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Archivi categoria: Articoli sulle sette e nuovi culti

La sezione Sette e Nuovi Culti comprende articoli tratti da studi su alcuni gruppi di natura spirituale o laica.
Gli studi, di carattere prevalentemente psicologico, sono volti a comprendere gli effetti dell’adesione ad alcuni sistemi ‘chiusi’ e ad analizzare determinate dinamiche di gruppo, facilitanti l’acquiescenza dell’individuo

Cesap ed altre associazioni vittime dei “detrattori legati alle sette”, Liuzzi firma interrogazione parlamentare

NOCI (Bari) – Sette e religione, la questione approda sui banchi del parlamento. Il senatore FI Piero Liuzzi è cofirmatario insieme ad altri cinque senatori di un’interpellanza parlamentare in cui si pone l’accento su una questione in cui l’Italia sembrerebbe in ritardo sulla tabella di marcia proposta dall’Unione Europea in tema di legiferazione sul fenomeno delle sette religiose ad oggi non regolamentata nel nostro Paese.

Il sindacato ispettivo n. 4-01758 è stato inviato anche ai Ministri dell’interno, della giustizia, della salute e dell’istruzione, dell’università e della ricerca “al fine di portare all’attenzione la preoccupante diffusione, anche a livello europeo, del fenomeno delle derive settarie religiose”.

«Il fenomeno in oggetto – si legge nella nota cofirmata da Liuzzi – sarebbe causa di violazioni ai diritti dell’uomo, in particolare nel campo della salute, dell’educazione e del rispetto della vita privata e familiare». Secondo i parlamentari «Le organizzazioni all’origine delle derive settarie spesso agiscono sotto la libertà di religione e mettono in pericolo le libertà fondamentali dei cittadini costituendo, quindi, anche una minaccia alla democrazia. Nella fattispecie, le pratiche si presentano con numerose sfaccettature e una molteplicità di celebrazioni che vanno dalla magia alla stregoneria, dallo spiritismo al cannibalismo e vampirismo, manifestazioni apparentemente folkloristiche che però, non di rado, sono sfociate nella commissione di gravissimi crimini, quali omicidi, stragi o violenze sessuali».

L’interpellanza dei senatori riviene anche dal fatto che nella società coeva si sia creato una sorta di negazionismo delle attività settarie che, di contro, riversa sulle associazioni e forze di polizia attive nella nazione il suo antagonismo attraverso attacchi diretti o argomenti diffamatori.

Tra le associazioni in questione descritte nell’interpellanza parlamentare vi è anche il Cesap diretto dalla nocese Lorita Tinelli, da anni impegnata nella lotta alle sette, in prima linea nel caso Arkeon, e anch’ella vittima di attacchi personali. «Personalmente sono contenta che la nostra attività sia considerata utile e che siano evidenti, anche a livelli istituzionali, i vari tentativi diffamatori che riceviamo da parte di membri di sette e loro sostenitori. Sono rimasta anche molto contenta nel vedere la firma di Liuzzi, al quale non avevo chiesto nulla, ecco perchè sono sorpresa ed anche emozionata dal suo gesto. Evidentemente nel corso degli anni ha potuto apprezzare l’attendibilità e la serietà della nostra attività».

 

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NOTA: Si riporta di seguito il testo  dell’atto di Sindacato Ispettivo n. 4-01758

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01758

SENATO DELLA REPUBBLICA
Atto n. 4-01758

Pubblicato il 26 febbraio 2014, nella seduta n. 198

ALBERTI CASELLATI , CALIENDO , LIUZZI , MARIN , MUSSOLINI , PALMA – Ai Ministri dell’interno, della giustizia, della salute e dell’istruzione, dell’università e della ricerca. –

Premesso che:

a cura della prima firmataria della presente interrogazione ed altri, in data 6 dicembre 2012 e 19 giugno 2013 sono stati presentati gli atti di sindacato ispettivo 4-08835 e 4-00374 al fine di portare all’attenzione la preoccupante diffusione, anche a livello europeo, del fenomeno delle derive settarie religiose;

il fenomeno in oggetto sarebbe causa di violazioni ai diritti dell’uomo, in particolare nel campo della salute, dell’educazione e del rispetto della vita privata e familiare;

nel merito, il dettato costituzionale italiano così sancisce: “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge” a condizione che “non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano” (art. 8)”; e inoltre “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume” (art. 19);

nella fattispecie, le pratiche si presentano con numerose sfaccettature e una molteplicità di celebrazioni che vanno dalla magia alla stregoneria, dallo spiritismo al cannibalismo e vampirismo, manifestazioni apparentemente folkloristiche che però, non di rado, sono sfociate nella commissione di gravissimi crimini, quali omicidi, stragi o violenze sessuali;

le organizzazioni all’origine delle derive settarie spesso agiscono sotto la libertà di religione e mettono in pericolo le libertà fondamentali dei cittadini costituendo, quindi, anche una minaccia alla democrazia;

il Consiglio d’Europa, già con la raccomandazione n. 1412 (1999), intese sollecitare gli Stati membri a un’efficace azione di vigilanza e di informazione preventiva sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale, invitando a concretizzare i necessari interventi mediante appositi programmi d’educazione in ambito scolastico, nonché attraverso l’istituzione di centri nazionali e regionali d’informazione e di Ong di aiuto per le vittime e per le loro famiglie, anche attraverso la creazione di un osservatorio europeo finalizzato a facilitare lo scambio tra i centri nazionali;

in seno alla Conferenza delle Oing presso il Consiglio d’Europa del 5 ottobre 2012, i rappresentanti della Commissione dei Diritti dell’uomo hanno parimenti espresso rammarico e preoccupazione per il fatto che gli Stati membri del Consiglio d’Europa non risultino aver assunto misure all’altezza della sfida rappresentata da quei culti abusanti che attentano ai diritti dell’uomo e ai principi fondamentali di tutte le società democratiche;

con decreto n. 225 UAG/2006-64767-U del 2 novembre 2006, il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno ha istituito la squadra anti sette (SAS) con le seguenti motivazioni: “l’esponenziale diffusione del fenomeno selle sette esoteriche, di “aggregazioni” religiose o pseudo tali, di gruppi dediti a pratiche di magia, di occultismo e satanismo, ha assunto in tutto il paese, dimensioni e connotazioni da richiamare l’attenzione anche sotto il profilo della sicurezza” rilevando, pertanto, che “ai fini di polizia interessa verificare, osservando l’operato di singoli gruppi, la rilevanza penale e la conseguente perseguibilità di particolari pratiche”;

come già segnalato, a tutt’oggi, solo le associazioni di volontariato e alcuni centri di ricerca svolgono, pur nella limitatezza delle risorse, una preziosa e continuativa opera informativa sul fenomeno e di supporto alle vittime e alle famiglie;

in tal senso, esse realizzano un’azione di integrazione nonché, spesso, di vera e propria supplenza dell’azione pubblica, in maniera del tutto gratuita e avvalendosi della consulenza e collaborazione di esperti del settore della salute mentale, delle criminologia e della giurisprudenza;

considerato che, per quanto risulta agli interroganti:

è da tempo in corso, in particolare sulla rete web, una pressante e reiterata campagna dai toni marcatamente diffamatori attraverso cui alcuni soggetti, oltre a minimizzare il suddetto fenomeno sociale, screditano sistematicamente con argomentazioni tendenziose e palesemente mendaci i rappresentanti del mondo del volontariato, delle forze dell’ordine e delle istituzioni impegnati in questo specifico e delicato settore, nonché le stesse vittime di realtà controverse e/o abusanti;

nello specifico, sono stati registrati indegni attacchi a danno di persone e alcune associazioni onlus tra cui CeSAP (Centro studi sugli abusi psicologici) e FAVIS (Associazione familiari delle vittime delle sette) che in termini di informazione preventiva nonché di accoglienza, supporto e tutela delle vittime di gruppi controversi e/o abusanti realizzano un’effettiva supplenza all’azione pubblica;

tali attacchi denigratori appaiono finalizzati, tra l’altro, a ostacolare eventuali proposte di legge sul condizionamento psicologico e manipolazione mentale nei soggetti deboli;

a parere degli interroganti, vista la preoccupante ascesa di tali manifestazioni, è necessaria la dovuta attenzione ma, soprattutto, sono necessarie sollecitazioni per l’attuazione di campagne informative e concrete politiche preventive a tutela della popolazione;

i rappresentanti, consulenti e volontari di alcune associazioni onlus, in alcuni contributi pubblicati in rete sono stati così insolentemente definiti “setta degli antisette, la vera setta”, come si può leggere nella stessa interrogazione 4-00374 «cioè movimenti antisette estremisti dai quali gli onesti cittadini dovrebbero prendere le distanze, fanatici oltranzisti (…), promotori di una sorta di lobby finalizzata a manipolare gli organi mediatici, i politici, la magistratura e l’opinione pubblica diffondendo falsa informazione, veri e propri strateghi e terroristi dediti a seminare intolleranza religiosa e procurare allarme, fomentatori di una campagna d’istigazione all’odio per il diverso»;

in occasione della riunione OSCE sull’attuazione degli impegni della dimensione umana, tenutasi a Varsavia dal 23 settembre al 4 ottobre 2013, nell’ambito del side event organizzato da Soteria international e dal tema “Institutional discrimination of religious and spiritual minorities in Italy and Romania”, sono stati ammessi documenti da parte di alcuni soggetti artefici e/o partecipanti alla campagna detrattoria. In particolare, sono state presentate dichiarazioni atte a sostenere l’esistenza nel nostro Paese di pericolosi scenari di intolleranza verso le minoranze religiose e spirituali organizzate, per l’inclusione delle stesse sul territorio, anche in relazione all’operato della squadra anti sette, la quale sarebbe stata istituita in seguito ad allarme creato ad hoc e privo di fondamento alcuno;

alla conferenza, gli stessi soggetti non hanno mancato di squalificare nei loro interventi anche la Federazione europea dei centri di ricerca e informazione sul settarismo (FECRIS), organizzazione dotata di statuto partecipativo al Consiglio d’Europa, statuto consultivo presso le Nazioni Unite e rappresentata presso l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, cui aderiscono le citate associazioni italiane CeSAP e FAVIS;

la dottoressa Danièle Muller-Tulli, vicepresidente FECRIS, nel suo statement finale, riferendo alle dichiarazioni dei soggetti a cui si fa riferimento, affermava testualmente: “è evidente che la FECRIS, denunciando gli abusi portati alla libertà e ai diritti fondamentali delle vittime, rappresenti un pericolo per i movimenti a funzionamento totalitario. Di conseguenza è oggetto di attacchi ripetuti quanto fuorvianti da parte dei suoi detrattori che intervengono qui con una unanimità che tradisce il loro obiettivo”;

osservato che:

a quanto risulta, non vi sono stati atti di discriminazione su base religiosa o limitazioni e violazioni della libertà religiosa, né sorta di pericoli per l’inclusione delle minoranze sul territorio nazionale a opera di cosiddetti movimenti antisette e lo scenario presentato nelle dichiarazioni presso l’OSCE non trova, di fatto, alcun concreto riscontro nella realtà del nostro Paese;

al riguardo, il rapporto sulla libertà religiosa nel mondo stilato su iniziativa del segretariato italiano di ACS (Aiuto alla chiesa che soffre) e che concerne situazioni di intolleranza, violazione e mancato rispetto del diritto della libertà religiosa di tutte le confessioni, in merito alla situazione italiana rileva che il quadro rimane positivo, pur evidenziando, in linea con quanto accade in altri Paesi dell’Europa occidentale, fatti e situazioni che rivelano intolleranza verso il credo cattolico (esposizione di simboli religiosi in luoghi pubblici, atti di vandalismo e profanazione, forme di critica palesemente offensive nei mass media);

a conferma di ciò, anche l’ultimo rapporto americano sulla libertà religiosa, per quanto concerne la situazione italiana, ha registrato unicamente episodi occasionali di abusi o discriminazioni basati sull’affiliazione, la fede o la pratica religiosa, non certo addebitabili all’attività delle associazioni “antisette” o della squadra anti sette;

tenuto conto, infine, che:

le menzionate associazioni di volontariato non sono oggetto sulla rete telematica di attacchi né di critiche o rimostranze da parte di minoranze religiose e /o spirituali ma operano in un’ottica di naturale dialogo e fattiva cooperazione, anche con le forze dell’ordine e con le istituzioni;

nella fattispecie, il signor Maurizio Alessandrini, presidente della FAVIS e del “Forum delle Associazioni italiane di ricerca, informazione e contrasto dei movimenti settari e dei culti abusanti”, cui partecipano le realtà associative italiane federate FECRIS, con suo comunicato ufficiale, e pubblicato su “Agenzia radicale”, afferma quanto segue: ” [Le associazioni] non svolgono, né hanno mai svolto, alcuna azione di coordinamento della Squadra Anti Sette né hanno mai rivestito il ruolo di consulenti e/o informatori e/o referenti privilegiati della stessa, non gestiscono per conto o in collaborazione con la SAS alcun dossier concernente il fenomeno settario, né ricevono da tale organismo finanziamento alcuno. Non diversamente da quanto avviene nel mondo dell’odierno volontariato, le menzionate associazioni, oltre a rispondere alle esigenze di tutela e partecipazione dei soci, nonché della cosiddetta popolazione-bersaglio che esse rappresentano per una specifica condizione, svolgono un ruolo di rilievo, in termini di prevenzione e sensibilizzazione a specifiche tematiche, a tutela di tutta la popolazione in generale e per tali motivi non possono che essere reticolari, ossia connesse con altre realtà, anche istituzionali, con le quali cooperano attivamente”;

in un recente simposio organizzato dalla francese Missione interministeriale di lotta e vigilanza alle derive settarie, il Ministro dell’interno francese, Manuel Valls, ha evidenziato come l’azione di contrasto alle derive settarie costituisca una lotta essenziale poiché le sette abusanti rappresentano la negazione stessa dell’individuo. Al riguardo, si reputa doveroso rammentare che tra gli “individui negati” inseriti in contesti settari, vi sono anche e soprattutto i bambini: ben 240.000 i minori nel nostro paese, che secondo il Report realizzato nel 2010 dal gruppo di lavoro presieduto dall’allora presidente della Commissione bullismo del Ministero dell’Istruzione, dottor Luca Bernardo, sarebbero entrati solo in quell’anno in contatto con le “sette”. Bambini sovente maltrattati e abusati, non a caso definiti nel 9° rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza, redatto da “Telefono azzurro”, come “dimenticati, ignorati e perfino negati”,

si chiede di sapere:

se e quali misure i Ministri in indirizzo intendano adottare in relazione alle direttive espresse nella raccomandazione del Consiglio d’Europa del 1999 e alla luce delle più recenti valutazioni e considerazioni espresse in ambito europeo;

se siano stati o meno realizzati progetti educativi in ambito scolastico volti all’auspicata educazione in materia, nonché a tutela dei soggetti più vulnerabili come adolescenti e minori;

se non ritengano opportuno valutare l’istituzione nel nostro Paese di un’apposita struttura simile alla francese “Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie”;

se siano o meno a conoscenza dell’insistente e pressante campagna di discredito di cui sono a tutt’oggi bersaglio le menzionate associazioni onlus e la stessa SAS e come, eventualmente, intendano procedere nell’interesse delle stesse ex vittime dei culti e delle loro famiglie che si rivolgono fiduciose alle associazioni di aiuto e agli organismi di polizia.

 

Fonte: SENATO DELLA REPUBBLICA

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=750234

 

 

Qui il testo della interrogazione anche in  lingua inglese e francese

 

 

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A che ora è la fine del mondo?

Che or’è, scusa ma che or’è
Che non lo posso perdere l’ultimo spettacolo
Fine del Mondo in Mondovisione, diretta da San Pietro per l’occasione
La borsa sale, i maroni no, Ferri batte il record di autogol
Le liste del Giudizio Universale saranno trasmesse dai telegiornali
A reti unificate e poi sulla pagina 666

Ligabue

E’ trascorso un anno da quella fatidica data del 21 dicembre 2012 indicata come la giornata della fine del mondo, attribuita ad una profezia dei Maya. Un evento che è diventato virale ed ha fatto il giro dell’intero pianeta in pochissimo tempo.
Molti i segnali che sono stati interpretati esotericamente come quelli che avrebbero preannunciato il disastroso evento, che avrebbe distrutto per sempre l’intera umanità: la pioggia di meteoriti nella Russia centrale che causò più di 400 feriti; le dimissioni del Papa e i vari terremoti che hanno devastato diverse zone del mondo abitato e non.
La fantasiosa profezia dei Maya ha ispirato film, libri, gadget e kit di sopravvivenza. In Russia, per esempio, per solo 30 dollari era possibile acquistare un pacchetto contenente alcuni oggetti essenziali da utilizzare dopo il disastro atteso, tra cui: una carta d’identità dell’acquirente, erbe per il relax, bende, vasodilatatori per attacchi di cuore, ingredienti per preparare un porridge di grano saraceno, pesce in scatola, vodka, un notebook, una matita, candele, fiammiferi, un po’ di spago e un pezzo di sapone. I media hanno poi prodotto documentari, approfondimenti e servizi giornalistici a profusione. In tanti si sono mossi in viaggio alla ricerca dei modi più idonei per ‘festeggiare’ la fine del mondo. Posti come Stonehenge, Yucatan e Bugarach o la più vicina Valle d’Itria, sono stati indicati come i luoghi che avrebbero dovuto sopravvivere alla fine del mondo, e qui si è registrato il tutto esaurito nelle strutture recettive e nei vari ristoranti, dove si organizzavano gli eventi più disparati.
Si sono ipotizzati vari scenari per la fine del mondo: si è parlato di un incidente nucleare, una catastrofe climatica, una tempesta solare o un’ecatombe energetica, ma anche una collisione con un asteroide o una invasione aliena. Oppure, più semplicemente, di una forte crisi economica che avrebbe immediatamente soffocato i terrestri.
Tanto rumore … per nulla? Trascorso il 21 dicembre 2012, molti si sono risvegliati scoprendo che il mondo è ancora qui, con tutto quello che quotidianamente ci propone di affrontare, nel bene o nel male.
Ma scienziati, cultori della materia ed esperti continuano ad evidenziare che il motivo di questa inaspettata ‘sopravvivenza’ sia dovuto a qualche errore di valutazione. Sembra, infatti, che sia stata fatta un po’ di confusione tra la cultura dei Maya e quella degli Aztechi, popolazioni vissute a più di 500 anni di distanza l’una dall’altra. Il risultato è che semplicemente la nuova data della fine del mondo va ricalcolata e riposizionata in altro momento storico. Quindi è solo una questione di calcolo …
Negli anni l’essere umano ha tentato diverse volte di individuare delle precise date della fine del mondo, comunicandole con molta convinzione.
L’Osservatorio Antiplagio ci ricorda che dal medioevo ad oggi vi sono state 50 previsioni “errate” sulla fine, inclusa quella del 21 dicembre scorso. “Alcuni presunti veggenti si sono perfino intestarditi, provando a indovinare la fine più di una volta, sino all’arrivo dell’unica vera fine: la loro. I casi più stravaganti sono stati quelli di Charles Taze Russel, fondatore dei Testimoni di Geova, che ha sbagliato in cinque occasioni (1914, 1925, 1941, 1975, 1984), di William Miller, fondatore della setta dei Milleriti, che quattro volte ha preannunciato una catastrofe mai vista (due nel 1843, altre due nel 1845), e dell’improbabile indovino Pierre Turrel, che ha indicato anch’egli quattro date errate, distanziate di secoli (1537, 1544, 1801, 1814). Per non parlare degli astronomi Johannes Stöffler e Jakob Pflaumen, che hanno previsto un nuovo diluvio universale causato dalla congiunzione di alcuni pianeti, terrorizzando 20.000 londinesi; e del pediatra italiano Elio Bianco che, dopo la sua previsione del 1960, ha costruito un’arca per proteggere e salvare l’umanità da un’arma segreta americana. Nel lungo elenco di sedicenti sensitivi che hanno tirato a indovinare sono presenti anche: monaci, presbiteri, astrologi, un matematico, un rabbino, un teologo, un quacchero, un sismologo, un dentista, un medium, pseudo-scienziati, fantomatici esperti di piramidi, una rivista americana, svariate sètte religiose e l’immancabile Nostradamus.” (fonte Osservatorio Antiplagio)
Wikipedia, nella versione inglese, ha proposto una lunga lista (incompleta, a suo dire) di date in cui la terra è stata “graziata”. Si tratterebbe di almeno centosessanta casi, venti solo dal duemila a oggi, in cui sono state divulgate profezie di carattere religioso, parascientifico, onirico e tecnologico, formulate da santoni e guru di ogni parte del mondo.

Come mai gli esseri umani tendono a credere a continue previsioni sbagliate così palesemente, e a riformularne altre, subito dopo il flop?

Lo psicologo sociale Leon Festinger, nel 1950, elaborò una interessante teoria, che può aiutarci a comprendere il perché di tanta difficoltà ad ammettere di essersi sbagliati nel credere o nell’aderire ad ideologie dubbie. Si tratta della teoria della Dissonanza Cognitiva, secondo cui quando una persona si accorge che una situazione è palesemente contrastante con i suoi valori e con le sue credenze, mostra una tendenza a mitigare la condizione di dissonanza, aggiustando la situazione a modo suo.
Festinger aveva osservato il comportamento dei membri di una setta apocalittica, la cui leader sosteneva di aver ricevuto un messaggio dai Guardiani dello Spazio Profondo che avvertivano che un giorno ci sarebbe stata una enorme inondazione. Solo i veri fedeli si sarebbero salvati durante il giorno del Giudizio e sarebbero volati in un’altra dimensione per mezzo dei dischi volanti. In attesa di tale giorno, la leader e i suoi seguaci avevano organizzato diversi momenti di preghiera diffusi attraverso una radio locale. Il giorno prefissato, all’ora prefissata, nessun disco volante arrivò e passò. Ma la leader ricevette un altro messaggio dai Guardiani, che l’avvertivano che il mondo era salvo come premio della fede incondizionata mostrata dai fedeli. Questi ultimi iniziarono i festeggiamenti e la loro fede ed impegno vennero più incrementati.
Dato il fallimento di una profezia così precisa, con date ed ora, ci si sarebbe aspettati un comportamento diverso da parte dei membri del gruppo. Molti membri del gruppo per fare proselitismo e per portare in ogni dove la profezia, avevano perso il lavoro ed anche il denaro, molti avevano rinunciato a nuove possibilità lavorative o ad altre occasioni. Dinnanzi a questo palese fallimento, avrebbero dovuto fare i conti con una dissonanza dolorosa e insopportabile tra le precedenti credenze e lo scetticismo attuale. La strategia più utile era quella di ridurre tale dissonanza con il credere nel nuovo messaggio che sosteneva la convinzione originale. E visto che tale convinzione fu accettata senza problemi da tutti i membri della setta, essa venne addirittura rafforzata in ciascuno di loro. Non erano più delle persone strane che avevano creduto ad una idea strambalata, ma si percepivano come leali e risoluti membri di un piccolo gruppo la cui fede e il coraggio avevano salvato il mondo. Essi diventarono quindi più convinti e fanatici di prima.
Ed è proprio per l’abitudine alle acrobazie logiche dell’essere umano e per l’ostinazione a cercare una data plausibile per la fine del mondo che si continua a … dare i numeri e a ricercare contesti.
Si è parlato di date come maggio 2013, in cui ci sarebbe dovuta essere una ‘apocalisse magnetica, causata da eruzioni solari che avrebbero dovuto portare a un disastroso blackout globale e delle comunicazioni. Oppure il 2035, quando, secondo gli israeliani, la razza aliena degli Elhoim giungerà sulla terra per salvare i propri eletti. Nel 2036 invece l’asteroide Apophis colpirà il nostro pianeta provocando una catastrofe. Nel 2038 vi saranno pestilenze e carestie, come previsto da Nostradamus. E così via in un crescendo di storie improbabili che puntualmente porteranno le masse a credere, investire tempo, denaro, fantasie ed emotività, per una prossima avventura in cui, probabilmente la profezia sarà smentita dai fatti.

Di Lorita Tinelli

Fonte: Osservatorio di Psicologia nei Media

 

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INTERROGAZIONE DELLA CAMERA A RISPOSTA SCRITTA 4/08062 sui movimenti settari

presentata da DONADI MASSIMO (ITALIA DEI VALORI) in data 20100719

La Camera dei Deputati
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-08062 presentata da MASSIMO DONADI lunedi’ 19 luglio 2010, seduta n.354 DONADI.
– Al Ministro della giustizia. – Per sapere – premesso che: in questi ultimi anni e’ esponenziale la crescita di truffe esercitate sia tramite i mezzi di comunicazione che con il passaparola, per contrastare questo fenomeno molto viene fatto dalle Forze dell’ordine e altrettanto da associazione create ad uopo; tra i vari fenomeni truffaldini esiste quello delle psico-sette che sta diventando un vero fenomeno sociale; ne e’ un esempio cio’ che viene esposto in un articolo del Corriere Mercantile del 30 maggio 2010, nel quale la dottoressa Lorita Tinelli, psicologa del Cesap (centro studi psicologici) lancia un allarme concreto contro quei gruppi di persone che promuovono lo sviluppo della personalita’, schiavizzano la mente di adepti e devastando loro la vita, con l’unico fine di estorcere rilevanti somme economiche alle vittime; nel 1981 venne abolito il reato di plagio dalla Corte Costituzionale, con sentenza n. 96 dell’8 giugno 1981, che rilevo’ un contrasto tra l’articolo 603 del codice penale e gli articoli 21 e 25 della Costituzione; dal 1981 ad oggi si e’ creato un vuoto legislativo nel quale operano i «manipolatori della mente» e proliferano organizzazioni, comunita’, leader carismatici capaci di sfruttare tutti i meccanismi persuasivi capaci di scardinare ogni forma di difesa da parte di persone attirate in una trappola di suggestioni e promesse; spesso tali personaggi non hanno nemmeno titoli accademici atti all’esercizio di qualsiasi professione inerente la loro truffa; per convincere le vittime adotterebbero suggestioni di massa, ma ancora peggio la tecnica del PNL (programmazione neuro linguistica) tecnica che dovrebbe essere riservata agli psicologi; nelle scorse legislature sono state molte le proposte di legge in merito al reato di plagio o manipolazione mentale, presentate in entrambe i rami del Parlamento che non hanno visto la fine del loro percorso legislativo; in questa legislatura sono molteplici le proposte di legge sempre inerenti il tema, gia’ presentate senza avere ancora iniziato il loro iter -: se il Ministro, vista la situazione contingente di crisi economica e sociale che sta coinvolgendo il nostro Paese, che amplifica le incertezze, le insicurezze e le paure generazionali, non ritenga di approntare un’iniziativa normativa atta a colmare questo vuoto legislativo, tenendo conto, se lo riterra’ opportuno, delle indicazioni che emergono dalle proposte di legge gia’ assegnate in commissione giustizia. (4-08062)
 

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Nuova interrogazione parlamentare sulle modalità dei gruppi a deriva settaria e sulle politiche preventive

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00374

Atto n. 4-00374

Pubblicato il 19 giugno 2013, nella seduta n. 44

ALBERTI CASELLATI , MUSSOLINI , CALIENDO , GIBIINO , BERNINI , ROMANI Paolo , CARRARO , BONFRISCO , RIZZOTTI , PELINO– Ai Ministri dell’interno, della giustizia, dell’istruzione, dell’università e della ricerca e della salute. –

Premesso che:

alla luce dell’inquietante diffusione del fenomeno delle sette religiose a livello europeo, il Consiglio d’Europa, già con raccomandazione n. 1412 (1999) intese sollecitare gli Stati membri a un’efficace azione di vigilanza e di informazione preventiva sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale, invitando a concretizzare i necessari interventi mediante appositi programmi d’educazione in ambito scolastico, attraverso l’istituzione di centri nazionali e regionali d’informazione e di Ong di aiuto per le vittime e per le loro famiglie, nonché attraverso la creazione di un osservatorio europeo finalizzato a facilitare lo scambio tra i centri nazionali;

nella fattispecie, richiese una speciale attenzione nei confronti delle persone più vulnerabili e in particolare dei minori;

osservato che nella raccomandazione “State, religion, secularity and human rights” n. 1804 (2007), è peraltro evidenziato che «La libertà di religione è protetta dall’Articolo 9 della Convenzione Europea sui Diritti Umani e dall’Articolo 18 della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani. Tali libertà non sono tuttavia illimitate: una religione la cui dottrina o pratica si scontri con altri diritti fondamentali sarà inaccettabile. Ad ogni modo, le restrizioni che possono essere applicate a tali libertà sono quelle “previste dalla legge e sono necessarie in una società democratica nell’interesse della sicurezza pubblica, per la protezione dell’ordine, della morale, e della salute pubblici, o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui” (articolo 9.2 della Convenzione). Gli Stati non possono nemmeno permettere la diffusione di principi religiosi che, se applicati, violerebbero i diritti umani. Se a questo proposito esistessero dubbi, gli Stati devono richiedere ai leader religiosi di prendere una posizione non ambigua relativamente alla priorità dei diritti umani su qualsiasi principio religioso, come statuito dalla Convenzione Europea sui Diritti Umani»;

osservato, inoltre, che:

il 5 ottobre 2012, i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo, nell’ambito della Conferenza delle Oing presso il Consiglio d’Europa, hanno espresso viva preoccupazione per il fatto che gli Stati membri del Consiglio d’Europa non abbiano, fino ad ora, assunto misure all’altezza della sfida rappresentata dalle cosiddette derive settarie, che attentano ai diritti dell’uomo e ai principi fondamentali di tutte le società democratiche;

nell’ambito della medesima Conferenza è stato rilevato come il fenomeno settario sia causa di procedimenti di infrazione in particolare nel campo della salute, dell’educazione e della vita privata e familiare degli individui e che contestualmente, organizzazioni abusanti, agendo al riparo del diritto alla libertà religiosa, minino, di fatto, le libertà fondamentali dei cittadini, costituendo pertanto una reale minaccia per la democrazia;

i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo hanno opportunamente sottolineato che, approfittando della permeabilità delle frontiere, il fenomeno ha continuato a dilagare pressoché incontrastato nei Paesi dell’Europa centrale e orientale e non è diminuito nei Paesi dell’Europa occidentale e che, a tutt’oggi, solo Francia e Belgio hanno adottato misure legislative a tutela delle fasce più deboli e pochi altri Stati membri hanno assunto misure di osservazione e informazione;

il 28 novembre 2002, in Francia fu istituita la Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie, con lo scopo di osservare e analizzare il fenomeno, coordinare l’azione preventiva e repressiva dei poteri pubblici e informare la popolazione su rischi e pericoli; nella fattispecie, essa oltre a redigere rapporti annuali sul fenomeno, ha realizzato numerose pubblicazioni e guide a tutela della popolazione, pubblicate in internet;

il Ministro dell’educazione francese inoltrava circolare n. 2012-051 del 22 marzo 2012, per rettrici e rettori della pubblica istruzione, sulla prevenzione e la lotta contro il rischio settario (il cui testo può essere consultato anche sul sito del Governo francese);

il Senato francese ha ritenuto inoltre necessario istituire nell’ottobre 2012 un’apposita Commissione d’inchiesta sul fenomeno settario nell’ambito della sanità;

osservato, infine, che:

nel settembre 2012, relatori della Commissione Affari giuridici e dei diritti dell’uomo dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE), riunitasi a Parigi per discutere in merito alla protezione dei minori dalle “sette”, hanno evidenziato che la difficoltà di raggiungere un consenso europeo sul fenomeno non significa certamente abbandonare l’idea di stabilire delle regole e politiche a livello europeo finalizzate alla protezione dei minori contro il pericolo dei culti abusanti e che occorre difendere l’interesse superiore del bambino da ogni forma di brutalità, maltrattamento e negligenza. Considerata pertanto la vulnerabilità dei minori e degli adolescenti, i rappresentanti degli Stati partecipanti all’Assemblea hanno ribadito la necessità di un’indispensabile vigilanza sul fenomeno, anche attraverso la creazione di strutture simili alla citata Missione francese;

in Italia, la sola Regione Friuli-Venezia Giulia ha approvato in data 31 maggio 2012 la legge regionale n. 11, recante “Norme per il sostegno e la piena libertà intellettuale, morale e psicologica dell’individuo”;

di fatto, a tutt’oggi, solo le associazioni di volontariato e alcuni centri di ricerca svolgono, pur nella limitatezza delle risorse, una preziosa e continuativa opera informativa sul fenomeno e di supporto alle vittime e alle famiglie;

in tal senso esse realizzano un’azione di integrazione nonché, spesso, di vera e propria supplenza dell’azione pubblica, in maniera del tutto gratuita e avvalendosi della consulenza e collaborazione di esperti del settore della salute mentale, della criminologia e della giurisprudenza;

l’associazione Familiari delle vittime delle sette (FAVIS) ha realizzato, primo progetto in Italia, l’opuscolo informativo “Le mani sulla mente”, distribuito gratuitamente durante gli incontri con gli studenti degli istituti scolastici superiori della provincia di Rimini;

da quanto risulta agli interroganti, proprio l’impegno profuso in questo complesso e delicato settore anche attraverso la collaborazione fattiva con le forze dell’ordine, e la denuncia alle autorità competenti di tutti quei casi lesivi dei diritti dell’uomo che hanno portato anche a condanne in ambito giudiziario di soggetti a capo di gruppi e movimenti pseudospirituali, così come la recente partecipazione di alcuni esponenti del mondo dell’associazionismo alle diverse audizioni presso la 2ª Commissione permanente (Giustizia) del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette sette, in relazione al disegno di legge 569 della XVI Legislatura recante disposizioni concernenti il reato di manipolazione mentale, hanno determinato una pesante campagna accusatoria e diffamatoria sulla rete telematica, finalizzata a discreditare le medesime associazioni anche con infondate ed ingiuriose accuse ad personam, nella fattispecie, nei confronti della dottoressa Lorita Tinelli, psicologa e presidente del Centro studi sugli abusi psicologici, della defunta signora Maria Pia Gardini, del signor Maurizio Alessandrini, presidente della FAVIS, di don Aldo Bonaiuto, animatore dell’associazione Servizio antisette della comunità “Giovanni XXIII”, di alcuni rappresentanti delle associazioni Aris Veneto e Aris Toscana, e peraltro della stessa Squadra antisette (SAS) del Ministero dell’interno, nonché di alcuni componenti della 2ª Commissione, con il rischio di gravissime ripercussioni proprio su quei soggetti in stato di bisogno e necessità a cui tali realtà associative si sforzano di offrire aiuto e sostegno;

costoro sono stati definiti, in alcuni contributi pubblicati in rete su diversi blog, quali “setta degli antisette, la vera setta”, cioè movimenti antisette estremisti dai quali gli onesti cittadini dovrebbero prendere le distanze, fanatici oltranzisti, soggetti affetti da disturbo narcisistico di personalità, ignoranti e incompetenti in malafede, serpenti a sonagli, privi di cultura, mancanti di obiettività, empatia e capacità di giudizio razionale, promotori di una sorta di lobby finalizzata a manipolare gli organi mediatici, i politici, la magistratura e l’opinione pubblica diffondendo falsa informazione, veri e propri strateghi e terroristi dediti a seminare intolleranza religiosa e procurare allarme, fomentatori di una campagna d’istigazione all’odio per il diverso, a capo di associazioni che, si cita testualmente, “non solo non si trovano isolate ai margini della società e monitorate attentamente come focolai di odio e razzismo, ma sono le associazioni a cui le Forze dell’ordine si rivolgono per acquisire informazioni su gruppi ritenuti criminali, che informano il grande pubblico e collaborano con la squadra antisette”. Nei citati contributi si legge altresì che tali associazioni, che sono state sentite in audizioni tenute nell’ambito della citata indagine conoscitiva durante la XVI Legislatura sarebbero composte anche da arroganti e presuntuosi con manie di grandezza, ed avrebbero un modus operandi occulto, avvalendosi di agende segrete e canali privilegiati per porre sotto indagine onesti cittadini, inoltrando, a tal fine, documenti supersegretissimi, attentando ai diritti costituzionali, facendo attivismo poliziesco intimidendo e tappando la bocca alle persone, mirando a creare uno stato poliziesco, poiché nostalgici del duce e di leggi liberticide, costituendo dunque una “setta antisetta” molto pericolosa;

per concludere, appare agli interroganti opportuno ricordare le parole del Presidente della Repubblica, in occasione della celebrazione della giornata del volontariato del 2009: “Non si possono solo o principalmente delegare al privato sociale compiti di soddisfacimento dei bisogni o dei diritti che la Repubblica nel suo insieme è chiamata a garantire”;

anche nel corso della XVI Legislatura, in data 6 dicembre 2012, la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo ha presentato l’interrogazione 4-08835 inerente al fenomeno delle sette,

si chiede di sapere:

se e quali misure di competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare in relazione alle direttive espresse nella raccomandazione del Consiglio d’Europa del 1999 e alla luce delle più recenti valutazioni e considerazioni espresse in ambito europeo;

se siano stati o meno realizzati progetti educativi in ambito scolastico volti all’auspicata educazione in materia, nonché a tutela dei soggetti più vulnerabili come adolescenti e minori;

se siano o meno state realizzate campagne informative preventive nell’ambito della sanità, in particolare a tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili;

se nell’ambito della sanità sia o meno stata realizzata attività di monitoraggio e vigilanza al fine di valutare gli effettivi rischi per la salute e la stessa incolumità dei cittadini che si affidano a persone che, a giudizio degli interroganti, si avvalgono sovente di inesistenti titoli e operano anche all’interno di gruppi pseudoreligiosi e/o pseudo-terapici;

se non ritengano opportuno, ai fini della concreta ed immediata assunzione delle direttive indicate nella raccomandazione europea del 1999, anche alla luce della profonda crisi che l’Europa sta attraversando e che rappresenta indubitabilmente un’occasione per un’ulteriore espansione delle derive settarie, valutare anche la realizzazione nel nostro Paese di un’apposita struttura similare alla Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie istituita in Francia;

se siano o meno a conoscenza della campagna di discredito nei confronti delle menzionate associazioni di volontariato e dei rispettivi rappresentanti, e come, eventualmente, intendano procedere anche e soprattutto nell’interesse delle stesse ex vittime di culti abusanti e delle loro famiglie, che si rivolgono fiduciose alle associazioni di aiuto.

 

Fonte: Senato.it

 

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Interrogazione a risposta scritta sul fenomeno delle derive settarie

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08835

Atto n. 4-08835

Pubblicato il 6 dicembre 2012, nella seduta n. 851

ALBERTI CASELLATI , CASELLI , CARUSO , DE FEO , DE LILLO , IZZO , RIZZOTTI , SCARPA BONAZZA BUORA , TOMASSINI , SPADONI URBANI , VALENTINO – Ai Ministri dell’interno, della giustizia, dell’istruzione, dell’università e della ricerca e della salute. –

Premesso che:

alla luce dell’inquietante diffusione del fenomeno delle sette religiose a livello europeo, il Consiglio d’Europa, già con raccomandazione n. 1412 (1999) intese sollecitare gli Stati membri a un’efficace azione di vigilanza e di informazione preventiva sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale, invitò a concretizzare i necessari interventi mediante appositi programmi d’educazione in ambito scolastico, nonché attraverso l’istituzione di centri nazionali e regionali d’informazione e di Ong di aiuto per le vittime e per le loro famiglie, e attraverso la creazione di un osservatorio europeo finalizzato a facilitare lo scambio tra i centri nazionali;

nella fattispecie, richiese una speciale attenzione nei confronti delle persone più vulnerabili e in particolare dei minori;

osservato che nella raccomandazione “State, religion, secularity and human rights” n. 1804 (2007), è peraltro evidenziato che “La libertà di religione è protetta dall’Articolo 9 della Convenzione Europea sui Diritti Umani e dall’Articolo 18 della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani. Tali libertà non sono tuttavia illimitate: una religione la cui dottrina o pratica si scontri con altri diritti fondamentali sarà inaccettabile. Ad ogni modo, le restrizioni che possono essere applicate a tali libertà sono quelle “previste dalla legge e sono necessarie in una società democratica nell’interesse della sicurezza pubblica, per la protezione dell’ordine, della morale, e della salute pubblici, o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui” (Articolo 9.2 della Convenzione). Gli Stati non possono nemmeno permettere la diffusione di principi religiosi che, se applicati, violerebbero i diritti umani. Se a questo proposito esistessero dubbi, gli Stati devono richiedere ai leader religiosi di prendere una posizione non ambigua relativamente alla priorità dei diritti umani su qualsiasi principio religioso, come statuito dalla Convenzione Europea sui Diritti Umani”;

osservato, inoltre, che:

il 5 ottobre 2012, i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo, nell’ambito della Conferenza delle Oing presso il Consiglio d’Europa, hanno espresso viva preoccupazione per il fatto che gli Stati membri del Consiglio d’Europa non abbiano, fino ad ora, assunto misure all’altezza della sfida rappresentata dalle cosiddette derive settarie, che attentano ai diritti dell’uomo e ai principi fondamentali di tutte le società democratiche;

nell’ambito della medesima Conferenza è stato rilevato come il fenomeno settario sia causa di procedimenti di infrazione in particolare nel campo della salute, dell’educazione e della vita privata e familiare degli individui e che contestualmente, organizzazioni abusanti, agendo al riparo del diritto alla libertà religiosa, minino, di fatto, le libertà fondamentali dei cittadini, costituendo pertanto una reale minaccia per la democrazia;

i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo hanno opportunamente sottolineato che, approfittando della permeabilità delle frontiere, il fenomeno ha continuato a dilagare pressoché incontrastato nei Paesi dell’Europa centrale e orientale e non è diminuito nei Paesi dell’Europa occidentale e che, a tutt’oggi, solo Francia e Belgio hanno adottato misure legislative a tutela delle fasce più deboli e pochi altri Stati membri hanno assunto misure di osservazione e informazione;

il 28 novembre 2002, in Francia fu istituita la Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie, con lo scopo di osservare e analizzare il fenomeno, coordinare l’azione preventiva e repressiva dei poteri pubblici e informare la popolazione su rischi e pericoli; nella fattispecie, essa oltre a redigere rapporti annuali sul fenomeno, ha realizzato numerose pubblicazioni e guide a tutela della popolazione, pubblicate in Internet;

il Ministro dell’educazione francese inoltrava circolare n. 2012-051 del 22 marzo 2012, per rettrici e rettori della pubblica istruzione, sulla prevenzione e la lotta contro il rischio settario (il cui testo può essere consultato anche sul sito del Governo francese);

il Senato francese ha ritenuto inoltre necessario istituire nell’ottobre 2012 anche un’apposita Commissione d’inchiesta sul fenomeno settario nell’ambito della sanità;

osservato, infine, che:

nel settembre 2012, relatori della Commissione Affari giuridici e dei diritti dell’uomo dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE), riunitasi a Parigi per discutere in merito alla protezione dei minori dalle “sette”, hanno evidenziato che la difficoltà di raggiungere un consenso europeo sul fenomeno non significa certamente abbandonare l’idea di stabilire delle regole e politiche a livello europeo finalizzate alla protezione dei minori contro il pericolo dei culti abusanti e che occorre difendere l’interesse superiore del bambino da ogni forma di brutalità, maltrattamento e negligenza. Considerata pertanto la vulnerabilità dei minori e degli adolescenti, i rappresentanti degli Stati partecipanti all’Assemblea hanno ribadito la necessità di un’indispensabile vigilanza sul fenomeno, anche attraverso la creazione di strutture simili alla citata Missione francese;

in Italia, la sola Regione Friuli-Venezia Giulia ha approvato in data 31 maggio 2012 la legge regionale n. 11, recante “Norme per il sostegno e la piena libertà intellettuale, morale e psicologica dell’individuo”;

di fatto, a tutt’oggi, solo le associazioni di volontariato e alcuni centri di ricerca svolgono, pur nella limitatezza delle risorse, una preziosa e continuativa opera informativa sul fenomeno in questione e di supporto alle vittime e alle famiglie;

in tal senso esse realizzano un’azione di integrazione nonché, spesso, di vera e propria supplenza dell’azione pubblica, in maniera del tutto gratuita e avvalendosi della consulenza e collaborazione di esperti del settore della salute mentale, delle criminologia e della giurisprudenza;

l’associazione Familiari delle vittime delle sette (FAVIS) ha realizzato, primo progetto in Italia, l’opuscolo informativo “Le mani sulla mente”, distribuito gratuitamente durante gli incontri con gli studenti degli istituti scolastici superiori della provincia di Rimini;

osservato peraltro ch,e a quanto risulta agli interroganti:

proprio l’impegno profuso in questo complesso e delicato settore anche attraverso la collaborazione fattiva con le Forze dell’ordine, e la denuncia alle autorità competenti di tutti quei casi lesivi dei diritti dell’uomo che hanno portato anche a condanne in ambito giudiziario di soggetti a capo di gruppi e movimenti pseudospirituali, così come la recente partecipazione di alcuni esponenti del mondo dell’associazionismo alle diverse audizioni presso la 2a Commissione permanente (Giustizia) del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette sette, in relazione al disegno di legge 569 recante disposizioni concernenti il reato di manipolazione mentale, hanno determinato una pesante campagna accusatoria e diffamatoria sulla rete telematica, finalizzata a discreditare le medesime associazioni anche con infondate ed ingiuriose accuse ad personam, nella fattispecie, nei confronti della dottoressa Lorita Tinelli, psicologa e presidente del Centro studi sugli abusi psicologici, della defunta signora Maria Pia Gardini, del signor Maurizio Alessandrini, presidente della FAVIS, di don Aldo Bonaiuto, animatore dell’associazione Servizio antisette della comunità Giovanni “XXIII”, di alcuni rappresentanti delle associazioni Aris Veneto e Aris Toscana, e peraltro della stessa Squadra antisette (SAS) del Ministero dell’interno, nonché di alcuni componenti della 2ª Commissione, con il rischio di gravissime ripercussioni proprio su quei soggetti in stato di bisogno e necessità a cui tali realtà associative si sforzano di offrire aiuto e sostegno;

costoro sono stati definiti in alcuni contributi pubblicati in rete su diversi blog quali “setta degli antisette, la vera setta”, cioè movimenti antisette estremisti dai quali gli onesti cittadini dovrebbero prendere le distanze, fanatici oltranzisti, soggetti affetti da disturbo narcisistico di personalità, ignoranti e incompetenti in malafede, serpenti a sonagli, privi di cultura, mancanti di obiettività, empatia e capacità di giudizio razionale, promotori di una sorta di lobby finalizzata a manipolare gli organi mediatici, i politici, la magistratura e l’opinione pubblica diffondendo falsa informazione, veri e propri strateghi e terroristi dediti a seminare intolleranza religiosa e procurare allarme, fomentatori di una campagna d’istigazione all’odio per il diverso, a capo di associazioni che, si cita testualmente, “non solo non si trovano isolate ai margini della società e monitorate attentamente come focolai di odio e razzismo, ma sono le associazioni a cui le Forze dell’ordine si rivolgono per acquisire informazioni su gruppi ritenuti criminali, che informano il grande pubblico e collaborano con la squadra antisette”. Nei citati contributi si legge altresì che tali associazioni, che sono state sentite in audizioni tenute nell’ambito della citata indagine conoscitiva sarebbero composte anche da arroganti e presuntuosi con manie di grandezza, ed avrebbero un modus operandi occulto, avvalendosi di agende segrete e canali privilegiati per porre sotto indagine onesti cittadini, inoltrando, a tal fine, documenti supersegretissimi, attentando ai diritti costituzionali, facendo attivismo poliziesco intimidendo e tappando la bocca alle persone, mirando a creare uno stato poliziesco, poiché nostalgici del duce e di leggi liberticide, costituendo dunque una “setta antisetta” molto pericolosa;

per concludere, appare agli interroganti opportuno ricordare le parole del Presidente della Repubblica, in occasione della celebrazione della giornata del volontariato del 2009: “Non si possono solo o principalmente delegare al privato sociale compiti di soddisfacimento dei bisogni o dei diritti che la Repubblica nel suo insieme è chiamata a garantire”,

si chiede di sapere:

se e quali misure di competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare in relazione alle direttive espresse nella raccomandazione del Consiglio d’Europa del 1999 e alla luce delle più recenti valutazioni e considerazioni espresse in ambito europeo;

se siano stati o meno realizzati progetti educativi in ambito scolastico volti all’auspicata educazione in materia, nonché a tutela dei soggetti più vulnerabili come adolescenti e minori;

se siano o meno state realizzate campagne informative preventive nell’ambito della sanità, in particolare a tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili;

se nell’ambito della sanità sia o meno stata realizzata attività di monitoraggio e vigilanza al fine di valutare gli effettivi rischi per la salute e la stessa incolumità dei cittadini che si affidano a persone che, a giudizio degli interroganti, si avvalgono sovente di inesistenti titoli e operano anche all’interno di gruppi pseudoreligiosi e/o pseudo-terapici;

se non si ritenga opportuno, ai fini della concreta ed immediata assunzione delle direttive indicate nella raccomandazione europea del 1999, anche alla luce della profonda crisi che l’Europa sta attraversando e che rappresenta indubitabilmente un’occasione per un’ulteriore espansione delle derive settarie, valutare anche la realizzazione nel nostro Paese di un’apposita struttura similare alla Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie istituita in Francia;

se siano o meno a conoscenza della campagna di discredito nei confronti delle menzionate associazioni di volontariato e dei rispettivi rappresentanti, e come, eventualmente, intendano procedere anche e soprattutto nell’interesse delle stesse ex vittime di culti abusanti e delle loro famiglie, che si rivolgono fiduciose alle associazioni di aiuto.

Fonte: Senato.it

 

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“Io violentata da Arkeon”

Processo alla psico-setta di Carlo Moccia, in aula i primi testimoni. Un “maestro” già condannato a 6 anni di reclusione per violenza carnale

« Fui violentata da un maestro di Arkeon, il pretesto: un rito per riportare alla mente un ricordo d’infanzia; l’attimo in cui, da piccola, sarei stata abusata sessualmente da un pedofilo ». Emergono ormai sconcertanti le testimonianze nelle aule al neon di via Nazariantz; che ieri ha aperto il sipario a quello che prende forma come il processo più importante, di certo il più sconvolgente dell’anno giudiziario barese. Tremano gli imputati: per primo Carlo Moccia, il fondatore della psico-setta (che ha deciso di non comparire in aula), e poi i “maestri” di Arkeon le cui trame si svelano nelle parole tremanti d’emozione e rabbia dei testimoni. « Non c’era nessun pedofilo; erano solo pretesti per estorcermi denaro,  usarmi in tutti i modi… anche come oggetto sessuale!”. La pratica era sempre la stessa, lo dimostrano le testimonianze finora raccolte. Gli adepti di Arkeon venivano, attraverso riti e cerimonie volte a condizionarne la mente, assoggettati alla volontà di individui che si facevano chiamare “mestri”; si parla di cerimonie in cui, tra musica ad altissimo volume, stridenti gong di tamburo ed urla strazianti, i partecipanti venivano portati a credere di essere stati violentati dai genitori o da un non ben precisato pedofilo durante l’infanzia. « Non te lo ricordi perché eri tropo piccola – cantilenavano i “maestri” – ma di certo hai subito una violenza carnale… l’hanno subita tutti da bambini: questa è la causa dei mali che affliggono la tua vita! ».  Il “lavaggio del cervello” condizionava a tal punto gli individui che alcuni hanno persino denunciato alla magistratura, per violenza carnale, ignari genitori, zii e amici. « Durante le cerimonie – racconta una testimone – alcuni vomitavano. Allora il maestro si compiaceva: “Brava! Quello che hai appena rimesso non è vomito, ma lo sperma del pedofilo che ti ha violentato!” ».   Più ci si liberava della “presenza del pedofilo”, più si avanzava nel “lavoro di purificazione”, come veniva definito dai maestri di Arkeon, che consisteva in tre livelli: il primo dal costo di circa 400 mila delle vecchie lire, il secondo di circa 800 mila lire ed il terzo (la testimone racconta il suo percorso nella setta prima e dopo l’utilizzo corrente dell’Euro) di circa 12 mila euro. Una bella cifra, che finiva dritta dritta nelle tasche dei “guru” della setta.   E già, perché il risvolto economico di questa vicenda è un elemento da non sottovalutare. « Mi facevano firmare assegni intestati alla mia persona – racconta una testimone – anche se i maestri preferivano consegnassi denaro contante, è più conveniente per degli scambi a nero. In questo modo ho posto nelle loro mani più di 15 mila euro ». La setta aveva aperto sedi in tutta Italia, anche con l’appoggio di alcuni membri della Chiesa, gli adepti erano migliaia: è facile immaginare, quindi, che gli introiti di Moccia & Co. fossero a parecchi zeri.  I testimoni di questo processo avevano sporto denuncia presso le questure di molte città italiane, ma non erano mai stati creduti; solo l’intervento di alcune associazioni, che si battono per la tutela dei fuoriusciti dalle sette religiose (una fra tutte, il CeSAP: Centro studi per gli Abusi Psicologici), e dopo l’intervento della stampa, le acque intorno al caso hanno incominciato a muoversi.  «  Ne abbiamo passate di tutti i colori – continua – è difficile pensare che le forze dell’ordine, coloro i quali hanno il compito di difendere i cittadini, siano stati i primi a voltarci le spalle ». Ora i ricordi spiacevoli fanno posto alla speranza. «  Abbiamo fiducia nell’operato dei giudici, ed invitiamo tutti coloro che hanno mantenuto il riserbo per tanti di anni di uscire allo scoperto e di unirsi a noi in questa lotta!  Sappiamo che a Bari ci sono molti ex adepti della setta, è ora che escano dall’ombra e facciano sentire la propria voce… ».  Il processo che si tiene in questi giorni a Bari fa parte di un filone che si estende per tutto lo Stivale. Nei giorni scorsi sì è concluso il processo gemello di primo grado a Milano, che riguarda uno degli imputati del processo di Bari, il maestro di Arkeon Francesco Antonio Morello (il “maestro” citato nelle testimonianze). Morello è stato condannato a Milano a 6 anni di reclusione e 5 mila euro di risarcimento, per aver abusato sessualmente di due sue allieve che frequentavano i suoi seminari. Facendo leva sulle loro debolezze e sul ruolo da lui rivestito, le ha indotte a pratiche sessuali che, secondo lui, sarebbero servite a far riemergere il ricordo di un presunto abuso sessuale vissuto nell’infanzia.   A Bari Morello è imputato per i reati di associazione a delinquere finalizzati a truffa, abuso della professione, violenza privata. È inoltre indagato per calunnia, insieme ad altri 46 membri di Arkeon che hanno denunciato due fuorusciti della setta e la presidente del CeSAP, la psicologa Lorita Tinelli.

Mirko Misceo

Da il Quotidiano di Bari del 26 maggio 2011

 

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LA SINDROME DI ALIENAZIONE GENITORIALE COME STRUMENTO PRIVILEGIATO DELLE SETTE

Lo psicologo Richard Gadner (1985; 1987; 1989; 1992) definisce la sindrome di alienazione genitoriale (Parental Alienation Sindrome – PAS) come il comportamento di uno o più figli che nel contesto del conflitto intergenitoriale, diventa ipercritico e denigratore nei confronti di uno dei due genitori, perché l’altro lo ha influenzato in questo senso, indottrinandolo adeguatamente[1].

Alcuni autori (Clawar, Rivlin, 1991) parlano di bambini programmati ai quali è praticato il lavaggio del cervello.

Nell’ambito familiare è normale che si vengano a stabilire alleanze particolari e collusive fra i diversi attori delle relazioni.

E’ altrettanto frequente che in casi di conflitto intra e interfamiliare, legati ad esperienze di separazione, le alleanze collusive siano ancora più evidenti e sono funzionali a sostenere, influenzare, ricattare, ostacolare, riavvicinare i vari membri della famiglia.

La sindrome di alienazione genitoriale si distingue dalle normali dinamiche relazionali per delle caratteristiche peculiari:

  1. il figlio cambia atteggiamento dopo l’affidamento provvisorio e senza una ragione plausibile
  2. le critiche/accuse all’altro genitore appaiono inconsistenti, esagerate, contraddittorie o contraddette dai fatti
  3. le critiche/accuse appaiono stereotipate, prive di dettagli e copia-carbone del pensiero di uno dei genitori
  4. le critiche/accuse sono estranee all’ambito di esperienza di un bambino
  5. la formulazione di critiche/accuse contiene informazioni che solo l’altro genitore può aver fornito
  6. il bambino vive ansia e paura nell’incontrare l’altro genitore in assenza di ragioni concrete
  7. il bambino si preoccupa di tutelare, senza una ragione specifica, un genitore rispetto all’altro
  8. mostrerà inoltre un certo legame a favore dell’eventuale nuovo compagno del genitore rispetto all’altro genitore biologico
  9. si ravvisa la presenza di razzismo familiare (‘noi siamo brava gente, mentre tuo padre …’)
  10. si ritiene che un genitore sia solo vittima, mentre l’altro è colpevole o responsabile con una visiona manichea e senza sfumature[2].

Il genitore può indurre tutto ciò nel figlio secondo un programma più o meno consapevole, che presenta comunque delle strategie di indottrinamento, che possono essere dirette o indirette e che non sempre sono direttamente riconoscibili.

Particolarmente importanti sono le tecniche indirette che solitamente incidono più sottilmente sull’opinione e sul comportamento del bambino. Esse fanno leva sulle emozioni e sul suo senso di lealtà.

Esempi di stratagemmi sono:

  1. raccontare aneddoti in cui l’altro genitore risulta in una veste compromessa
  2. esagerare il proprio ruolo di educatore e sminuendo quello dell’altro
  3. soddisfare i desideri del figlio che l’altro limita o disapprova
  4. mostrare gusti e opinioni diametralmente opposti a quelli dell’altro genitore
  5. ‘sgenitorializzare’ l’altro genitore per esempio chiamandolo col proprio nome e non con l’appellativo ‘papà’ o ‘mamma’
  6. metacomunicare in modo paradossale sull’altro genitore (‘ci sarebbero molte cose da dire su tuo padre … ma io sono buona e non dico nulla’)
  7. creare doppi legami che confondono il bambino e lo rendono facilmente suggestionabile
  8. mistificare le impressioni e i sentimenti del figlio
  9. chiedere continuamente al figlio cosa ne pensa dell’altro genitore, costringendolo a prendere posizioni, e premiarlo o punirlo a seconda delle sue risposte.

L’utilizzo di tali tecniche porta il bambino a schierarsi con un genitore o con l’altro e a reinterpretare la realtà secondo le caratteristiche del genitore che agisce su di lui.

Il bambino non sempre è cosciente del ruolo ascrittogli.

La letteratura sul tema riporta le caratteristiche psicologiche e comportamentali del genitore bersaglio che faciliterebbe l’instaurarsi della PAS (Wakefield, Underwager, 1990; Rand, 1997b):

  1. sesso: in due terzi dei casi il genitore bersaglio è il padre, che ha maggiori probabilità di essere vittima della PAS, specie quando viene accusato falsamente di abuso sessuale
  2. responsabilità del fallimento del matrimonio: viene spesso preso di mira il genitore responsabile della separazione
  3. distanza emotiva dai figli: diviene bersaglio il genitore che ha un atteggiamento distaccato nei confronti dei figli o che è spesso fuori casa, tanto che ha meno probabilità di recepire immediatamente la situazione, e quando reagisce viene percepito negativamente dai figli che si schierano col genitore più presente
  4. atteggiamento verso la situazione: il genitore che reagisce con minor risolutezza nei confronti della separazione e dell’affidamento, è più probabile che diventi bersaglio. In questo caso mostrerà anche atteggiamenti di aggressività e sarà più semplice attribuirgli la responsabilità della causa del conflitto.

 

Particolari situazioni inducenti la PAS

Un ruolo altrettanto importante nell’instaurarsi della PAS è rivestito dalle terze persone, che entrano a far parte della disputa per l’affidamento dei figli (altri membri della famiglia, amici, vicini, nuovi partners, …).

 

In particolare la letteratura ha evidenziato casi di PAS indotta attraverso l’appartenenza del genitore alienante e/o del suo nuovo partner a svariati tipi di culto, che possono ruotare intorno ad un tema religioso o ideologico qualsiasi.

 

Per esempio la presenza di un leader carismatico o di un comitato direttivo di un culto, che controllano i membri del proprio gruppo in maniera precisa e utilizzano tecniche di indottrinamento sistematiche e di allontanamento dei propri adepti dal resto del mondo, possono agire per l’instaurarsi della PAS.

 

La gente che si separa è molto vulnerabile, pertanto risente maggiormente dell’atteggiamento del gruppo di appartenenza, specie se questo induce una visione manichea della vita e riconosce e rinforza la ‘rettitudine’ dell’individuo coinvolto nell’esperienza.

Allo stesso modo il gruppo, specie se agisce come sistema totalitario e totalizzante ha un’influenza notevole anche sui figli dei propri adepti che si stanno separando agendo su di loro, specie se sono più piccoli e non possiedono ancora una sufficiente autonomia di pensiero (Greene, 1989; Singer, Lalich, 1995).

 

In un brano tratto dal libro Cult in Our Mids, di Margaret Thaler Singer, con la collaborazione di Janja Lalich, pubblicato nel 1995 da Jossey-Bass Publisher, ISBN 0-7879-0266-7, l’autrice evidenzia come certi gruppi agiscono sui giovani anche con metodologie dirette:

 

 

Le sette mettono poi i membri contro la famiglia di origine usando una pletora di ragioni logiche studiate per adattarsi all’ideologia del gruppo. Una setta politica, ad esempio, ‘testa’ i giovani neofiti spingendoli a mentire deliberatamente ai genitori, e nel momento della telefonata un dirigente sta vicino per controllare. Si tratta del primo gradino per separare i neofiti dalla famiglia, e per addestrarli a seguire ordini irrazionali. Le sette di psicoterapia e auto-miglioramento sono note in modo particolare per portare i membri a rivisitare le loro storie personali e, soprattutto, a considerare i genitori come malvagi e non più degni di fiducia. Similmente, come ho già detto, le sette religiose addestrano i membri a considerare gli esterni, anche parenti stretti, come satanici e ad evitarli ad ogni costo. (Capitolo 4, traduzione Martini)

 

Un esempio particolare di induzione della PAS tra i Testimoni di Geova

Molto spesso mi è capitato di intervenire come Consulente Tecnico, in casi di separazione tra un coniuge Testimone di Geova e l’altro no, che vedevano come oggetto di contesa qualche minore.

In tutti i casi era evidente l’attuarsi di una PAS da parte del genitore geovista, sostenuta e in qualche modo iniziata dallo stesso gruppo di appartenenza.

Un esempio abbastanza eloquente di quanto è stato sopra affermato, ci vien dato da un brano tratto dalla Torre di Guardia del 1/11/1998, p. 28, in cui il Corpo Direttivo offre disposizioni sulle strategie da adottare, dopo una separazione da un coniuge incredulo (il significato gergale di questo termine è un coniuge che non aderisce alla ideologia di gruppo), per evitare che il figlio venga influenzato da quest’ultimo:

 

 

Spesso il Magistrato concede al genitore che non ha ottenuto l’affidamento del figlio la facoltà di andargli a far visita. (…) E se il genitore non credente cerca di annullare gli effetti dell’educazione impartita nel timore di Dio?

Il segreto sta nel prepararsi prima delle visite! Una madre cristiana, il cui ex marito era diventato apostata, riferisce: “Prima della visita, consideravo con i bambini cosa ne avrebbe pensato Geova del loro comportamento. Li ponevo di fronte alle situazioni che avrebbero incontrato. Dicevo loro: ‘Se vostro padre dirà così e così, come risponderete?’.

Un’altra cristiana da cui il marito divorziò perché era diventata Testimone aggiunge: “Prima che [i miei due figli adolescenti] si rechino dal padre durante il fine settimana, preghiamo Geova chiedendogli di star loro vicino e di aiutarli a dare testimonianza al padre, soprattutto mediante una condotta eccellente”.

Un genitore non credente a cui è stata concessa la facoltà di visitare il figlio potrebbe cercare di lusingarlo con ricchi doni, svaghi costosi e altre cose belle. Iochebed, madre di Mosè (e Aram se era ancora in vita) sapeva a cosa sarebbe andato incontro il figlio quando sarebbe stato riconsegnato alla figlia di Faraone. Perciò si darà da fare per formare il suo senso dei valori finchè era con lei. (Esodo 2:1 – 10) Pur di fronte agli allettanti ‘tesori d’Egitto’, Mosè preferì seguire i principi santi. “Stimò” i suoi privilegi spirituali come vere e proprie ricchezze! (Ebrei 11:23- 26) Similmente, i genitori cristiani dovrebbero preparare i propri figli ad opporsi a simili allettamenti esaminando con loro informazioni scritturali che pongano l’accento sui tesori spirituali. Spesso i figli capiscono le basse motivazioni che inducono un genitore a cercare di comprare il loro affetto. – Proverbi 15:16, 17.

In qualche caso estremo la visita potrebbe costituire un grave pericolo per il figlio. In tali circostanze il genitore dovrà decidere il da farsì, esaminando in preghiera fino a che punto è grave il pericolo, quali strumenti legali ha a disposizione e le possibili conseguenze derivanti dal rifiutarsi di rispettare la facoltà di visita. Evitate di agire con precipitazione, perché potreste gettare dubbi sulle vostre capacità di assolvere il ruolo di genitore. – Galati 6:5; Romani 13:1; Atti 5:29; I Pietro 2:19,20.

 

 

 

Insomma è possibile rilevare in questo brano tutti gli elementi dell’instaurarsi di una PAS:

 

1)      la presunzione di essere migliori dell’altro genitore, con la visione di quest’ultimo come di un essere pericoloso per il proprio figlio

2)      un gruppo con appositi consigli supportati ad hoc dalle Scritture

3)      alcune storie di vite che vanno a rafforzare la presa di posizione del genitore manipolante

4)      precise istruzioni su come agire anche avvalendosi della legge per allontanare il figlio dall’altro genitore

 

 


[1] Guglielmo Gulotta, Quaderno Quattro, Istituto degli Innocenti, Firenze, p. 27

[2] Guglielmo Gulotta, Quaderno Quattro, p. 30

 
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Pubblicato da su 26 gennaio 2011 in Articoli sulle sette e nuovi culti

 

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A cura di Lorita Tinelli