lungo e accurato impegno del relatore francese Rudy Salles.

Gli studiosi, le associazioni italiane di tutela dei diritti dei bambini, i centri e le associazioni di ricerca, informazione e difesa dell’individuo e delle famiglie da gruppi ad alto rischio che unitamente sottoscrivono questa lettera, desiderano esprimere sentita gratitudine e apprezzamento per il contenuto del Rapporto, che, nella fattispecie, individua e suggerisce indispensabili programmi e politiche d’intervento e/o il loro rafforzamento, col fine di fronteggiare con efficacia il pericolo rappresentato delle cosiddette derive settarie e tutelare concretamente l’interesse superiore del bambino da ogni forma di brutalità, maltrattamento e negligenza.

Non possiamo che auspicarne l’approvazione, certi che l’Assemblea Parlamentare e il Consiglio d’Europa rivestono un ruolo fondamentale per il contrasto a un inquietante fenomeno sociale che risulta in costante crescita e coinvolge, anche attraverso l’accresciuto utilizzo della rete internet, un numero sempre maggiore di adolescenti e minorenni.

Contributi scientifici internazionali, riferiscono concordemente che minori inseriti in contesti settari abusanti subiscono sovente la sistematica violazione di tutti i loro diritti fondamentali (Paul Martin, Michael D. Langone e Gary Eisenberg, Markowits e Halperin, Susan Landa, Stephen A. Kent e Doni Whitsett, Singer e Lalich, etc. ), così come la recente ricerca di Jill Mytton pubblicata dalla The British Psycological Society (1), ha rilevato che bambini nati o cresciuti in gruppi ad alto rischio presenteranno significativi problemi di natura psicologica e psico-sociale non solo dopo l’uscita dal gruppo ma anche in età adulta. Inoltre, sulla base dei risultati dell’accurato studio condotto dall’Università di Toronto (2), i bambini vittime di realtà coercitive presenteranno tempi di remissione prolungati delle sindromi depressive, rispetto coloro che non hanno subito tale tipo di traumi. Per quanto di conoscenza, è inoltre in corso un altro importante progetto di ricerca approvato dalla  Human Subjects in Research Committee at California State University,  titolato “On Our Own: How Children of Cults Manage to Survive in the ‘Outside’ World” a cura della dott.ssa Jania Lalich, riconosciuta esperta internazionale di culti e gruppi estremisti.

Nella nostra attività sul campo siamo quotidianamente a contatto con persone vittime di organizzazioni totalitarie e dinamiche relazionali manipolative, nonché con individui nati o cresciuti in gruppi ad alto rischio che hanno sperimentato abusi e violenze non di rado raccapriccianti. D’altra parte le stesse cronache giudiziarie ci informano di casi agghiaccianti avvenuti nell’alveo di movimenti cultistici abusanti. Un esempio balzato alle cronache internazionali è quello del gruppo omicida denominato Le Bestie di Satana, i cui adepti si sono macchiati del macabro assassinio di alcuni giovani, anche affiliati alla stessa organizzazione, tra cui il minore Fabio Tollis (3)

Nello stesso momento in cui redigiamo questa lettera, è in corso un procedimento penale contro il fondatore della comunità il Forteto, Rodolfo Fiesoli più altri, accusati di maltrattamenti e abusi sessuali su minori. Il Forteto è una comunità di affido minori, ma, come  inequivocabilmente evidenziato nella recente e corposa indagine svolta dalla Commissione d’inchiesta della Regione Toscana (4), si caratterizzava come una vera e propria setta abusante. Il fondatore, soprannominato “il Profeta”, ha potuto agire indisturbato per oltre quarant’anni nonostante già nel lontano 1976 l’uomo fosse stato arrestato su richiesta del giudice Carlo Casini che aveva aperto un procedimento per abusi sessuali avvenuti nella comunità. Negli anni ’80 alcune interrogazione consiliari e parlamentari ponevano già in luce l’azione di indebita influenza posta in essere verso i piccoli ospiti della comunità. Successivamente, nel 1985 la Corte di Appello di Firenze aveva emesso contro Fiesoli sentenza di condanna, -confermata in Cassazione-, a due anni di reclusione per maltrattamenti, atti di libidine violenta e corruzione di minorenne. (Sentenza che evidenziò, tra l’altro,  “l’istigazione da parte dei responsabili del Forteto alla rottura dei rapporti tra i bambini che erano loro affidati e i genitori biologici”, e l’istigazione a “una pratica diffusa di omosessualità”).  Ancora in data 13 luglio 2000 la Corte europea dei diritti dell’uomo condannò l’Italia al pagamento di una multa di 200 milioni di lire come risarcimento dei danni morali a seguito dell’affidamento alla comunità Forteto di due bambini. Nella sentenza (caso Scozzari e Giunta contro Italia – ricorso n. 39221/98 et 41963/98), la Corte ritenne opportuno commentare che suscitava serie riserve il fatto che persone condannate per maltrattamenti e abusi su minori potessero ancora svolgere un ruolo attivo nella comunità. Nel dicembre 2011 Rodolfo Fiesoli è stato infine nuovamente arrestato con l’accusa di maltrattamenti e abusi su bambini affidati al Forteto e il 4 ottobre 2013 si è aperto a Firenze il processo contro il leader di questa “comunità-setta” e altri 22 indagati.

In Italia, a seguito di un’eccezione di incostituzionalità, la Corte Costituzionale, con sentenza n. 96 dell’8 giugno 1981,  ha opportunamente cassato il reato di plagio dall’ordinamento giuridico penale perché in contrasto «con il principio di tassatività della fattispecie, contenuto nella riserva assoluta di legge in materia penale, consacrato nell’articolo 25 della Costituzione ». La Corte Costituzionale ha pertanto sancito l’indeterminatezza della formulazione della fattispecie criminosa del reato di plagio <<adducendo essenzialmente l’inverificabilità del fatto contemplato dalla fattispecie, l’impossibilità comunque del suo accertamento con criteri logico-razionali, l’intollerabile rischio di arbìtri dell’organo>>.

A oltre trent’anni dall’abrogazione del reato di plagio è tuttavia sempre più avvertita, nella comunità sociale, l’esigenza di una protezione della personalità individuale dell’uomo e della sua integrità psico-fisica: in sintesi, la necessità di una tutela dell’identità di essere pensante, unico e irripetibile dell’individuo. Ciò vuol dire, in primis, proteggere l’essere umano, nel momento di formazione e sviluppo della sua personalità  da ingerenze “ossessive” e inoltre tutelarlo dai vari comportamenti che ne possano compromettere la sua integrità, quella della sua psiche oltre alla sua funzionalità sociale. Peraltro, tutte queste esigenze, oltre a trovare implicito riconoscimento negli artt. 2 e 3 della Costituzione, costituiscono il presupposto di base perché possano essere effettivamente fruiti quei diritti di libertà e consapevolmente adempiuti i doveri di solidarietà che la Costituzione garantisce e impone (*). Come del resto rilevato anche da insigni giuristi, dopo l’abrogazione del reato si è dunque venuto a creare un pericoloso vuoto di tutela della personalità nei riguardi delle dinamiche plagiarie, né le norme contemplate nel vigente codice penale, quali la circonvenzione di incapaci (art.643 c.p.) risultano di fatto applicabili a situazioni comportanti il condizionamento psicologico, comportamentale e fisiologico degli adepti di movimenti a carattere settario. (**) Lo stesso Segretariato Generale della presidenza della Repubblica -Ufficio Affari Giuridici e Relazioni costituzionali- (Protocollo SGPR 13/6/2007 0066076 P UAG),  ha così  riferito “..si condivide che l’abrogazione del reato di plagio per difetto di determinatezza abbia comportato un pericoloso vuoto normativo che avrebbe dovuto essere colmato da adeguate e sollecite iniziative legislative”.

Una delle più importanti realtà associative italiane per la tutela dei minori, il Telefono Azzurro, che dal 2003 gestisce per conto del Ministero delle Comunicazioni, Ministero per le Pari Opportunità e Ministero del Lavoro, il Servizio emergenza infanzia, già nel suo 5° Rapporto Nazionale sulla Condizione dei Minori e degli Adolescenti (2005), realizzato con Eurispes, (prestigioso istituto italiano che opera nel campo della ricerca), rilevava che “Il coinvolgimento di minori nelle sette è fenomeno alquanto complesso e difficile da descrivere: per questo non va trascurato, poiché, anche se in modo poco visibile, i minori vi sono coinvolti sia come vittime (attraverso abusi psicologici e sessuali), sia come autori di reato (con l’uso di alcol e droghe fino a forme estreme di crimine). L’abuso sessuale sui minori è una realtà tangibile, come denunciano i numeri forniti dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale “

Altresì nel 9° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza (5) pubblicato nel 2009, i relatori del documento hanno drammaticamente sottolineato come “i bambini vittime delle sette sono bambini che “non esistono”, vittime dimenticate, ignorate e perfino negate”, e altresì constatato che “ i bambini che sono riusciti ad uscire da sette nelle quali hanno subìto abusi e violenze possono avere livelli di sviluppo fisico, psicologico, relazionale, emotivo, cognitivo e comportamentale che si discostano molto dalla norma: sembrano più piccoli di quello che effettivamente sono per ciò che concerne le capacità decisionali, di giudizio, la memoria e il linguaggio. Innumerevoli sono le conseguenze cui un bambino vittima di queste sette può andare incontro, a vari livelli: fisico, cognitivo, emotivo, relazionale, di costruzione della propria identità..”

Nel marzo 2006  veniva discussa e approvata dall’Osservatorio Nazionale per l’Infanzia, una importante relazione realizzata in forma di bozza dal Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza per conto dello stesso Osservatorio nazionale e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali titolata “Rapporto sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia”. Nell’ampio capitolo dedicato alla situazione dei minori coinvolti nelle cosiddette “sette”, si evidenziava, da un lato, come il fenomeno fosse  presente in larga misura nel nostro paese e le gravi implicazioni per gli stessi minori, dall’altro, come occorresse pervenire all’attuazione di adeguate politiche preventive informative a fattiva tutela dei bambini. Nel testo si sottolineava inoltre come dopo la diffusione del  Rapporto denominato “Sette Religiose e nuovi movimenti magici in Italia” predisposto dal Comitato esecutivo dei servizi di informazione di sicurezza del Ministero dell’Interno nel febbraio 1998, si fossero “moltiplicate le iniziative a “difesa” dei nuovi culti, i quali, con intraprendente aggressività hanno iniziato una controffensiva in nome delle libertà religiose… Oltre alla strategia di difesa palese, alcuni culti hanno messo in atto tattiche per rendere più rigorosi i segreti nei vari circuiti di iniziazione e mentre svolgono campagne pubbliche a favore della libertà religiosa sulla stampa e in TV, nei circoli interni “privati” degli iniziati, i giuramenti di segretezza e gli obblighi al silenzio si fanno più pressanti” e come analoghe “reazioni si ebbero anche in seguito alla pubblicazione nel 1999 del rapporto in materia di sette predisposto dal Consiglio d’Europa” (6)

Inoltre secondo il Report realizzato nel 2010 dal gruppo di lavoro presieduto dal dott. Luca Bernardo, (direttore dell’Ambulatorio per il Disagio degli Adolescenti presso l’Ospedale Fatebenefratelli di Milano e all’epoca presidente della Commissione bullismo del Ministero dell’Istruzione, Ricerca e Università), ben 240mila minori e adolescenti sarebbero entrati in contatto, solo in quell’anno, con  “sette” e gruppi legati al satanismo (7).

In una recente intervista rilasciata al noto periodico italiano Panorama, la stessa dott.ssa Maria Carla Bocchino, I° dirigente Responsabile Divisione Analisi dello Sco, Servizio Centrale Operativo, della Polizia di Stato, ha riferito del preoccupante aumento nel nostro paese, di giovani attirati, in particolare attraverso la rete web, da gruppi di satanismo acido; dati che trovano peraltro conferma anche dall’attività di Polizia Postale. La fascia di rischio individuata tra i nuovi “simpatizzanti” risulta quella compresa  tra i 12 e 22 anni. (8)

Ciò nonostante, come riferito dal deputato Rudy Salles, purtroppo solo alcuni Stati membri risultano aver recepito, a oggi, le indicazioni contenute nelle molteplici Raccomandazioni dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa sul fenomeno settario e in particolare quelle previste nella Raccomandazione n.1412 (1999), e con amarezza dobbiamo confermare che anche il nostro Paese non ha purtroppo adottato misure volte, in particolare, alla tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili e dei bambini inseriti in movimenti a carattere settario.

In Italia non sono mai state attivate commissioni parlamentari aventi a oggetto i minori vittime di derive settarie, ma unicamente una Indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette sette (9),  purtroppo non pervenuta a conclusione. Proprio l’audizione tenutasi presso l’Aula della 2a Commissione permanente Giustizia del Senato, di una giovane che aveva fatto parte da bambina, insieme alla madre e alla sorella anch’ella minore, di un piccolo gruppo sincretico a carattere settario capeggiato da una leader carismatica, ha indubitabilmente costituito il momento più intenso e drammatico dell’indagine svolta dalla commissione parlamentare. Nel caso accennato,  la Corte di Cassazione VI Sezione penale (10),  aveva evidenziato che “la sentenza di secondo grado ha ricostruito i fatti di causa ed evidenziato la condotta antigiuridica tenuta per un lungo periodo di tempo (circa tre anni) dell’imputata nei confronti delle parti lese (fra le quali, due minorenni), attraverso la forzata imposizione del cibo nei confronti di una minore, anche mediante un atto di violenza fisica, quale la chiusura del naso, nonostante l’evidente intolleranza alla sua assunzione, la costrizione a mangiare di nuovo quanto da lai veniva vomitato, i continui risvegli notturni o l’assoluto impedimento al riposo per partecipare a rituali salvifici, il condizionamento delle più elementari manifestazioni di vita, nonché le minacce di punizioni divine o di gravi accadimenti in caso di disobbedienza alle sue direttive”

Sconvolgenti vicende, analoghe a quelle descritte, ovvero inerenti il coinvolgimento di soggetti minori in gruppi od organizzazioni a carattere settario, sono state richiamate  nell’Atto di Sindacato Ispettivo  n. 4-08890  seduta n. 855 del 18 dicembre 2012, (16° Legislatura),  presentato dalle senatrici Gallone e Allegrini. Tuttavia l’interrogazione in questione è rimasta lettera morta (11)

Al momento  non sono state fornite risposte da parte dei dicasteri interpellati neanche alle nuove interrogazioni presentate da altri parlamentari italiani che più volte hanno inteso sollecitare i nostri governanti alla dovuta attenzione verso il fenomeno in oggetto, osservando inoltre, come si legge nei testi degli atti di sindacato ispettivo in questione (12 e 13), che unicamente le associazioni di volontariato e i centri di informazione e ricerca attivi sul territorio nazionale svolgono “una preziosa e continuativa opera informativa sul fenomeno e di supporto alle vittime e alle famiglie e in tal senso realizzano un’azione di integrazione nonché, spesso, di vera e propria supplenza dell’azione pubblica, in maniera del tutto gratuita e avvalendosi della consulenza e collaborazione di esperti del settore della salute mentale, della criminologia e della giurisprudenza”.

Per di più, come si evince dal seguente estratto dai medesimi testi, è in corso “una pressante e reiterata campagna dai toni marcatamente diffamatori attraverso cui alcuni soggetti, oltre a minimizzare il suddetto fenomeno sociale, screditano sistematicamente con argomentazioni tendenziose e palesemente mendaci i rappresentanti del mondo del volontariato, delle forze dell’ordine e delle istituzioni impegnati in questo specifico e delicato settore, nonché le stesse vittime di realtà controverse e/o abusanti “;

Non è nostro intento entrare nel merito di considerazioni inerenti le varie missive di critica al Rapporto del deputato Rudy Salles, inoltrate alla vostra attenzione e di cui apprendiamo dalla rete internet, consapevoli che le opportune valutazioni competono esclusivamente ai destinatari, tuttavia, in riferimento a quanto si può leggere nella lettera della studiosa italiana dott.ssa Raffaella Di Marzio, che, nello specifico, riferisce di  fenomeni di discriminazione che si verificherebbero da un trentennio nel nostro paese nei confronti delle  minoranze religiose e/o spirituali e verso i bambini appartenenti a tali minoranze, non possiamo certamente esimerci dall’evidenziare che si tratta di asserzioni prive di qualunque fondamento e riscontro oggettivo. Nessun rapporto nazionale né europeo così come lo stesso rapporto americano sulla libertà religiosa, hanno mai denunciato l’esistenza di atti discriminatori verificatisi in Italia nei confronti delle minoranze religiose e/o spirituali e dei minori appartenenti a gruppi minoritari; sono stati invero segnalati rari episodi di intolleranza in particolare nei confronti di fedeli affiliati a confessioni maggioritarie. La promozione e la tutela degli appartenenti a minoranze religiose e spirituali e la difesa della libertà religiosa e di culto costituiscono, per contro, una delle grandi priorità della politica interna ed estera italiana. Sostenere pubblicamente fatti del tutto infondati non solo sconcerta gli scriventi ma può ingenerare, a livello di pubblica opinione, perniciosi allarmismi.

 Crediamo che le preoccupate parole di uno dei massimi esperti mondiali del fenomeno, il dott. Michael Langone, Direttore Esecutivo dell’International Cultic Studies Association (ICSA), possano riassumere la grave situazione in cui si trovano tanti bambini vittime di gruppi ad alto rischio “L’Indagine in questo campo è stata talora sconvolgente. Gli abusi cui i bambini sono stati sottoposti possono essere orrendi … E la mancanza di preoccupazione e di azione rispetto a questo problema è vergognoso” (14)

Certi di interpretare, anche e soprattutto, il sentire di coloro che con la nostra attività siamo impegnati ad assistere e tutelare, auspichiamo che il lavoro encomiabile svolto dal relatore Rudy Salles in tema di protezione dei minori dagli eccessi delle derive settarie, trovi favorevole accoglimento affinché ogni individuo possa concretamente godere del diritto di esistere come bambino e di crescere come uomo libero.

Con rispetto …………… …………………….

Come già indicato nel testo inoltrato a Mme Anne Brasseur,  anche atti di sindacato ispettivo presentati al Senato e alla Camera dei Deputati, nella precedente e nell’attuale legislatura, aventi a oggetto il fenomeno settario e la richiesta di attuazione di mirate politiche educative come da indicazioni contenute nelle varie Raccomandazioni dell’APCE a tutela, nella fattispecie, delle fasce maggiormente vulnerabili, sono rimasti, a oggi, lettera morta.

 

XVI LEGISLATURA

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=695872

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=691624

XVII LEGISLATURA

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=703752

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=00750234&stampa=si&toc=no

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=16738&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=22238&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27MOZIONE%27

 

Dal contenuto dei medesimi atti, avrà eventualmente modo di verificare anche l’attacco di reiterato discredito,  con vere e proprie ingiurie ad personam,  che le nostre associazioni, le stesse vittime, così come  la Squadra anti-sette del Ministero dell’Interno, nonché altre realtà associative europee di difesa dell’individuo e delle famiglie, subiscono da tempo; attacco finalizzato a minimizzare, se non a negare, un fenomeno che appare, per contro, in costante crescita in tutta Europa anche in virtù dell’aumentato utilizzo della rete telematica e dell’apertura delle frontiere.  Gli stessi fautori di questa campagna lesiva si sono spinti ben oltre, violando i nostri indirizzi internet, sottraendoci documentazione privata e postandola, in contesti artatamente costruiti, su spazi virtuali anonimi.

http://www.liberocredo.org/

 

Rispetto all’inquietante realtà del fenomeno settario, ci troviamo, nostro malgrado, costretti a denunciare l’assordante silenzio dello Stato italiano, che non risulta, tra l’altro, come citato nella lettera a M.me Brasseur, aver mai realizzato in seno ad alcuna commissione d’inchiesta sull’infanzia, un approfondimento mirato, quantomeno, a valutare la portata del fenomeno, verificando, in particolare, l’impatto di gruppi coercitivi o ad alta richiesta attivi sul territorio nazionale, su soggetti minorenni.

Se è vero che nella precedente legislatura era stata attivata una “Indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette”sette“, va purtroppo rilevato che i lavori non giunsero a conclusione, sebbene emersero inequivocabilmente, tanto dalle relazione degli esperti  quanto  dalla narrazioni delle vittime, compresa la toccante testimonianza della giovane fuoriuscita da un gruppo sincretico e all’epoca dei fatti minorenne, gravissimi scenari di violazione dei diritti fondamentali e delle libertà dell’individuo.

Pur nella comprensione del grave momento storico che anche il nostro paese si trova ad affrontare, riteniamo non debbano comunque considerarsi secondari fenomeni sociali come quello che abbiamo voluto portare alla Sua attenzione, tenuto conto che la stessa crisi economica può spingere connazionali che versano in grave stato di necessità e bisogno a rivolgersi a ciarlatani, machiavellici manipolatori e sedicenti guru e “maestri” privi di scrupoli, così come pensiamo non debba essere assolutamente sottovalutata sia la crescita esponenziale di cosiddetti movimenti di auto-miglioramento, del potenziale umano e/o pseudo-terapici per i concreti pericoli che possono costituire per la salute dei cittadini, sia l’infiltrazione di talune controverse organizzazioni in ambito scolastico, nel settore sanitario e nelle stesse istituzioni. In sintesi, crediamo non a torto, non si possa più ovviare a quell’opera informativo-preventiva oggi resa ancor più necessaria e urgente alla luce della preoccupante azione di reclutamento e indottrinamento condotta attraverso Internet e i social network, di adolescenti e minori, non solo a opera di singoli manipolatori o di gruppi coercitivi ma anche di predatori/predicatori fanatici e di veri e propri culti della morte. Constatiamo, con profonda amarezza, l’assoluta mancanza di minime informazioni sulle pagine web dei vari dicasteri nonostante gli stessi servizi di intelligence, per diversi anni, abbiano riferito nei loro rapporti semestrali al parlamento, sul fenomeno in oggetto e sui rischi connessi, evidenziando, tra l’altro, che <<la pericolosità del fenomeno si rapporta alla capacità di “manipolare” gli adepti, a volte fino ad annullarne la personalità, tanto da renderli totalmente asserviti alla volontà dei “capi carismatici”>>

http://www.favis.org/favis2/rapporti-ministero-dellinterno.html

 

D’altro canto, abbiamo conferma del fatto che programmi RAI, hanno il veto di ospitare in studio e accogliere le testimonianze di ex membri della Chiesa di Scientology e della Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova. Ancorché gli scriventi non vogliano con questo significare che le menzionate organizzazioni non si configurino come religioni, laddove il loro status risulti riconosciuto, è tuttavia innegabile che siano considerate a livello mondiale, realtà controverse. Numerosi processi sono attualmente in corso per varie ipotesi di reato, tra le quali l’abuso sessuale nei confronti di minori.

Nell’ottobre scorso Scientology ha inoltre subito in Francia una condanna in via definitiva per associazione a delinquere e truffa per la quale era ricorsa alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che tuttavia, in data 5 giugno 2014, ha rigettato per inammissibilità l’istanza.  Sempre in Francia sono peraltro in corso nei confronti della Chiesa di Scientology altre due indagini per presunte attività criminali.  Inoltre, in base a quanto riferito dagli organi d’informazione, anche due strutture legate alla Chiesa di Scientology in Belgio, sono state rinviate dalla Camera di Consiglio di Bruxelles davanti a un tribunale correzionale per il reato di associazione a delinquere.

Sono inoltre moltissimi i connazionali che riferiscono di traumi psicologici e spirituali subiti durante e dopo la loro affiliazione. Tale è il caso degli ex Testimoni di Geova, a cui è tra l’altro negato, a seguito di politiche interne dell’organizzazione geovista, di mantenere significativi rapporti affettivi coi propri familiari ancora membri, compresi figli minori e/o nipotini. Questi cittadini italiani si vedono oggi negato dal servizio pubblico radiotelevisivo il semplice diritto di poter narrare le loro, sovente, drammatiche vicende.

https://favisonlus.wordpress.com/2013/10/16/francia-sentenza-storica-la-cassazione-condanna-definitivamente-scientology-per-associazione-a-delinquere-e-truffa/

http://actualitesdudroit.lamy.fr/Portals/0/pdfs/Scientologie%20-%20Rosenberg%204227.pdf

http://www.20minutes.fr/societe/1421439-20140723-eglise-scientologie-visee-enquete-preliminaire-harcelement-moral-abus-faiblesse

http://www.english.rfi.fr/americas/20140724-scientologists-accused-brainwashing-french-company-s-employees

http://www.rtl.be/info/belgique/faitsdivers/1079397/la-justice-belge-s-attaque-a-l-eglise-de-scientologie-qu-elle-qualifie-d-organisation-criminelle

http://tonyortega.org/2014/10/24/scientology-had-a-big-legal-loss-in-europe-in-june-and-were-just-now-finding-out-about-it/

 

Il diritto alla libertà di religione e di credo sancito dalla nostra Costituzione, non dovrebbe far chiudere gli occhi dinnanzi alle attività potenzialmente nocive, pericolose e/o illecite di taluni gruppi e sui gravi danni che ne possono derivare, anche a lungo termine, per gli individui, per le loro famiglie e in primis per i soggetti più vulnerabili, come attestato da tutta la letteratura scientifica internazionale, -di cui abbiamo fatto menzione nella lettera inoltrata a M.me Brasseur-,  e a cui reputiamo utile aggiungere anche il recente studio condotto dall’autorevole ricercatrice Lorraine Derocher, dell’Università di Sherbrooke, che ha posto in luce come comune denominatore della maggioranza dei gruppi settari, al di là delle dottrine, filosofie o ideologie professate, sial’isolamento sociale dei bambini.

http://www.usherbrooke.ca/medias/nouvelles/nouvelles-details/article/25752/

 

Alcuni Stati europei, a tal fine, hanno provveduto a migliorare le loro normative e svolgono, attraverso strutture quali la Missione interministeriale di vigilanza e contrasto alle derive settarie -MIVILUDES-, indispensabile e determinante attività di informazione, tutela e sostegno della popolazione

http://www.derives-sectes.gouv.fr/

Solo nei giorni scorsi, il dott. Serge Blisko, presidente della Miviludes riferiva che la struttura interministeriale riceve annualmente 2500 segnalazioni e che oggi esiste particolare preoccupazione per l’infiltrazione delle cosiddette “sette” nel settore della salute e nelle aziende ed imprese che attraversano forti difficoltà a causa della persistente crisi economica

http://www.republicain-lorrain.fr/france-monde/2014/10/17/sectes-nous-avons-2-500-signalements-par-an

https://favisonlus.wordpress.com/2014/10/17/fenomeno-settario-abbiamo-2500-segnalazione-allanno-intervista-al-presidente-della-missione-interministeriale-di-vigilanza-e-contrasto-alle-derive-settarie/

La situazione nel nostro paese non risulta certamente dissimile, basti considerare che già nel I semestre 2001 i servizi di sicurezza italiani, riferivano quanto segue: “E’ proseguita sul territorio nazionale l’attività di proselitismo da parte di sette e movimenti pseudoreligiosi, che continuano ad evidenziare aspetti di pericolosità per le capacità di inserimento in diversi contesti sociali, per le potenziali implicazioni illecite e lo sviluppo di collegamenti con più strutturati gruppi stranieri. Attenzione è stata riservata alle cosiddette “psicosette”, in grado di insinuarsi in maniera pervasiva in situazioni di disagio e di vulnerabilità, sino a determinare negli adepti una sorta di “dipendenza confessionale” che comporta un’assoluta obbedienza nei confronti del leader ed un contemporaneo disconoscimento della realtà esterna

http://www.favis.org/favis2/rapporti-ministero-dellinterno.html

Ciò nonostante, continua a restare puntualmente inascoltato ogni appello al riguardo.

Confidando in un Suo personale interessamento alle gravi questioni oggetto di questa missiva, La ringraziamo sentitamente per l’ attenzione accordataci, rinnovandoLe la nostra più viva stima e gratitudine.

 

Distinti saluti,

il portavoce delle associazioni firmatarie

Maurizio Alessandrini

FA.VI.S.  Associazione Familiari delle vittime delle sette, onlus – Rimini
Presidente Maurizio ALESSANDRINI
(www.favis.org ; https://favisonlus.wordpress.com)
 
 
Ce.SAP Centro Studi sugli Abusi psicologici, onlus – Noci (BA)
Presidente Dr.ssa Lorita Tinelli, psicologo clinico e forense
(www.cesap.net)
 
 
Associazione Prometeo Onlus,  Bergamo
Lotta alla pedofilia e tutela infanzia violata
Presidente Dr. Massimiliano FRASSI, sociologo
(http://www.associazioneprometeo.org)
 
 
Centro Studi Giù Le Mani Dai Bambini – San Benedetto del Tronto (AP)
Presidente Aldo VERDECCHIA
 
 
Associazione SOS Antiplagio – Novara
Presidente Giovanni RISTUCCIA
 
 
Associazione Arciragazzi, Bologna
Prevenzione e tutela contro gli abusi sui minori, Prevenzione del disagio giovanile
Presidente Serena FRASCAROLI
http://digilander.libero.it/ArciragazziBologna/arcirag/arci_chi.htm
 
 
Associazione La Caramella Buona Contro la pedofilia Onlus
Presidente Dr. Roberto MIRABILE
già membro dell’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile
della Presidenza del Consiglio dei Ministri  (http://www.caramellabuona.org)
 
 
Associazione QUOVADIS A.P.S. – Modena
Presidente Rocco Politi (http://www.quovadisaps.org/)
 
 
Gruppo Educhiamoci alla Pace di Bari
Presidente Dr. Gianpaolo Petrucci
(http://www.gruppoeduchiamociallapace.it)
 
 
FONDAZIONE APULIA FELIX
Presidente Prof. Giuliano Volpe  (http://www.apuliafelix.org/)
 
 
Associazione Mai Più Violenza Infinita
Presidente Avv. Virginia Ciaravolo
(http://www.maipiuviolenzainfinit.it)
 
 
Coordinatore Regione Lecce AIGA (Associazione Italiana Giovani Avvocati)
Avv. Tania Rizzo, (http://www.aigalecce.it)
 
 
Associazione Mille Splendidi Soli
Presidente Dr.ssa Mariella Cuocci, psicologa clinica
(www.splendidisoli.it)
 
 
Associazione Centro Studi Familia
Presidente Avv. Lorenzo Iacobbi, avvocato matrimonialista, tutela dei minori
(https://www.facebook.com/pages/Centro-Studi-Familia/1468166880139770?fref=ts)
 
 
Associazione “ConDivisa” – Sicurezza e Giustizia
Presidente Dr.ssa Lia Staropoli
(https://www.facebook.com/ConDivisaSicurezzaEGiustizia?fref=ts) 
 
 
Associazione no-profit “Progetto Vittime”
Presidente Dr.ssa Immacolata Antonietta Giuliani, Psicologa e Criminologa
Responsabile Nazionale dell’Unità Prevenzione ed Analisi Criminologica
(http://www.prevenzionecriminologica.comuv.com/)
 
 
Osservatorio Antiplagio
Coordinatore nazionale Prof. Giovanni Panunzio
(http://www.antiplagio.org/)
 
 
Sezione Tematica Indipendente Rete l’ABUSO
Presidente Dr. Francesco Zanardi
(http://retelabuso.org/)

 

 
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Pubblicato da su 27 novembre 2014 in Collaborazioni

 

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Siamo tutti diversi

SEGNALAZIONE

 

Negli ultimi mesi, anche a seguito a fatti di cronaca, si è aperto un dibattito, che spesso ha assunto anche toni vivaci, sulla legge sulla omofobia e sulla cura agli omosessuali. Di seguito segnalo alcuni articoli che mi hanno fatto riflettere su quanto spinoso sia l’argomento anche tra studiosi.

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-chiara-atzori-quante-bugiesu-gay-e-terapie-riparative-7662.htm

http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2914

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-omofobia-psicologi-costretti-al-silenzio-7155.htm

Che ne pensate?

Lettera firmata

 

COMMENTO REDAZIONALE DI LORITA TINELLI

 

..«Dovevo chiedere scusa alla comunità gay per i miei studi che sostengono tesi fasulle sull’efficacia delle terapie riparatorie», incalza, «e voglio anche chiedere scusa a tutte le persone gay che hanno perso tempo ed energia sottoponendosi per colpa mia a tali inutili terapie».

Robert Spitzer, MD

 

 

Come evidenzia la segnalazione giunta al nostro Osservatorio, ultimamente il dibattito sull’omosessualità è divenuto sempre più  acceso e serrato, tanto da richiedere addirittura la necessità di una legge sull’omofobia.

Che nel 2014 l’informazione riguardante l’omosessualità sia ancora confusa e pregna di pregiudizi, lo si evince dall’emblematica pubblica confessione  fatta dall’Onorevole Giovanardi nel salotto di Porta a Porta nel gennaio scorso. Egli racconta di essere finito all’ospedale per la frase proferita da sua figlia: “Papà sto con un rasta, di colore e forse gay”.

I brutti fatti di cronaca degli ultimi mesi, hanno rimarcato il clima di pregiudizio e di profonda intolleranza nei confronti di una diversità di difficile metabolizzazione e che provoca profonda sofferenza nei soggetti interessati.

Simone, 21 anni che si lancia dall’undicesimo piano di un ex pastificio dopo aver lasciato uno scritto “L’Italia è omofoba”, tanto per fare un esempio.  Oppure Roberto, 14 anni, che si butta dal tetto dopo aver lasciato una lettera in cui rivelava di essere gay.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso l’Ufficio nazionale antidiscriminiazioni razziali (Unar), ha pensato bene di progettare degli interventi educativi e di sensibilizzazione da realizzare nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di fornire utili strumenti a tutti i principali attori della stessa. Si tratta di percorsi di educazione socio-affettiva e di prevenzione del bullismo sulle tematiche dell’orientamento sessuale. L’intero progetto è racchiuso in tre opuscoli intitolati “Educare alla diversità a scuola”, oppurtunamente elaborati su commissione dall’istituto A.T. Beck per la terapia cognitivo-comportamentale, ed è volto ad offrire strategie concrete per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.

Tale progetto non è piaciuto ad un avvocato di Varese, Gianfranco Amato,  collaboratore della Curia Diocesana di Grosseto, il quale ha prontamente diffidato il Governo a ritirarlo, Secondo l’Avvocato Amato il progetto di sensibilizzazione non va bene non solo perchè sarebbe gestito dal  Gruppo nazionale di lavoro Lgbt  «formato da 29 associazioni tutte e solo di quella sponda, come Arcigay, Arcilesbica e Movimento identità transessuale», ma anche perché sarebbe stato  creato un osservatorio di polizia, che a suo dire  “metterebbe in riga gli omofobi (http://www.ilgiornale.it/news/interni/mi-denuncio-sono-omofobo-e-pronto-ad-andare-galera-992845.html). In realtà si tratta dell’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (OSCAD) istituito allo scopo di agevolare le vittime di reati a sfondo discriminatorio (hate crimes o crimini d’odio), nel concreto godimento del diritto all’uguaglianza dinanzi alla legge ed alla protezione contro le discrimimaznioni (http://www.poliziadistato.it/articolo/22017/)

Seppur sinteticamente si sono qui evidenziati quegli atteggiamenti che impediscono il l’instaurarsi di un vero cambiamento cognitivo e sociale, che porterebbe a non ricadere nella trappola della visione unilaterale e quindi ad aprirsi alla ricchezza e al rispetto dell’altro. Ciò significa che bisognerebbe parlarne ancora, per poter affrontare l’argomento in maniera quanto più chiara e corretta possibile. E soprattutto con l’ausilio di professionisti aperti e realmente intenzionati a offrire contributi validi alla scienza, ma anche ad alleviare le sofferenze dell’animo umano.

 

 

parere_expPARERE DELLA DOTT.SSA PAOLA BIONDI

 

Mi è stato chiesto di commentare tre articoli pubblicati su siti di matrice cattolica tra agosto e novembre 2013.

Tutti e tre parlano di terapie riparative e della possibilità paventata, ma non dimostrata, di poter modificare un orientamento sessuale e affettivo omodiretto.

I fatti

Il 20 agosto 2013 l’Avv. Giancarlo Cerrelli, vicepresidente dell’Unione Giuristi  Cattolici Italiani (condizione che potrebbe suscitare qualche perplessità sulla sua capacità di restare neutrale sui temi trattati, esattamente come si contesta a persone vicine ad associazioni lgbt o partiti come quello di Vendola) è ospite della trasmissione “Unomattina Estate” e discute sulla possibilità che una legge contro l’omofobia possa impedire la “libera espressione” delle proprie idee.

In seguito alle sue dichiarazioni in studio c’è stata una mobilitazione da parte di alcune associazioni e attivisti per i diritti delle persone omosessuali/transessuali con la richiesta alla Commissione di Vigilanza Rai di monitorare personaggi e discorsi potenzialmente discriminatori nei loro confronti.

Il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, Luigi Palma, ha condannato fermamente queste posizioni a sostegno delle terapie riparative in quanto non fondate scientificamente e invitando nuovamente gli psicologi e le psicologhe italiane al rispetto del codice deontologico.

Gli articoli

Negli articoli che mi sono stati proposti si passa dalla difesa a spada tratta della dott.ssa Aztori, infettivologa a parere dell’autore accusata ingiustamente da attivisti lgbt,  alla lettera di difesa dell’avv. Cerelli da parte di un presunto psicologo italiano. Costretto a non firmarsi per evitare l’espulsione dal suo ordine di appartenenza. Insomma partiamo proprio dalla fantascienza e dalle fantasie molto fervide di qualcuno.

La dott.ssa Aztori è infettivologa presso l’ospedale Sacco di Milano. Non si capisce quindi perché relazioni (come dice l’articolo) in convegni sull’omosessualità e sulle terapie riparative non avendone né competenze né qualifiche per farlo.

Nell’articolo si parla anche di Joseph Nicolosi, uno dei padri delle terapie di riconversione sottolineando come sia ancora un membro dell’APA, che l’autore traduce come American Psychiatric Association ignorando evidentemente che Nicolosi è uno psicologo e NON uno psichiatra.

L’APA a cui apparteniamo entrambi (Nicolosi e io) è invece l’American Psychological Association composta da circa 134.000 psicologi di tutto il mondo. E’ la stessa APA che nell’agosto del 2009 ha pubblicato il Report sui SOCE (Sexual Orientation Change Efforts) dichiarando con fermezza e senza ombra di dubbio che:

–         E’ necessario distinguere orientamento sessuale (e affettivo) da identità di orientamento sessuale.

–         Non ci sono evidenze scientifiche della possibilità di modificare l’orientamento sessuale.

–         Le terapie che hanno come obiettivo il cambiamento dell’orientamento sessuale sono inefficaci, spesso dannose e laddove ci siano stati vantaggi questi sarebbero stati possibili anche con altre forme di terapie che non condividono lo stesso obiettivo di base. Cioè che non pretendono di modificare l’orientamento sessuale.

Negli articoli, inoltre, si parla di ideologia omosessualista, termine ignoto alla comunità professionale e scientifica internazionale che da decenni studia l’identità sessuale, ma  spesso presente in comunicazioni, post, commenti sui social di persone che condividono un’altra ideologia: quella cattolica.

Nella lettera del presunto psicologo costretto suo malgrado all’anonimato ci sono diverse inesattezze.

La scelta di non firmare con il proprio nome e cognome rende privo di valenza “scientifica” anche il contenuto del testo, nel senso che potrebbe essere stato scritto da chiunque e se così fosse non potrebbe essere considerato frutto di un professionista, magari competente in materia.

Resta quindi solo una lettera scritta da chiunque, che conosce solo una parte della letteratura scientifica in merito e soprattutto del codice deontologico citato.

Si citano studi scientifici strabilianti che validerebbero l’ipotesi della possibilità di modificare l’orientamento sessuale come se fossero la bibbia. In particolare quello di Spitzer è stato disconfermato dallo stesso autore nel 2012, che ha ammesso che il campione utilizzato per lo studio non era adeguato né rappresentativo, che il metodo utilizzato non era corretto e ha chiesto pubblicamente scusa alle persone omosessuali che hanno sofferto inutilmente in questi anni perché convinti di poter cambiare la propria condizione, proprio sulla base del suo famoso studio.

Ad oggi gli studi che parlano di re-orientamento sessuale pongono l’attenzione sulla modifica del comportamento sessuale di persone in realtà bisessuali (prima dello studio avevano avuto ad es. relazioni anche con donne) convalidando il presunto successo della terapia con il suggellamento di un matrimonio, magari con figli. Ma in molti casi si tratta di matrimoni bianchi (senza rapporti sessuali) o di persone che, se intervistate, dichiarano che in realtà il loro desiderio omosessuale è ancora vivo e presente, ma che hanno semplicemente scelto di non viverlo adattandosi ad una vita eterosessuale che l’intera società (e la comunità a cui appartengono, spesso molto religiosa) approva e sostiene.

Appare strano che, nell’ipotesi che l’orientamento sessuale sia modificabile da psicoterapia o pseudoterapie, nessuna persona eterosessuale sia a disagio e desideri modificare il proprio diventando omosessuale. E questo considerando che l’eterosessualità è l’orientamento più comune, decisamente considerato accettabile e molte società siano eterosessiste. Si parla, infatti, sempre e solo di orientamento omosessuale come disturbante, come invalidante, come indesiderato e come MODIFICABILE.

Sarebbe più corretto, a mio avviso, invece, parlare di orientamento sessuale e affettivo a tutto tondo. Altrimenti si rischia di cadere nella favola dell’omosessuale egodistonico, il cui futuro appare inevitabilmente e inderogabilmente buio e triste, che aspira ad un’eterosessualità felice e perfetta da mulino bianco. Che sappiamo bene essere inesistente e idealizzata, mentre esistono moltissime esperienze di omosessualità felici , consapevoli, serene e soprattutto fertili e prolifiche.

Insomma non è l’omosessualità di per sé che rende infelici né l’eterosessualità di per sèche garantisce una vita felice e soddisfacente, ma sicuramente più facile e forse più “comoda”.

Nello stesso articolo che ospita la lettera del presunto collega si cita l’articolo 4 del Codice Deontologico che impone alle psicologhe e agli psicologi italiani il rispetto dell’autoaffermazione del cliente.

Vorrei chiedere al presunto collega se questo articolo, a suo parere, vale anche per le pazienti anoressiche che arrivano in studio chiedendo a  lui/lei di essere aiutate a perdere altri 20kg o ai pazienti che chiedono sostegno perché desiderano ardentemente avere un’intimità con bambini di 5 anni.

Non è anche in questi casi obbligo del/la professionista di rispettare l’autoaffermazione del paziente stesso?

Mi sembra opportuno ricordare, invece, la necessità di rispettare l’articolo 5 del Codice Deontologico :

Lo psicologo è tenuto a mantenere un livello adeguato di preparazione e aggiornamento professionale, con particolare riguardo ai settori nei quali opera. La violazione dell’obbligo di formazione continua, determina un illecito disciplinare che è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall’ordinamento professionale.

Riconosce i limiti della propria competenza e usa, pertanto solo strumenti teorico-pratici per i quali ha acquisito adeguata competenza e, ove necessario, formale autorizzazione. Lo psicologo impiega metodologie delle quali è in grado di indicare le fonti e riferimenti scientifici, e non suscita, nelle attese del cliente e/o utente, aspettative infondate.”

Concludendo, appare necessario evitare commistioni tra credenze e valori religiosi, assolutamente rispettabili , ma privi di scientificità e alcuni concetti e costrutti validati dalla comunità scientifica internazionale, sia perché i primi riguardano una parte della popolazione e non la totalità, sia perché non possono essere questi a determinare la validità di teorie scientifiche.

Ma soprattutto perché da psicologi l’unico obiettivo che dovremmo avere è la salute psicofisica dei nostri clienti e di sicuro propinare soluzioni inattuabili e illusorie rappresenta un danno maggiore del disagio per un orientamento sessuale e affettivo non eterosessuale per il quale si temono discriminazioni e ripercussioni nell’ambiente in cui si vive.

Fonte: Osservatorio di Psicologia nei media

 
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Pubblicato da su 28 maggio 2014 in Collaborazioni

 

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RAPPORTO SULLA PROTEZIONE DEI MINORI DAGLI ECCESSI DELLE DERIVE SETTARIE” LETTERA DELLE ASSOCIAZIONI E DEGLI STUDIOSI ITALIANI AL PRESIDENTE DELL’ASSEMBLEA PARLAMENTARE DEL CONSIGLIO D’EUROPA (APCE)

on 02 Aprile 2014.

 

 

Madame Anne Brasseur

President of the Parliamentary Assembly

of the Council of Europe

Mr. Wojciech Sawicki,

Secretary General of PACE

Palais de l’Europe

67075 Strasbourg Cedex

ITALY, the 2nd of April 2014

Preg.mi Signori,

in data 3 marzo 2014 è stato adottato dalla Commissione Affari Giuridici e dei Diritti dell’Uomo dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, un importante Rapporto sulla protezione dei bambini dagli eccessi delle cosiddette derive settarie, frutto del lungo e accurato impegno del relatore francese Rudy Salles.

Gli studiosi, le associazioni italiane di tutela dei diritti dei bambini, i centri e le associazioni di ricerca, informazione e difesa dell’individuo e delle famiglie da gruppi ad alto rischio che unitamente sottoscrivono questa lettera, desiderano esprimere sentita gratitudine e apprezzamento per il contenuto del Rapporto, che, nella fattispecie, individua e suggerisce indispensabili programmi e politiche d’intervento e/o il loro rafforzamento, col fine di fronteggiare con efficacia il pericolo rappresentato delle cosiddette derive settarie e tutelare concretamente l’interesse superiore del bambino da ogni forma di brutalità, maltrattamento e negligenza.

Non possiamo che auspicarne l’approvazione, certi che l’Assemblea Parlamentare e il Consiglio d’Europa rivestono un ruolo fondamentale per il contrasto a un inquietante fenomeno sociale che risulta in costante crescita e coinvolge, anche attraverso l’accresciuto utilizzo della rete internet, un numero sempre maggiore di adolescenti e minorenni.

Contributi scientifici internazionali, riferiscono concordemente che minori inseriti in contesti settari abusanti subiscono sovente la sistematica violazione di tutti i loro diritti fondamentali (Paul Martin, Michael D. Langone eGary Eisenberg, Markowits e Halperin, Susan Landa, Stephen A. Kent e Doni Whitsett, Singer e Lalich, etc. ), così come la recente ricerca di Jill Mytton pubblicata dalla The British Psycological Society (1), ha rilevato che bambini nati o cresciuti in gruppi ad alto rischio presenteranno significativi problemi di natura psicologica e psico-sociale non solo dopo l’uscita dal gruppo ma anche in età adulta. Inoltre, sulla base dei risultati dell’accurato studio condotto dall’Università di Toronto (2), i bambini vittime di realtà coercitive presenteranno tempi di remissione prolungati delle sindromi depressive, rispetto coloro che non hanno subito tale tipo di traumi. Per quanto di conoscenza, è inoltre in corso un altro importante progetto di ricerca approvato dalla Human Subjects in Research Committee at California State University, titolato “On Our Own: How Children of Cults Manage to Survive in the ‘Outside’ World” a cura della dott.ssa Jania Lalich, riconosciuta esperta internazionale di culti e gruppi estremisti.

Nella nostra attività sul campo siamo quotidianamente a contatto con persone vittime di organizzazioni totalitarie e dinamiche relazionali manipolative, nonché con individui nati o cresciuti in gruppi ad alto rischio che hanno sperimentato abusi e violenze non di rado raccapriccianti. D’altra parte le stesse cronache giudiziarie ci informano di casi agghiaccianti avvenuti nell’alveo di movimenti cultistici abusanti. Un esempio balzato alle cronache internazionali è quello del gruppo omicida denominato Le Bestie di Satana, i cui adepti si sono macchiati del macabro assassinio di alcuni giovani, anche affiliati alla stessa organizzazione, tra cui il minore Fabio Tollis (3)

Nello stesso momento in cui redigiamo questa lettera, è in corso un procedimento penale contro il fondatore della comunità il Forteto, Rodolfo Fiesoli più altri, accusati di maltrattamenti e abusi sessuali su minori. Il Forteto è una comunità di affido minori, ma, come inequivocabilmente evidenziato nella recente e corposa indagine svolta dalla Commissione d’inchiesta della Regione Toscana (4), si caratterizzava come una vera e propria setta abusante. Il fondatore, soprannominato “il Profeta”, ha potuto agire indisturbato per oltre quarant’anni nonostante già nel lontano 1976 l’uomo fosse stato arrestato su richiesta del giudice Carlo Casini che aveva aperto un procedimento per abusi sessuali avvenuti nella comunità. Negli anni ’80 alcune interrogazione consiliari e parlamentari ponevano già in luce l’azione di indebita influenza posta in essere verso i piccoli ospiti della comunità. Successivamente, nel 1985 la Corte di Appello di Firenze aveva emesso contro Fiesoli sentenza di condanna, -confermata in Cassazione-, a due anni di reclusione per maltrattamenti, atti di libidine violenta e corruzione di minorenne. (Sentenza che evidenziò, tra l’altro, “l’istigazione da parte dei responsabili del Forteto alla rottura dei rapporti tra i bambini che erano loro affidati e i genitori biologici”, e l’istigazione a “una pratica diffusa di omosessualità”). Ancora in data 13 luglio 2000 la Corte europea dei diritti dell’uomo condannò l’Italia al pagamento di una multa di 200 milioni di lire come risarcimento dei danni morali a seguito dell’affidamento alla comunità Forteto di due bambini. Nella sentenza (caso Scozzari e Giunta contro Italia – ricorso n. 39221/98 et 41963/98), la Corte ritenne opportuno commentare che suscitava serie riserve il fatto che persone condannate per maltrattamenti e abusi su minori potessero ancora svolgere un ruolo attivo nella comunità. Nel dicembre 2011 Rodolfo Fiesoli è stato infine nuovamente arrestato con l’accusa di maltrattamenti e abusi su bambini affidati al Forteto e il 4 ottobre 2013 si è aperto a Firenze il processo contro il leader di questa “comunità-setta” e altri 22 indagati.

In Italia, a seguito di un’eccezione di incostituzionalità, la Corte Costituzionale, con sentenza n. 96 dell’8 giugno 1981, ha opportunamente cassato il reato di plagio dall’ordinamento giuridico penale perché in contrasto «con il principio di tassatività della fattispecie, contenuto nella riserva assoluta di legge in materia penale, consacrato nell’articolo 25 della Costituzione ». La Corte Costituzionale ha pertanto sancito l’indeterminatezza della formulazione della fattispecie criminosa del reato di plagio <<adducendo essenzialmente l’inverificabilità del fatto contemplato dalla fattispecie, l’impossibilità comunque del suo accertamento con criteri logico-razionali, l’intollerabile rischio di arbìtri dell’organo>>.

A oltre trent’anni dall’abrogazione del reato di plagio è tuttavia sempre più avvertita, nella comunità sociale, l’esigenza di una protezione della personalità individuale dell’uomo e della sua integrità psico-fisica: in sintesi, la necessità di una tutela dell’identità di essere pensante, unico e irripetibile dell’individuo. Ciò vuol dire, in primis, proteggere l’essere umano, nel momento di formazione e sviluppo della sua personalità da ingerenze “ossessive” e inoltre tutelarlo dai vari comportamenti che ne possano compromettere la sua integrità, quella della sua psiche oltre alla sua funzionalità sociale. Peraltro, tutte queste esigenze, oltre a trovare implicito riconoscimento negli artt. 2 e 3 della Costituzione, costituiscono il presupposto di base perché possano essere effettivamente fruiti quei diritti di libertà e consapevolmente adempiuti i doveri di solidarietà che la Costituzione garantisce e impone (*). Come del resto rilevato anche da insigni giuristi, dopo l’abrogazione del reato si è dunque venuto a creare un pericoloso vuoto di tutela della personalità nei riguardi delle dinamiche plagiarie, né le norme contemplate nel vigente codice penale, quali la circonvenzione di incapaci (art.643 c.p.) risultano di fatto applicabili a situazioni comportanti il condizionamento psicologico, comportamentale e fisiologico degli adepti di movimenti a carattere settario. (**) Lo stesso Segretariato Generale della presidenza della Repubblica -Ufficio Affari Giuridici e Relazioni costituzionali- (Protocollo SGPR 13/6/2007 0066076 P UAG),  ha così  riferito “..si condivide che l’abrogazione del reato di plagio per difetto di determinatezza abbia comportato un pericoloso vuoto normativo che avrebbe dovuto essere colmato da adeguate e sollecite iniziative legislative”.

Una delle più importanti realtà associative italiane per la tutela dei minori, il Telefono Azzurro, che dal 2003 gestisce per conto del Ministero delle Comunicazioni, Ministero per le Pari Opportunità e Ministero del Lavoro, il Servizio emergenza infanzia, già nel suo 5° Rapporto Nazionale sulla Condizione dei Minori e degli Adolescenti (2005), realizzato con Eurispes, (prestigioso istituto italiano che opera nel campo della ricerca), rilevava che “Il coinvolgimento di minori nelle sette è fenomeno alquanto complesso e difficile da descrivere: per questo non va trascurato, poiché, anche se in modo poco visibile, i minori vi sono coinvolti sia come vittime (attraverso abusi psicologici e sessuali), sia come autori di reato (con l’uso di alcol e droghe fino a forme estreme di crimine). L’abuso sessuale sui minori è una realtà tangibile, come denunciano i numeri forniti dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale

Altresì nel 9° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza (5) pubblicato nel 2009, i relatori del documento hanno drammaticamente sottolineato come “i bambini vittime delle sette sono bambini che “non esistono”, vittime dimenticate, ignorate e perfino negate”, e altresì constatato che “ i bambini che sono riusciti ad uscire da sette nelle quali hanno subìto abusi e violenze possono avere livelli di sviluppo fisico, psicologico, relazionale, emotivo, cognitivo e comportamentale che si discostano molto dalla norma: sembrano più piccoli di quello che effettivamente sono per ciò che concerne le capacità decisionali, di giudizio, la memoria e il linguaggio. Innumerevoli sono le conseguenze cui un bambino vittima di queste sette può andare incontro, a vari livelli: fisico, cognitivo, emotivo, relazionale, di costruzione della propria identità..”

Nel marzo 2006 veniva discussa e approvata dall’Osservatorio Nazionale per l’Infanzia, una importante relazione realizzata in forma di bozza dal Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza per conto dello stesso Osservatorio nazionale e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali titolata “Rapporto sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia”. Nell’ampio capitolo dedicato alla situazione dei minori coinvolti nelle cosiddette “sette”, si evidenziava, da un lato, come il fenomeno fosse presente in larga misura nel nostro paese e le gravi implicazioni per gli stessi minori, dall’altro, come occorresse pervenire all’attuazione di adeguate politiche preventive informative a fattiva tutela dei bambini. Nel testo si sottolineava inoltre come dopo la diffusione del Rapporto denominato “Sette Religiose e nuovi movimenti magici in Italia” predisposto dal Comitato esecutivo dei servizi di informazione di sicurezza del Ministero dell’Interno nel febbraio 1998, si fossero “moltiplicate le iniziative a “difesa” dei nuovi culti, i quali, con intraprendente aggressività hanno iniziato una controffensiva in nome delle libertà religiose… Oltre alla strategia di difesa palese, alcuni culti hanno messo in atto tattiche per rendere più rigorosi i segreti nei vari circuiti di iniziazione e mentre svolgono campagne pubbliche a favore della libertà religiosa sulla stampa e in TV, nei circoli interni “privati” degli iniziati, i giuramenti di segretezza e gli obblighi al silenzio si fanno più pressanti” e come analoghe “reazioni si ebbero anche in seguito alla pubblicazione nel 1999 del rapporto in materia di sette predisposto dal Consiglio d’Europa(6)

Inoltre secondo il Report realizzato nel 2010 dal gruppo di lavoro presieduto dal dott. Luca Bernardo, (direttore dell’Ambulatorio per il Disagio degli Adolescenti presso l’Ospedale Fatebenefratelli di Milano e all’epoca presidente della Commissione bullismo del Ministero dell’Istruzione, Ricerca e Università), ben 240mila minori e adolescenti sarebbero entrati in contatto, solo in quell’anno, con “sette” e gruppi legati al satanismo (7).

In una recente intervista rilasciata al noto periodico italiano Panorama, la stessa dott.ssa Maria Carla Bocchino, I° dirigente Responsabile Divisione Analisi dello Sco, Servizio Centrale Operativo, della Polizia di Stato, ha riferito del preoccupante aumento nel nostro paese, di giovani attirati, in particolare attraverso la rete web, da gruppi di satanismo acido; dati che trovano peraltro conferma anche dall’attività di Polizia Postale. La fascia di rischio individuata tra i nuovi “simpatizzanti” risulta quella compresa tra i 12 e 22 anni. (8)

Ciò nonostante, come riferito dal deputato Rudy Salles, purtroppo solo alcuni Stati membri risultano aver recepito, a oggi, le indicazioni contenute nelle molteplici Raccomandazioni dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa sul fenomeno settario e in particolare quelle previste nella Raccomandazione n.1412 (1999), e con amarezza dobbiamo confermare che anche il nostro Paese non ha purtroppo adottato misure volte, in particolare, alla tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili e dei bambini inseriti in movimenti a carattere settario.

In Italia non sono mai state attivate commissioni parlamentari aventi a oggetto i minori vittime di derive settarie, ma unicamente una Indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette sette (9), purtroppo non pervenuta a conclusione. Proprio l’audizione tenutasi presso l’Aula della 2a Commissione permanente Giustizia del Senato, di una giovane che aveva fatto parte da bambina, insieme alla madre e alla sorella anch’ella minore, di un piccolo gruppo sincretico a carattere settario capeggiato da una leader carismatica, ha indubitabilmente costituito il momento più intenso e drammatico dell’indagine svolta dalla commissione parlamentare. Nel caso accennato, la Corte di Cassazione VI Sezione penale (10), aveva evidenziato che “la sentenza di secondo grado ha ricostruito i fatti di causa ed evidenziato la condotta antigiuridica tenuta per un lungo periodo di tempo (circa tre anni) dell’imputata nei confronti delle parti lese (fra le quali, due minorenni), attraverso la forzata imposizione del cibo nei confronti di una minore, anche mediante un atto di violenza fisica, quale la chiusura del naso, nonostante l’evidente intolleranza alla sua assunzione, la costrizione a mangiare di nuovo quanto da lai veniva vomitato, i continui risvegli notturni o l’assoluto impedimento al riposo per partecipare a rituali salvifici, il condizionamento delle più elementari manifestazioni di vita, nonché le minacce di punizioni divine o di gravi accadimenti in caso di disobbedienza alle sue direttive”

Sconvolgenti vicende, analoghe a quelle descritte, ovvero inerenti il coinvolgimento di soggetti minori in gruppi od organizzazioni a carattere settario, sono state richiamate nell’Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-08890 seduta n. 855 del 18 dicembre 2012, (16° Legislatura), presentato dalle senatrici Gallone e Allegrini. Tuttavia l’interrogazione in questione è rimasta lettera morta (11)

Al momento non sono state fornite risposte da parte dei dicasteri interpellati neanche alle nuove interrogazioni presentate da altri parlamentari italiani che più volte hanno inteso sollecitare i nostri governanti alla dovuta attenzione verso il fenomeno in oggetto, osservando inoltre, come si legge nei testi degli atti di sindacato ispettivo in questione (12 e 13), che unicamente le associazioni di volontariato e i centri di informazione e ricerca attivi sul territorio nazionale svolgono “una preziosa e continuativa opera informativa sul fenomeno e di supporto alle vittime e alle famiglie e in tal senso realizzano un’azione di integrazione nonché, spesso, di vera e propria supplenza dell’azione pubblica, in maniera del tutto gratuita e avvalendosi della consulenza e collaborazione di esperti del settore della salute mentale, della criminologia e della giurisprudenza”.

Per di più, come si evince dal seguente estratto dai medesimi testi, è in corso “una pressante e reiterata campagna dai toni marcatamente diffamatori attraverso cui alcuni soggetti, oltre a minimizzare il suddetto fenomeno sociale, screditano sistematicamente con argomentazioni tendenziose e palesemente mendaci i rappresentanti del mondo del volontariato, delle forze dell’ordine e delle istituzioni impegnati in questo specifico e delicato settore, nonché le stesse vittime di realtà controverse e/o abusanti “;

Non è nostro intento entrare nel merito di considerazioni inerenti le varie missive di critica al Rapporto del deputato Rudy Salles, inoltrate alla vostra attenzione e di cui apprendiamo dalla rete internet, consapevoli che le opportune valutazioni competono esclusivamente ai destinatari, tuttavia, in riferimento a quanto si può leggere nella lettera della studiosa italiana dott.ssa Raffaella Di Marzio, che, nello specifico, riferisce di fenomeni di discriminazione che si verificherebbero da un trentennio nel nostro paese nei confronti delle minoranze religiose e/o spirituali e verso i bambini appartenenti a tali minoranze, non possiamo certamente esimerci dall’evidenziare che si tratta di asserzioni prive di qualunque fondamento e riscontro oggettivo. Nessun rapporto nazionale né europeo così come lo stesso rapporto americano sulla libertà religiosa, hanno mai denunciato l’esistenza di atti discriminatori verificatisi in Italia nei confronti delle minoranze religiose e/o spirituali e dei minori appartenenti a gruppi minoritari; sono stati invero segnalati rari episodi di intolleranza in particolare nei confronti di fedeli affiliati a confessioni maggioritarie. La promozione e la tutela degli appartenenti a minoranze religiose e spirituali e la difesa della libertà religiosa e di culto costituiscono, per contro, una delle grandi priorità della politica interna ed estera italiana. Sostenere pubblicamente fatti del tutto infondati non solo sconcerta gli scriventi ma può ingenerare, a livello di pubblica opinione, perniciosi allarmismi.

Crediamo che le preoccupate parole di uno dei massimi esperti mondiali del fenomeno, il dott. Michael Langone, Direttore Esecutivo dell’International Cultic Studies Association (ICSA), possano riassumere la grave situazione in cui si trovano tanti bambini vittime di gruppi ad alto rischio “Investigation of this field has at times been upsetting. The abuses to which children have been subjected can be horrendous… And the lack of concern and action about this problem is shameful..” (14)

Certi di interpretare, anche e soprattutto, il sentire di coloro che con la nostra attività siamo impegnati ad assistere e tutelare, auspichiamo che il lavoro encomiabile svolto dal relatore Rudy Salles in tema di protezione dei minori dagli eccessi delle derive settarie, trovi favorevole accoglimento affinché ogni individuo possa concretamente godere del diritto di esistere come bambino e di crescere come uomo libero.

Con rispetto,

FA.VI.S. Associazione Familiari delle vittime delle sette, Onlus – Rimini

Maurizio ALESSANDRINI, Presidente

Ce.SAP Centro Studi sugli Abusi psicologici, Onlus – Noci (BA)

D.ssa Lorita TINELLI, Presidente

Osservatorio sui diritti dei Minori – Milano

Dr. Antonio MARZIALE, Presidente

O.N.A.P. Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici – Firenze

D.ssa Patrizia SANTOVECCHI, Presidente

Associazione Prometeo Onlus, Lotta alla pedofilia e tutela infanzia violata – Bergamo

Massimiliano FRASSI, Presidente

Centro Studi Giù Le Mani Dai Bambini – San Benedetto del Tronto (AP)

Aldo VERDECCHIA , Presidente

Associazione SOS Antiplagio Novara

Giovanni RISTUCCIA, Presidente

Associazione Tutor onlus – Potenza

Dino POTENZA, Presidente

Associazione Arciragazzi Bologna – Prevenzione e tutela contro gli abusi sui minoriPrevenzione del disagio giovanile

Serena FRASCAROLI, Presidente

Gruppo Educhiamoci alla Pace – Bari

Gianpaolo PETRUCCI, Presidente

ANSFO Associazione Nazionale “Sostenitori delle Forze dell’Ordine” – Roma

Massimo MARTINI, Presidente

Associazione Genitori Separati per la Tutela dei minori – Città di Castello (PG)

Prof. Ugo VALENTINI, Presidente

Prof. Giovanni PANUNZIO, idr, fondatore dell’Osservatorio Antiplagio – Cagliari

Dr. Giampiero MARCATO, presidente Associazione Menti Libere di Nichelino (To)

Prof.ssa Anna Maria GIANNINI – Psicoterapeuta, ordinario al Dipartimento di Psicologia – Facoltà di Medicina e Psicologia – Direttore dell’Osservatorio di Psicologa della Legalità e della Sicurezza della Università “La Sapienza” di Roma. Responsabile dei Corsi CEPOL (Accademia di Polizia Europea) per quanto riguarda i moduli Dealing with Victims of Crime.

Prof.ssa Anna OLIVEIRO FERRARIS, professore ordinario di Psicologia dello sviluppo presso Università degli Studi La Sapienza di Roma – Psicologa, psicoterapeuta, scrittrice – Già membro della Consulta Qualità della Rai e del Comitato Nazionale di Bioetica. Direttore della rivista degli psicologi italiani “Psicologia Contemporanea”

Dr. Prof. Alessandro MELUZZI, medico chirurgo, specialista in psichiatra. Psicologo, psicoterapeuta – Torino. Docente Incaricato di Psichiatria – Università Cattolica Sacro Cuore di Roma sede di Moncrivello (VC). Professore a Contratto in Genetica del Comportamento Umano Facoltà di Medicina e Chirurgia – Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica della Università di Siena

Prof. Alberto FORTI, Specialista in Neuropsichiatria Infantile, Neurologia e Medicina Interna.

Docente alla Università degli Studi di Urbino “Carlo Bò”

Prof. Francesco BRUNO – Criminologo, docente di Pedagogia Speciale, Dipartimento di Lingue straniere e Scienza dell’Educazione – Università della Calabria

Prof. Natale FUSARO – Specialista in Diritto Penale e Criminologia – esperto nella Formazione Post-Univeritaria presso l’Università degli Studi La Sapienza – Roma

Gen. B. dei Carabinieri Avv. Ernesto DI SERIO, docente di “Criminologia” presso l’ Università Internazionale Scienze Sociali – Roma

Prof. Vincenzo MASTRONARDI, psichiatra – Titolare della Cattedra di Psicopatologia forense e Direttore dell’Osservatorio dei comportamenti e della devianza Facoltà di Medicina e Odontoiatria – Università La Sapienza di Roma

Prof. Nunzio di NUNNO, medico legale, docente di Criminologia presso l’Università del Salento

Prof. Matteo VILLANOVA, titolare di Neuropsichiatria infantile, Criminologia , Medicina preventiva e psicopatologia forense – Presidente di “OLTREE” Osservatorio Laboratorio Tutela e Rispetto Emozionale dell’Età Evolutiva dell’ Università ROMA 3 Roma – Didatta nazionale Centro Italiano Ipnosi Clinica sperimentale di Torino

Dr. Luigi CORVAGLIA, dirigente psicologo presso il DDP ASL Bari, saggista, cultore d.m. di Criminologia e Psichiatria presso l’Università del Salento – Lecce

Prof. Roberto MONGARDINI, docente di “Principi filosofici dei diritti umani” Facoltà di Giurisprudenza – Università telematica “Niccolò Cusano” di Roma; Docente di “Diritti umani” in Master 2° liv

Dr.ssa Beatrice UGOLINI, Criminologa – Bologna

Dr. Giorgio GAGLIARDI, medico psicoterapeuta – Como

Dr. Armando DE VINCENTIIS, Psicologo e Psicoterapeuta – consulente CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze)e coordinatore delGruppo Cicap Puglia

Dr.ssa Alessandra LUMACHELLI Presidente di ETTAsos, collaboratrice della FONDAZIONE MOVIMENTO BAMBINO onlus

U.P.R.C. Unità Prevenzione Rischio Criminologico Roma

Dott.ssa Imma GIULIANI, Responsabile Nazionale

Sindacato Autonomo della Polizia di Stato SAP – Roma

Gianni TONELLI, Presidente

Dr.ssa Barbara DE SERIO co-responsabile Laboratorio di Studi e Ricerche per l’Infanzia

presso l’Università di Foggia

Dr.ssa Olimpia QUATTROMINI, psicologa clinica, dello sviluppo e delle relazioni, Human Resources, esperta in Criminologia generale, minorile e penitenziaria, presidente Associazione Malattie Rare Alta Murgia

Dr. Sergio CARUSO, Psicopedagogista, Criminologo Clinico esperto in minori profiling e prevenzione – Cosenza

Dr.ssa Sonia MELGIOVANNI, Psicologa, Specialista in Psicologia Clinica e  Psicoterapia Psicoanalitica, PhD in Psicologia Clinica – Bari

Dott. Paolo POZZETTI, Psicologo clinico, specialista in Disturbi della condotta e dell’umore – Ordine Lazio

Dr.ssa Mary GROSSI, Psicologa e psicoterapeuta – Fermo (FM)

Dr. Fabio NESTOLA, Presidente della Fe.N.Bi. (Federazione Italiana per la Bigenitorialità), ricercatore, studioso di separazioni e minori contesi, curatore del Centro Studi per la Fe.N.Bi

Dr.ssa Lillia D’OTTAVI, Farmacista, ex Consigliere Regione Lazio

Sen. Avv. Antonino CARUSO, Presidente della Commissione Giustizia del Senato Italiano dal 2001 al 2006 nella XIV Legislatura

Avv. Giselda CIANCIOLA, dottore di ricerca in Criminologia devianza e mutamento sociale, autrice del libro “I reati contro le donne e i minori” ( Giuffrè ed.)

Avv. Vincenzo GALLO del Foro di Sala Consilina (SA)

(legale della famiglia di Chiara Marino, la giovane assassinata dalle Bestie di Satana)

Avv. Tania RIZZO penalista, Coordinatore A.I.G.A. Regione Puglia

e Presidente di “La.P.E.C. e Giusto Processo” sezione territoriale di Lecce

Avv. Nicola PILEGGI del Foro di Brindisi

Avv. Carla RUFINI del Foro di Roma

Avv. Eloisa MINOLFI del Foro di Milano

Avv. Lia STAROPOLI del Foro di Vibo Valentia

Avv. Marco MARZARI del Foro di Milano

Avv. Lorenzo IACOBBI del Foro di Taranto

Dr.ssa Claudia VINCENZI – autrice del libro “Plagiata” (Mondadori ed.)

Dr.ssa Rossana PESSIONE, giornalista professionale, scrittrice, Direttore responsabile dell’agenzia stampa Omnia Group

Ivano GAIONI, scrittore, autore del libro “Ladri di Anime” (abusi sui minori)

 

POSTILLA del 3 Aprile 2014

I promotori della lettera per la Presidente e il Segretario Generale dell’APCE, chiedono cortesemente di voler considerare  inseriti tra i firmatari del documento i seguenti nominativi:

 

Associazione Nazionale  ConDivisa Sicurezza e Giustizia

 

On. Tiziano ARLOTTI,  Deputato XVII Legislatura Camera dei Deputati

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References:

  1. The British Psycological Society http://www.bps.org.uk/news/children-cults-face-later-problems

  1. Bouncing back: remission from depression in a 12-year panel study of a representative Canadian community sample” Esme Fuller-Thomson, Marla Battiston, Tahany M. Gadalla, Sarah Brennenstuhl http://link.springer.com/article/10.1007/s00127-013-0814-8
  1. BESTIE DI SATANA. SENTENZA CORTE D’APPELLO

http://www.scribd.com/doc/82108848/Bestie-Di-Satana-Sentenza-Appello-Parte-1

http://www.scribd.com/doc/82109068/Bestie-Di-Satana-Sentenza-Appello-Parte-2

http://www.scribd.com/doc/82109249/Bestie-Di-Satana-Sentenza-Appello-Parte-3

  1. RELAZIONE FINALE DELLA COMMISSIONE D’INCHIESTA DELLA REGIONE TOSCANA SULL’AFFIDO MINORI ALLA LUCE DELLA VICENDA FORTETO. SECONDA PARTE DA PAG. 11

http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload/9/CM28/evidenze/evi214.pdf

  1. 9° RAPPORTO NAZIONALE SULLA CONDIZIONE DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA (Telefono Azzurro ed EURISPES) http://www.osservatorionazionalefamiglie.it/osservatorioprova/images/altrepubb/rapporto_nazionale_infanzia_adolescenza.pdf
  1. RAPPORTO SULLA CONDIZIONE DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA IN ITALIA

http://www.minori.it/files/eccezionale_quotidiano_completo.pdf

  1. Articolo giornalistico tratto dal quotidiano nazionale IL GIORNO

http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2011/11/20/622927-allarme_satanismo.shtml

  1. Articolo giornalistico con intervista alla dott.ssa Maria Carla Bocchino http://news.panorama.it/cronaca/Satana-web-adolescenti
  1. SENATO DELLA REPUBBLICA. Audizioni in seno all’ INDAGINE CONOSCITIVA SUL FENOMENO DELLA MANIPOLAZIONE MENTALE DEI SOGGETTI DEBOLI CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AL FENOMENO DELLE COSIDDETTE “SETTE”

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/284768.pdf

  1. Suprema Corte di Cassazione VI Sezione Penale 25701/12 Sentenza n. 631 Registro Generale n. 33260/ 2011 http://www.favis.org/favis2/images/valmaggi%20sentenza%20cassazione

  1. SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08890

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=695872

  1. SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 17 Atto n. 4-01758 26 febbraio 2014 ; SENATE OF THE ITALIAN REPUBLIC Legislature 17 Judicial Inspection Act n. 4-01758 published on 26th February 2014, assembly n.198 ; SENAT DE LA REPUBLIQUE ITALIENNE Légisature 17me Acte de Sindacat Inspectif n . 4-01758 publiqué le 26 Février 2014 dans la réunion n. 198

http://favisonlus.wordpress.com/2014/03/09/fenomeno-settario-legislatura-17-atto-di-sindacato-ispettivo-n-4-01758/

  1. SENATO DELLA REPUBBLICA. Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-08835

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=691624

SENATO DELLA REPUBBLICA. Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n.4-00374 http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=703752

  1. CHILDREN AND CULTS excerpt from Recovery From Cults Help for Victims of Psychological and Spiritual Abuse. Edited by Michael D. Langone. W. W. Norton, New York

http://www.csj.org/studyindex/studychild/study_childcult.htm

NOTA (*) Brano liberamente tratto da GNOSIS, rivista ufficiale dei Servizi di intelligence italiani

http://gnosis.aisi.gov.it/Gnosis/Rivista27.nsf/ServNavig/27?OpenDocument

NOTA (**) Relazione documentale di Antonio Pagliaro (Professore emerito di Diritto Penale dell’Università di Palermo) depositata presso la 2a Commissione permanente Giustizia del Senato, in seno all’Indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette “sette” (anni 2011-2012)

http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm02/documenti_acquisiti/569%20professor%20Pagliaro.pdf

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The protection of minors against excesses of sects

on 02 Aprile 2014.


Madame Anne BrasseurPresident of the Parliamentary Assemblyof the Council of EuropeMr. Wojciech Sawicki,

Secretary General of PACE

Members of APCE

Palais de l’Europe

67075 Strasbourg Cedex

Report Mr. Rudy SALLES “The protection of minors against excesses of sects”

ITALY, 31st March 2014

Dear Sirs,

On 3rd of March 2014, an important Report on the protection of children against the excesses of the so-called cults and which is the result of long and accurate efforts of the French rapporteur Rudy Salles, has been adopted by the Committee of Legal Affairs and Human Rights of the Parliamentary Assembly of the Council of Europe.

Scholars, Italian associations for the protection of children’s right, centres and association of research, information and protection of individuals and families against high-risk groups that all together sign this letter, wish to express their sincere gratitude and appreciation for the Report’s content, which in this case identifies and suggests essential programmes and intervention policies and/or their strengthening, in order to face effectively the danger represented by the so-called cults and protect concretely the interest of the child from all forms of brutality, abuse and negligence.

We can only hope for its approval, certain that the Parliamentary Assembly and the Council of Europe play a key role in contrast to this worrying social phenomenon, which is constantly growing and involves an increasing number of adolescents and children also through the increased use of Internet.

International scientific contributions report unanimously that minors introduced in abusing cult contexts often suffer the systematic violation of their fundamental rights (Paul Martin, Michael D. Langone and Gary Eisenberg, Markowits and Halperin, Susan Landa, Stephen A. Kent and Doni Whitsett, Singer and Lalich, etc.), as Jill Mytton’s recent research published by The British Psychological Society (1) has highlighted that children born and raised within high-risk groups will present significant psychological and psychosocial problems, not only after leaving the group but also in their adulthood. In addition, on the basis of the results of an accurate study carried out by the University of Toronto (2), children who are victims of coercive realities will present more prolonged remission periods of depression than those who were not subject to this kind of traumas. As far as we know, another important research project approved by Human Subjects in Research Committee at California State University, is in progress. Its title is “On Our Own: How Children Of Cults Manage to Survive in the ‘Outside’ World” by Dr. Jania Lalich, renowned international expert on cults and extremist groups.

In our activities, we are in daily contact with people who are victims of totalitarian organisations and manipulative relational dynamics, as well as with individuals born and raised within high-risk groups, who often experienced horrific abuse and violence. On the other hand, even the judicial reports inform us on horrific cases occurred inside abusive cultist movements. An example which hit the international headlines is that of the murderous group called “Le bestie di Satana” (The Beasts of Satan), whose followers are guilty of the macabre murder of some young people, who were members of the same organisation including the minor Fabio Tollis (3).

While we are writing this letter, criminal proceedings are ongoing against Rodolfo Fiesoli, the founder of the Forteto Community, and others who are accused of sexual abuse on minors. Forteto is a community for the custody of minors but, as clearly shown in the recent and substantial investigation by the Commission of Inquiry of Tuscany (4), it was considered as a real abusing cult. The founder, known as “the Prophet” has been able to act undisturbed for over forty years, despite the fact that in 1976 he had been arrested at the request of judge Carlo Casini, who opened proceedings for sexual abuse occurred in the community. In the 80’s some Board and parliamentary inquiries underlined the undue influence on the young community’s guests. Later, in 1985 the Court of Appeal of Florence sentenced Fiesoli – judgement confirmed by the Court of Cassation- to two years of imprisonment for abuse, violent acts and corruption of minor. (Judgement which pointed out “the incitement by Forteto’s members to the breakdown of relationships between the children entrusted to them and their biological parents” and the incitement to “a common practice of homosexuality”). Again, on 13th July 2000, the European Court of Human Rights condemned Italy to pay a fine of 200 million Liras as compensation for moral damages after entrusting two children to Forteto community. In the judgement (case Scozzari and Giunta against Italy – appeal No. 39221/98 et 41963/98), the Court deemed appropriate to comment that the fact that people convicted for maltreatment and abuse could still play an active role in the community raised serious doubts. In December 2011, Rodolfo Fiesoli was finally arrested again for maltreatment and abuse of children entrusted to Forteto community and on 4th October 2013 the trial against the leader of this “community-cult” and other 22 suspected persons was started in Florence.

In Italy, as a result of a plea of unconstitutionality, the Constitutional Court, by judgement No. 96 dated 8th June 1981, quashed the criminal offense of plagiarism from the legal system, because it was in contrast “with the principle of compulsory nature of the case, contained in absolute reservation of law in criminal matters, enshrined in Art. 25 of the Italian Constitution”. The Constitutional Court therefore established the vagueness of the wording of the criminal offense of plagiarism <<claiming the non-verifiability of the fact considered in this case, the impossibility of its assessment with logical and rational criteria, the intolerable risk of unlawful acts>>.

After over thirty years from the repeal of the offense of plagiarism, however, in the social community, the need for protection of man’s individual personality and his psycho-physical integrity is more and more important: in short, the need for the protection of the individual identity as thinking, unique and unrepeatable human being. This means in particular, to protect the human being, at the time of formation and development of his personality, from “obsessive” interference and also protect him from various behaviors which may compromise his integrity, that of his psyche and his social functionality. Furthermore, all these needs, as well as finding implicit recognition in Articles 2 and 3 of the Italian Constitution, establish the basic prerequisite so as the rights of freedom can be effectively enjoyed and the duties of solidarity consciously fulfilled, which the Constitution ensures and requires (*). As noted by distinguished jurists too, after the repeal of the offense there was a dangerous gap in the protection of personality against plagiarism, and even the rules of the Criminal Code, such as the “circumvention of incapable” (Article .643 CC), are not applicable to situations involving psychological, behavioral and physiological conditioning of the followers of cultist movements (**). The Secretariat-General of the Presidency of the Italian Republic – Office of Legal Affairs and Constitutional Relations – (SGPR Protocol dated 13/6/2007 0066076 P OLA), reported “…we agree that the repeal of offense of plagiarism due to lack of certainty resulted in a dangerous regulatory vacuum which should have been filled by appropriate and expeditious legislative actions.”

One of the most important Italian association for protection of minors, Telefono azzurro, which since 2003 has been operating on behalf of the Ministry of Communications, Ministry for Equal Opportunities and Ministry of Labour, the Servizio emergenza infanzia (Childhood Emergency Service), in its 5thNational Report on the Status of Minors and Adolescents (2005), carried out together with EURISPES (prestigious Italian Institute which operates in the field of research), observed that “the involvement of minors in cults is a quite complex phenomenon and difficult to explain: that is why it should not be ignored because, even though in a barely visible way, minors are involved both as victims (through psychological and sexual abuse) and offenders (by using alcohol and drugs up to extreme forms of crime). Sexual abuse on minors is a tangible reality as demonstrated by the figures provided by the Central Direction of the Criminal Police.”

Also in the 9th National Report on the Status of Childhood and Adolescence (5) published in 2009, the rapporteurs of this document highlighted dramatically how “the children victims of cults are children who “do not exist”, forgotten, ignored and denied victims” and is also observed that “children who managed to get out of cults in which they were subject to abuse and violence can have levels of physical, psychological, relational, emotional, cognitive and behavioural development which differ very much from the standard: they seem younger than they are with regard to decision-making capabilities, judgement, memory and language. The consequences a child who is victim of these cults may experience are countless at various levels: physical, cognitive, emotional, relational, in constructing their identity…”.

In March 2006, an important report entitled “Report on the condition of childhood and adolescence in Italy” made in draft form by the National Centre of Documentation and Analysis of Childhood and Adolescence on behalf of the National Monitoring Centre and Ministry of Labour and Social Policies, was discussed and approved by the National Monitoring Centre for Childhood. In the large section dedicated to the situation of minors involved in the so-called “cults”, on the one hand it was highlighted how the phenomenon was largely present in our country and the serious implications for minors themselves; on the other hand, it was highlighted the need to implement appropriate informative prevention policies for minors’ protection. In the report, it was also highlighted how, after the release of the report called “Religious cults and new magical movements in Italy” made by the Executive Committee for Information and Security Services of the Ministry of Interior in February 1998, “the initiatives aimed at “protecting” these new cults multiplied, the cults started a counteroffensive in the name of religious freedom with proactive aggressiveness …in addition to the obvious defence strategy, some cults used tactics to tighten the secrets in various circuits of initiation and, while they are doing public campaigns for religious freedom in the press and on TV, within internal “private” associations of the initiates, oaths of secrecy and silence obligations become more and more pressing” and similar “reactions had also occurred after the publication of the report on cults prepared by the Council of Europe in 1999” (6).

Moreover, according to the report made in 2010 by the working group chaired by Dr. Luca Bernardo (director of Ambulatorio per il Disagio degli Adolescenti – Surgery for adolescents’ discomfort – at Fatebenefratelli Hospital in Milan and, at the time, it was president of the Committee for Bullying of Ministry of Education, Research and University), 240,000 minors and adolescents would have come into contact, only in that year, with “cults” or groups linked to Satanism (7).

In a recent interview with the well-known Italian magazine Panorama, Dr. Maria Carla Bocchino, 1st Director in charge of the Analysis Division of the Operational Central Service (SCO), of the State Police, reported the alarming rise in our country of young people attracted, in particular through the web, by groups of acid Satanism; these data are also confirmed by the activity of Postal Police. The risk band found among the new “sympathisers” is between 12 and 22 years old (8).

Notwithstanding, as reported by the member of parliament Rudy Salles, unfortunately only some Member States appear to have accepted, and to the present day, the information contained in the many Recommendations of Parliamentary Assembly of the Council of Europe on the cult phenomenon and in particular those provided by Recommendation No. 1412 (1999), we bitterly must confirm that neither our country has taken measures about the protection of the most vulnerable individuals and of children involved in cultist movements.

In Italy, Parliamentary Committees aimed at minor victims of cults have never been activated, but only a Consultation on the phenomenon of mental manipulation of vulnerable individuals with particular reference to the phenomenon of the so-called cults (9), which unfortunately has not been concluded. The audition held in the Room of the 2nd standing Judiciary Committee of the Senate of a young woman who had been part, together with her mother and sister, of a small syncretic cult headed by a charismatic leader was the most intense and dramatic moment of the investigation carried out by the parliamentary committee. In the case mentioned, the Court of Cassation, VI Criminal Division (10), showed that “the second-instance judgement reconstructed the facts of the case and highlighted the unlawful behaviour of the defendant against the affected parties (including two minors) held for a long period (about three years), through the forced imposition of food against one of the minors, even by using physical violence, as closing her nose despite the obvious intolerance, the compulsion to eat again what she had vomited, the frequent nocturnal awakenings or the absolute impediment to rest in order to participate in the rituals of salvation, the conditioning of the most basic manifestations of life, as well as threats of “divine” punishments or serious events in case of disobedience to her directives.”

Shocking events, similar to those described, concerning the involvement of minors in cults groups or organisations were recalled in the Judicial Inspection No. 4-08890 session No. 855 dated 18th December 2012 (16th Legislature), presented by the senators Gallone and Allegrini. However, this question remained unfulfilled (11).

Currently, no answers have been provided by the questioned departments, not even regarding the new questions presented by other Italians MPs, who repeatedly urged our leaders to due attention about the phenomenon in question, noting also, as we read in the texts of Acts of Judicial Inspection (12 and 13) that only voluntary associations and centres of information and research active in the country perform “a valuable and continuous work of information on the phenomenon and support to victims and their families; in this way, they perform a free integration action, which is often a real substitution of the public action, by taking advantage of the advice and cooperation of experts in the fields of mental health, criminology and law”.

Moreover, as it can be seen from the following extract of the same texts, “a repeated and serious libellous campaign committed particularly on web network has been carried out, through which some subjects, as well as minimize the aforementioned social phenomenon, systematically discredit with manifestly false and tendentious arguments the representatives of the voluntary sector, police forces and institutions involved in this specific and sensitive field, as well as the victims of controversial and/or abusing realities”.

It is not our intention to enter into the merits of considerations concerning the several letters criticising the Report of MP Rudy Salles, which were addressed to your attention and which we learn about on the Internet, fully aware that appropriate assessments are under the responsibility of the recipients, however, as regards the letter of the Italian scholar Dr. Raffaella Di Marzio, which in particular refers to discrimination phenomena that have been occurring for three decades in our country against religious and/or spiritual minorities and against children belonging to these minorities, we cannot avoid highlighting that these assertions have no basis and objective feedback. No national or European report, not even the American report on religious freedom, have ever reported the existence of discriminatory acts occurred in Italy against religious and/or spiritual minorities and against children belonging to minority groups; rare episodes of intolerance, in particular against the faithful affiliated to majority groups, have been reported. The promotion and protection of people belonging to religious and spiritual minorities and the defence of religious and cult freedom are, however, among the priorities of the Italian domestic and foreign policy. Publicly supporting facts which are completely unfounded not only disconcerts the undersigned, but also can give rise, in terms of public opinion, to pernicious alarmism.

We believe that the worried words of one of the world’s leading experts of the phenomenon, Dr. Michael Langone, Executive director of the International Cultic Studies Association (ICSA), can summarise the serious situation which a lot of children, victims of these high-risk groups, are living “Investigation of this field has at times been upsetting. The abuses to which children have been subjected can be horrendous… And the lack of concern and action about this problem is shameful..” (14)

Sure of interpreting, also and above all, the feelings of those people we are assisting and protecting with our activity, we hope that the commendable work done by the rapporteur Rudy Salles concerning the protection of minors against the excesses of cults is favourably accepted so that every individual can actually enjoy the right to exist as a child and to grow up as a free man.

Respectfully yours,

FA.VI.S. Associazione Familiari delle vittime delle sette, Onlus – Rimini

Maurizio ALESSANDRINI, President

Ce.SAP Centro Studi sugli Abusi psicologici, Onlus – Noci (BA)

D.ssa Lorita TINELLI, President

Osservatorio sui diritti dei Minori – Milan

Dr. Antonio MARZIALE, President

O.N.A.P. Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici – Florence

D.ssa Patrizia SANTOVECCHI, President

Associazione Prometeo Onlus, Lotta alla pedofilia e tutela infanzia violata – Bergamo Massimiliano FRASSI, President

Centro Studi Giù Le Mani Dai Bambini – San Benedetto del Tronto (AP)

Aldo VERDECCHIA, President

Associazione SOS Antiplagio Novara

Giovanni RISTUCCIA, President

Associazione Tutor onlus – Potenza

Dino POTENZA, President

Associazione Arciragazzi Bologna – Prevenzione e tutela contro gli abusi sui minoriPrevenzione del disagio giovanile

Serena FRASCAROLI, President

Gruppo Educhiamoci alla Pace – Bari

Gianpaolo PETRUCCI, President

ANSFO Associazione Nazionale “Sostenitori delle Forze dell’Ordine” – Rome

Massimo MARTINI, President

Associazione Genitori Separati per la Tutela dei minori – Città di Castello (PG)

Prof. Ugo VALENTINI, President

Prof. Giovanni PANUNZIO, idr, founder of Osservatorio Antiplagio – Cagliari

Dr. Giampiero MARCATO, president Associazione Menti Libere Nichelino (To)

Prof.ssa Anna Maria GIANNINI – Psychotherapist, full professor at the Department of Psychology – Faculty of Medicine and Psychology – Director of Monitoring Centre of Psychology of Law and Security of the University “La Sapienza” in Rome. Manager of CEPOL courses (Academy of European Police) concerning the modules Dealing with Victims of Crime.

Prof.ssa Anna OLIVERIO FERRARIS, full professor of Developmental Psychology at Università degli Studi La Sapienza in Rome – Psychologist, psychotherapist, writer – Member of Consulta Qualità Rai and National Bioethics Committee. Director of the journal of Italian psychologists “Psicologia Contemporanea”

Dr. Prof. Alessandro MELUZZI, surgeon, specialist in psychiatry. Psychologist, psychotherapist – Turin. Lecturer of Psychiatry – Università Cattolica Sacro Cuore in Rome, branch of Moncrivello (VC). Temporary lecturer of Genetics of Human Behaviour, Faculty of Medicine and Surgery – School of Specialization in Clinical Psychology of Università di Siena

Prof. Alberto FORTI, Specialist in Child Neuropsychiatry, Neurology and Internal Medicine.

Lecturer at Università degli Studi in Urbino “Carlo Bò”

Prof. Francesco BRUNO – Criminologist, lecturer of Special Pedagogy, Department of Foreign Languages and Education Science – Università della Calabria

Prof. Natale FUSARO – Specialist in Criminal Law and Criminology – expert in Post-University Education at

Università degli Studi La Sapienza – Rome

Gen. B. dei Carabinieri Sol. Ernesto DI SERIO, lecturer of Criminology at Università Internazionale Scienze Sociali – Rome

Prof. Vincenzo MASTRONARDI, psychiatrist – Chairman of Forensic Psychopathology and Director of Monitoring Centre of behaviours and deviance – Faculty of Medicine and Dentistry – Università La Sapienza in Rome

Prof. Simonetta COSTANZO Criminologist, psychoanalyst, psychologist. Researcher and Professor of Educational Psychology at the University of Calabria (Unical)

Prof. Nunzio di NUNNO, coroner, lecturer of Criminology at Università del Salento

Prof. Matteo VILLANOVA, chairman of Child Neuropsychiatry, Criminology, preventive medicine and forensic psychopathology – President of “OLTREE” Osservatorio Laboratorio Tutela e Rispetto Emozionale dell’Età Evolutiva of Università ROMA 3, Rome – Teacher at Centro Italiano Ipnosi Clinica sperimentale in Turin

Dr. Luigi CORVAGLIA, executive psychologist at DDP ASL Bari, essayist, scholar of Department of Criminology and Psychiatry at Università del Salento – Lecce

Prof. Roberto MONGARDINI, lecturer of “Phylosophical principles of human rights” Faculty of Law – Università telematica “Niccolò Cusano” in Rome; Lecturer of “Human rights” in Master 2° lev

Dr.ssa Beatrice UGOLINI, Criminologist – Bologna

Dr. Giorgio GAGLIARDI, psychotherapist – Como

Dr. Armando DE VINCENTIIS, psychologist and psychotherapist – consultant at CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze)and coordinator of Gruppo Cicap Puglia

Dr.ssa Alessandra LUMACHELLI President of ETTAsos, collaborator of FONDAZIONE MOVIMENTO BAMBINO non-profit organization

U.P.R.C. Unità Prevenzione Rischio Criminologico Rome

Dott.ssa Imma GIULIANI, National Manager

Sindacato Autonomo della Polizia di Stato SAP – Rome

Gianni TONELLI, President

Associazione ConDivisa – Sicurezza e Giustizia

Dr.ssa Barbara DE SERIO co-manager at Laboratorio di Studi e Ricerche per l’Infanzia at Università di Foggia

Dr.ssa Olimpia QUATTROMINI, clinical, developmental and relational psychologist, Human Resources, expert in general, juvenile and prison Criminology, president of Associazione Malattie Rare Alta Murgia

Dr. Sergio CARUSO, Psychopedagosist, clinical criminologist expert in minor profiling and prevention – Cosenza

Dr.ssa Sonia MELGIOVANNI, Psychologist, Specialist in Clinical Psychology and Psychoanalytic Psychotherapy, PhD in Clinical Psychology – Bari

Dott. Paolo POZZETTI, Clinical psychologist, specialist in Conduct and mood disorders – Register of Lazio

Dr.ssa Mary GROSSI, Psychologist and Psychotherapist – Fermo (FM)

Dr. Fabio NESTOLA, President of Fe.N.Bi. (Federazione Italiana per la Bigenitorialità), researcher, scholar of separations and disputed minors, curator of Fe.N.Bi Study Centre

Dr.ssa Lillia D’OTTAVI, Pharmacist, ex Counsellor of Lazio Region

Sen. Sol. Antonino CARUSO, President of Justice Commission of the Italian Senate from 2001 to 2006, XIV Legislature

Sol. Giselda CIANCIOLA, PhD in Criminology, deviance and social change, author of the book “I reati contro le donne e i minori” ( Giuffrè ed.)

Sol. Vincenzo GALLO Court of Sala Consilina (SA)

(Lawyer of the family of Chiara Marino, the young girl murdered by Bestie di Satana)

Sol. Tania RIZZO criminal lawyer, Coordinator of A.I.G.A. Regione Puglia

and President of “La.P.E.C. e Giusto Processo” territorial section of Lecce

Sol. Nicola PILEGGI Court of Brindisi

Sol. Carla RUFINI Court of Rome

Sol. Eloisa MINOLFI Court of Milan

Sol. Lia STAROPOLI Court of Vibo Valentia

Sol. Marco MARZARI Court of Milan

Sol. Lorenzo IACOBBI Court of Taranto

Dr.ssa Claudia VINCENZI – author of the book “Plagiata” (Mondadori ed.)

Dr.ssa Rossana PESSIONE, professional journalist, writer, Managing Director of press agency Omnia Group

Ivano GAIONI, writer, author of the book “Ladri di Anime” (abuse of minors)

 

Note of April 3, 2014

The promoters of the letter to the President and the Secretary General of PACE, asking if you would consider included among the signatories of the document the following names:

Associazione Nazionale  ConDivisa Sicurezza e Giustizia

On Tiziano ARLOTTI, Deputy XVII Legislature Chamber of Deputies

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References

  1. The British Psychological Society http://www.bps.org.uk/news/children-cults-face-later-problems

  1. Bouncing back: remission from depression in a 12-year panel study of a representative Canadian community sample” Esme Fuller-Thomson, Marla Battiston, Tahany M. Gadalla, Sarah Brennenstuhl http://link.springer.com/article/10.1007/s00127-013-0814-8
  2. BESTIE DI SATANA. JUDGEMENT OF THE COURT OF APPEAL

http://www.scribd.com/doc/82108848/Bestie-Di-Satana-Sentenza-Appello-Parte-1 http://www.scribd.com/doc/82109068/Bestie-Di-Satana-Sentenza-Appello-Parte-2

http://www.scribd.com/doc/82109249/Bestie-Di-Satana-Sentenza-Appello-Parte-3

  1. FINAL REPORT OF THE COMMISSION OF INQUIRY IN TUSCANY ON CHILDREN CUSTODY REGARDING THE FORTETO. PART TWO FROM PAGE 11. http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload/9/CM28/evidenze/evi214.pdf
  2. THE 9TH NATIONAL REPORT ON THE STATUS OF CHILDREN AND ADOLESCENTS http://www.osservatorionazionalefamiglie.it/osservatorioprova/images/altrepubb/rapporto_nazionale_infanzia_adolescenza.pdf
  1. “REPORT ON THE CONDITION OF CHILDREN AND ADOLESCENTS IN ITALY”

http://www.minori.it/files/eccezionale_quotidiano_completo.pdf

  1. Article taken from national newspaper IL GIORNO

http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2011/11/20/622927-allarme_satanismo.shtml

  1. Article with the interview of Dr. Maria Carla Bocchino

http://news.panorama.it/cronaca/Satana-web-adolescenti

  1. SENATE OF THE ITALIAN REPUBLIC. Hearing about “INQUIRY IN THE PHENOMENON OF MENTAL MANIPULATION OF WEAK PERSONS WITH SPECIAL REFERENCE TO THE PHENOMENON OF THE SO-CALLED “CULTS” http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/284768.pdf
  1. Supreme Court of Cassation Criminal Division VI 25701/12 Judgement No. 631 General register No. 33160/2011 http://www.favis.org/favis2/images/valmaggi%20sentenza%20cassazione

  1. SENATE OF THE ITALIAN REPUBLIC legislature16 Judicial Inspection Act No. 4-08890 http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=695872
  1. SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 17 Atto n. 4-01758 26 febbraio 2014 ; SENATE OF THE ITALIAN REPUBLIC Legislature 17 Judicial Inspection Act n. 4-01758 published on 26th February 2014, assembly n.198 ; SENAT DE LA REPUBLIQUE ITALIENNE Légisature 17me Acte de Sindacat Inspectif n . 4-01758 publiqué le 26 Février 2014 dans la réunion n. 198

http://favisonlus.wordpress.com/2014/03/09/fenomeno-settario-legislatura-17-atto-di-sindacato-ispettivo-n-4-01758/

  1. SENATE OF THE ITALIAN REPUBLIC Legislature 16 Judicial Inspection Act No. 4-08835

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=691624

SENATE OF THE ITALIAN REPUBLIC Legislature 17 Judicial inspection Act. No. 4-00374 http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=703752

  1. CHILDREN AND CULTS excerpt from Recovery From Cults Help for Victims of Psychological and Spiritual Abuse. Edited by Michael D. Langone. W. W. Norton, New York

http://www.csj.org/studyindex/studychild/study_childcult.htm

NOTE (*) Freely extract from GNOSIS, Journal of the Italian Intelligence Services http://gnosis.aisi.gov.it/Gnosis/Rivista27.nsf/ServNavig/27?OpenDocument

NOTE (**) Report document by Antonio Pagliaro, Emeritus Professor of Criminal Law at University of Palermo) filed at 2nd Standing Judiciary Committee of the Senate within Consultation on the phenomenon of mental manipulation of vulnerable individuals with particular reference to the phenomenon of the so-called “cults” (years 2011-2012)

http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm02/documenti_acquisiti/569%20professor%20Pagliaro.pdf

 

 

 
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Pubblicato da su 2 aprile 2014 in Collaborazioni

 

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Convegno: Alienazione genitoriale

 

 
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Pubblicato da su 18 ottobre 2013 in Collaborazioni

 

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La prigione delle sette

 
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Pubblicato da su 15 ottobre 2013 in Collaborazioni

 

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A cura di Lorita Tinelli