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Scientology entra in classe con i corsi anti droga. Ma per i fuoriusciti è l’ennesimo tentativo di infiltrarsi

29 Mar

di Carmine Gazzanni

Più che Scientology che scienza sui banchi di scuola. Pochi giorni fa, al Liceo Virgilio di Roma, è scoppiato il caos: dopo un blitz della Guardia di Finanza un ragazzo è stato arrestato mentre spacciava hashish. Un fatto tanto inaspettato quanto clamoroso. Non fosse altro che parliamo di una delle scuole più rinomate della capitale. E allora subito si è pensato di correre ai ripari con un bel corso ad hoc: un seminario antidroga per allontanare i giovani studenti dal tunnel della perdizione. Fin qui tutto bene, dunque. Peccato, però, che a organizzare il tutto, come si poteva leggere nei volantini e nell’altro materiale informativo distribuito, era la “Fondazione per un mondo libero dalle droghe”. Bel nome, non c’è che dire. Se non fosse che parliamo di una costola di Scientology, l’organizzazione americana fondata da Ron Hubbard, autore del libro “Dianetics”, la Bibbia degli scientologi.

MANIPOLAZIONE MENTALE? – Come raccontato nei giorni scorsi dalla stampa, il ciclo di incontri ha avuto inizio, per le prime classi, sui rischi legati alla tossicodipendenza, organizzato da due docenti di scienze dell’istituto classico della Capitale. Erano previsti altri incontri, ma la “scoperta” che dietro c’era Scientology, con un indirizzo di Los Angeles (California), ha fatto scattare la protesta dei genitori, fino a un’interrogazione parlamentare, presentata da Sel al ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. Tutto, dunque, è stato ora bloccato. Ma il fatto resta. “È grave – dice a La Notizia la psicologa Lorita Tinelli, fondatrice del Cesap (Centro Studi Abusi Psicologici) e che da anni si occupa dei fenomeni legati al mondo settario – che si sia affidato un progetto così delicato ad un gruppo controverso e malgrado in diversi centri Narconon (i centri antidroga di Scientology, ndr) si siano verificati fatti raccapriccianti”. Già, Narconon. Tra le tante società parallele di Scientology troviamo le comunità terapeutiche “Narconon” (Non narcolessia), che attraverso un percorso a base di saune, integratori, vitamine promettono di aiutare i tossicodipendenti a uscirne. Si basi bene: secondo gli scientologi è pura attività umanitaria. Ma per i fuoriusciti, invece, dietro c’è l’intento di inculcare la “fede” in persone deboli. Un esempio? Maria Pia Gardini (una delle più note fuoriuscite da Scientology che, come denunciato nel 2012 in commissione al Senato, ha versato, dopo essere stata a suo dire plagiata, qualcosa come 1.840.000 dollari alla Chiesa) si avvicina a Scientology dopo che la figlia, per uscire dal tunnel della droga, era entrata in Narconon. E da lì Hubbard era diventato per lei un vero e proprio Dio. “C’è anche da aggiungere – continua la Tinelli – che è risaputo che in questi centri non si esegue un trattamento medico o psicologico di riabilitazione con strumenti collaudati,  ma si seguono dei percorsi mutuati dalla filosofia hubbardiana”. Senza dimenticare che “i percorsi sono pagati profumatamente e in anticipo”. Una cifra ce la fornisce proprio la dottoressa Tinelli: “si stima una cifra media di 20 mila euro circa per un percorso di 6 mesi”.

LA VOCE DEI FUORIUSCITI – Insomma, il dubbio – e il motivo per cui i corsi sono stati bloccati – è che il fine fosse quello di fare proselitismo. Per carità: anche qui, Scientology rigetta le accuse al mandante. “Ci siamo accertati con chi di dovere – ha spiegato a RepubblicaFabrizio D’Agostino, eminente scientologo di Roma – che nel corso dell’intervento non c’è stato, in modo assoluto, alcun riferimento alla religione di Scientology e che i ragazzi e gli insegnanti sono stati soddisfatti dell’intervento di prevenzione che era il vero e dichiarato obiettivo dello stesso”. Il dubbio, però resta. Secondo Pier Paolo Casellifuoriuscito dal mondo di Scientology, “sono i loro soliti modi per intrufolarsi”. Anche ai suoi tempi, racconta a La Notizia, i meccanismi erano simili: “con altri miei due miei amici avevano costituito una società che si chiamava Management Time Vicenza s.n.c.. Avevamo, attraverso uno scientologo che lavorava all’Api (Associazione Piccole Imprese) di Treviso, cercato di inserirci in quel contesto. Avevamo tenuto un corso sulla gestione aziendale grazie alle tecniche di Hubbard presso quella struttura, a cui avevano partecipato una decina di imprenditori trevigiani. L’oratore era stato Gabriele Segalla, uno scientologo molto conosciuto che teneva molte conferenze in giro per l’Italia su Scientology”.

LA GALASSIA – L’obiettivo, dunque, pare proprio quello di fare proselitismo. Fandonie? Forse. Certo è che sono tante le associazioni parallele alla Chiesa. Come la “Applied Scholastics”, il metodo educativo che si basa sui dettami del guru Hubbard e che, nel 2005, riuscì anche a farsi accreditare fra gli enti che formano gli insegnanti al ministero dell’Istruzione dall’allora titolare Letizia Moratti (prima di essere cacciati dal successore, Guseppe Fioroni). E Applied la ritroviamo anche nelle tende del terremoto tragico che colpì nel 2009 L’Aquila. Insieme a chi? Alla Pro.Civi.Co.S. Ovvero, la protezione civile costola di Scientology. Ebbene sì: la “religione” ha anche una propria protezione civile che non manca di essere presente nei casi di calamità naturali e di offrire soccorso a persone bisognose, che casomai hanno perso tutto dopo un evento drammatico come un terremoto. Basta così? Certo che no. Un altro gruppo molto attivo è il Ccdu, il Comitato dei Cittadini per i Diritti dell’Uomo, un ente, si legge sul sito ufficiale, “che indaga ed espone le violazioni psichiatriche dei diritti umani”. Stessa ragione per cui Scientology è messa sotto accusa da fuoriusciti e associazioni e centri studi anti-settari.

Tw: @CarmineGazzanni

Riceviamo e pubblichiamo:

In merito alle notizie sui recenti fatti successi al liceo  “Virgilio” di Roma, la Chiesa di Scientology rileva che la polemica montata da alcuni giornalisti sul seminario di prevenzione che pochi giorni prima era stato tenuto da un volontario della campagna “La verità sulla droga” è soltanto strumentale.

Discriminare il credo religioso di chi ha tenuto quella conferenza è servito ad attaccare i responsabili dell’istituto, mettendoli alla berlina per non essere abbastanza “liberali” nei confronti dell’uso di droga. Sono stati messi in relazione due fatti, la conferenza di prevenzione e l’arresto dello spacciatore, per gettare fumo sul vero problema: il consumo di stupefacenti tra i giovani, dentro e fuori le mura scolastiche.

E’ stata fatta diventare notizia una non-notizia per costringere i responsabili del liceo a  giustificare una scelta che non ha bisogno di nessuna giustificazione: quella di aver deciso di far parlare una persona  che ha vissuto sulla propria pelle il dramma della droga, cioè una persona capace di parlare la stessa lingua degli ascoltatori, capace di dare una testimonianza di vita vissuta  che va oltre le lauree di specializzazione, le appartenenze sociali, il colore politico e il credo religioso. Per la cronaca, il  risultato di quella scelta è che sia gli studenti che gli insegnanti hanno ricevuto le informazioni corrette e si sono dichiarati soddisfatti di quell’intervento, a differenza di altri fatti precedentemente.

Il credo religioso di colui che ha parlato non dovrebbe nemmeno essere menzionato, ma qualcuno, in violazione dei principi costituzionali,  ha voluto discriminarlo. Ne prendiamo atto. La campagna educativa “La Verità sulla Droga”, patrocinata dalla Chiesa di Scientology, si propone esclusivamente di dare le corrette informazioni e fornire i fatti sugli effetti a lungo e breve termine delle droghe e sulle menzogne che vengono raccontate ai giovani per indurli a provare, con testimonianze dirette di persone che si sono liberate dalla dipendenza e che parlano quindi con cognizione di causa.

E’ una campagna che sta al di sopra delle logiche politiche legate alla contrapposizioni tra le teorie proibizioniste e anti-proibizioniste. L’obiettivo è informare al fine di mettere una persona, giovane o adulta che sia, nelle condizione di poter fare una scelta informata in merito all’usare o non usare stupefacenti. La campagna “La Verità sulla Droga” è apprezzata e utilizzata in tutto il mondo da oltre 400 enti di pubblica sicurezza e oltre 800 tra istituzioni, associazioni e individui che condividono l’obiettivo di creare un mondo libero dalla droga. La attività della campagna continueranno per aiutare a liberare questa società dalla piaga della droga. Per maggiori informazioni consultare il sito: it.drugfreeworld.org

Fabrizio D’Agostino
Chiesa di Scientology di Roma

La replica della Chiesa di Scientology non contraddice di una virgola quanto scritto nel pezzo, anzi lo conferma. Prendiamo atto del nobile impegno nella lotta anti droga, mai peraltro messo in discussione nell’articolo. Resta il fatto che, secondo chi ha vissuto all’interno della Chiesa, sia un modo per fare proselitismo. Tutto legittimo, ma rientra nei compiti del giornalismo segnalare la cosa, perché certamente questa non è una “non-notizia”.

Carmine Gazzanni

 

Fonte: http://www.lanotiziagiornale.it/scientology-entra-in-classe-corsi-anti-droga-al-liceo-virgilio-di-roma-ma-per-i-fuoriusciti-e-lennesimo-tentativo-di-infiltrarsi-ecco-la-galassia-della-chiesa-tra-associazionismo-e-volontari/

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Pubblicato da su 29 marzo 2016 in Interviste, Uncategorized

 

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A cura di Lorita Tinelli

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