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Circa 500 le sette religiose, in maggioranza al nord.

27 Gen

Un milione e mezzo di vittime in Italia. Le tecniche per far cadere l’adepto nelle rete

di M. Antonietta Calabrò, Corriere della Sera, 17.3.10

Dieci milioni di italiani che si affidano ogni anno – chi saltuariamente chi stabilmente – a maghi, ciarlatani, cartomanti, guru, maestri delle più svariate discipline parapsicologiche, mentali, pseudoterapeutiche. Cinquantamila cartomanti o affini. Un milione e mezzo in tutto (circa il 3% della popolazione), più donne (64%) che uomini, più adulti (64%) che adolescenti ma senza distinzione di reddito, livello d’istruzione e classe sociale, gli italiani a più stretto rischio setta. Cinquecento le sette definibili «religiose» che coinvolgono l’1 per cento della popolazione. Sono questi i dati forniti da Maurizio Alessandrini, presidente dell’Associazione nazionale familiari delle vittime delle sette (Favis), e dal Cesnur (Centro studi sulle nuove religioni). E poi un fenomeno inquietante: decine di persone scomparse ogni anno.

«Io sono a conoscenza personalmente di almeno cinque casi l’anno scorso», afferma Alessandrini la cui organizzazione fa parte della Federazione europea dei centri di ricerca ed informazione sul settarismo, rappresentata al Consiglio d’Europa (dal 2005) e consulente del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite dal 2009. Decine sono inoltre i bambini maltrattati e/o abusati, con la scusa di onnipresenti «riti di purificazione», come nel caso che ha portato all’arresto del guru di Re Maya a Roma. «In Italia succede sempre più spesso», è la drammatica denuncia di Telefono Azzurro. E anche se non esistono cifre ufficiali, è ragionevole ipotizzare una stima di diverse centinaia. Una sola setta, la «Arkeon», i cui promotori andranno a processo domani a Bari, controllava diecimila persone: contro i suoi undici leader per la prima volta è stata riconosciuta l’accusa di «associazione a delinquere». Tra i numerosi capi di imputazione compare anche il «maltrattamento di minori» e sarebbero emersi molteplici abusi sessuali. Secondo l’accusa, Arkeon ha operato per quasi dieci anni in tutt’Italia. Sulla vicenda, Lorita Tinelli, psicologa, consulente criminologa e presidente del Cesap (Centro studi abusi psicologici) sostiene: «Al momento ci sono due suicidi accertati, attribuibili alla setta, e un caso di istigazione commesso ai danni di un ragazzo che ha raccontato la sua storia agli investigatori». Le sette muovono un giro di tanti, tanti soldi. Milioni e milioni di euro sottratti agli adepti. «L’operato di questi gruppi si può riassumere tutto in una parola», spiega Alessandrini. Quale? «Stupro. Le persone vengono stuprate mentalmente, condizionate psicologicamente secondo tecniche ben precise. Una volta che siano state violentate mentalmente, è facile passare all’abuso sessuale e naturalmente all’estorsione del denaro. Abbiamo preparato un piccolo manuale distribuito nelle scuole secondarie a Rimini, Le mani sulla mente, per evitare che i ragazzi ci caschino». Il fenomeno ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi vent’anni. Le prime segnalazioni risalgono alla fine del ’98 quando «sette e centri occulti di potere» finiscono nella relazione semestrale dei servizi di sicurezza. La proliferazione dei culti alternativi viene seguita «per i profili di minaccia connessi agli illeciti arricchimenti e all’eventualità di condizionamento, a fini controindicati, degli affiliati». Già allora un «ulteriore ambito di attenzione» riguardava «la diffusione di sette di importazione tra gli immigrati, le contiguità tra gruppi satanisti ed il circuito della pedofilia». Tutte caratteristiche che ritroviamo ancora oggi. Don Fortunato Di Noto, fondatore del telefono Arcobaleno contro la pedofilia, guarda al fenomeno dell’occultismo con estrema attenzione visto che «ci dà dati in continuo aumento. La percentuale di bimbi attratti dall’occultismo o vittime di abusi si attesta sul 5% di tutte le segnalazioni». «Le cinquecento sette religiose presenti in Italia si possono distinguere in gruppi di prima e seconda generazione. Sono soprattutto questi ultimi, i piccoli gruppi, quelli in cui i casi di pedofilia sono da due a dieci volte maggiori di quanto si registri nella Chiesa cattolica o in altre confessioni religiose maggiori», dice Massimo Introvigne presidente del Cesnur. I numeri del fenomeno delle sette sono andati crescendo, tanto da portare alla creazione, già nel dicembre 2006, della Squadra antisette della Polizia di stato (Sas). Alla fine dell’anno scorso (2009) la Regione Lazio (che con la provincia di Roma detiene un triste record di proliferazione delle sette, insieme alla Lombardia) ha approvato un «osservatorio regionale antiplagio sulla dipendenza psicofisiologica degli adolescenti e dei giovani dalle pratiche magico-sataniche». E adesso European Consumers e Osservatorio Antiplagio hanno pensato di fare qualcosa di più, con la riapertura del «Telefono Antiplagio» fondato nel 1994 e chiuso nel 2008 per le molteplici denunce ricevute da parte di operatori dell’occulto. La strategia comunemente usata per far cadere l’adepto nella rete parte con il cosiddetto love bombing (bombardamento d’amore) in quanto la vittima da catturare viene circondata di attenzioni, cure, affetto e da una straordinaria vicinanza emotiva. In una seconda fase, una o più persone, si dedicano esclusivamente al soggetto e cercano di eliminare ogni suo dubbio, rafforzando il suo desiderio di appartenenza al gruppo. Seguono l’isolamento dalla sua famiglia, l’incapacità a verificare le informazioni che vengono fornite (compresi i falsi ricordi di abusi sessuali che sarebbero stati subiti in famiglia). Si passa poi al vero e proprio indottrinamento, e al mantenimento (attraverso l’attività fisica intensa, l’alterazione del ritmo sonno-veglia o la privazione di sonno). A volte le sette ricorrono anche all’uso dell’induzione ipnotica, alla somministrazione di farmaci psicotropi e droghe allucinogene. «Reso totalmente vulnerabile l’individuo può essere manipolato, destrutturato e ristrutturato a completo piacimento del capo-setta», conclude Alessandrini.

«C’è bisogno di una nuova legge, il Parlamento, lo Stato, deve provvedere: bisogna fare presto».

Per Francesco Bruno, contitolare della cattedra di Psicopatologia Forense e Criminologia alla Sapienza di Roma, bisogna intervenire subito contro le sette, visto che distruggono la vita delle vittime per lucrare milioni di euro di proventi illeciti.

Perché è tanto difficile varare una legge?

«C’è un vuoto normativo dopo che la Corte Costituzionale nel 1981 ha cancellato il reato di plagio. E l’attività lobbistica delle sette è molto forte. Ma non è impossibile scrivere una legge che aiuti a contrastare il fenomeno. È forse un po’ complicato perché all’inizio il nuovo adepto viene circondato da grande affetto, la cosiddetta “love bomb”. Come si fa a impedire che una persona venga amata?».

Qual è il meccanismo della «bomba d’amore»?

«Vengono offerte tutte le attenzioni di questo mondo. Che possono spingere una persona a fare di tutto, ma proprio di tutto: fino a farsi saltare in aria imbottita di esplosivo».

Sta dicendo che il meccanismo è lo stesso di quello che induce al martirio i kamikaze?

«Esattamente, ho testimoniato su questo meccanismo al processo di Milano sulla moschea di viale Jenner. C’era uno di questi imputati che sosteneva a spada tratta che si trattava non di terroristi, ma di fedeli, di fedeli religiosi».

Che fare contro la «love bomb»?

«Siamo riusciti a varare una legge contro lo stalking: se tutti i giorni qualcuno le manda dieci rose e a lei non fa piacere, adesso lo può denunciare, c’è una legge che lo permette. Lo stesso dovrebbe essere fatto, ad esempio, nei casi dei promotori delle sette. E per l’ipnosi: una cosa è se l’ipnosi viene praticata da un medico per contrastare il dolore, una cosa è se l’ipnosi viene usata per farsi consegnare i soldi dal cassiere di una banca, o per fare il lavaggio del cervello ad un adepto».

Come dovrebbe essere questa legge?

«Si potrebbe scrivere quella che si chiama in gergo una legge in bianco, come quella antidroga. La legge stabilisce il divieto di usare quelle sostanze il cui elenco viene aggiornato periodicamente dal Ministero della Salute. Le tecniche di condizionamento del comportamento sono numerose e sempre più raffinate».

Parliamo dell’attività lobbistica delle sette…

«Il giro d’affari delle sette si può quantificare in decine di milioni di euro di arricchimenti illeciti».

Che fine fanno questi soldi?

«È come per la mafia o per le associazioni criminali, sono soldi pronti ad essere reinvestiti: possono finire anche nel traffico d’armi e nella droga».

Qual è la nuova frontiera delle sette per attrarre gli adepti?

«I siti internet. Ce ne sono alcuni di design industriale, quanto di più razionale si possa pensare, che nascondono delle sette, e così siti di palestre, di scuole di ballo, di associazioni new age e scuole di yoga».

I nuovi schiavi delle sette di Michele Smargiassi La Repubblica 19.3.10

Un milione di persone obbediscono a santoni e guide spirituali: ecco come molti diventano succubi e rischiano di perdere tutto

Un odore pungente nell´aria, incenso, forse qualcos´altro, «di certo mi stordiva». Buio, due candeline sull´altare davanti alla foto del guru e a un santino di Cristo. Colpo di gong: il segnale. «Ero in mezzo alla stanza, davanti l´ombra di una persona. Mani che mi frugavano, mi palpavano dappertutto. Urlai, scalciai. Anche il guru urlò: “sei inadatta! Non ti libererai mai dal tuo trauma!”, anche gli altri urlavano, mi schernivano. Per la prima volta capii che non potevo più, che non avrei mai trovato così la felicità». Alessandra si salvò aggrappandosi a quell´ultimo barlume di autocoscienza che la psico-setta non era ancora riuscito a bruciarle via. «Ora mi chiedo come ho potuto cascarci. Per sei anni! Sono una persona colta, ho un bel lavoro. Come ho potuto…». La risposta è semplice: potremmo tutti. Ciascuno di noi, nessuno escluso. «Togliamoci dalla testa che ci caschino solo gli sprovveduti», scandisce Giuseppe Ferrari del Gris di Bologna, l´osservatorio anti-sette della Chiesa cattolica. Sfoglia l´archivio delle segnalazioni: avvocati, dirigenti, impiegati, professori, persino magistrati. Non sono solo gli anelli deboli della società, come molte delle vittime dello squallido guru del “Maya Re” arrestato martedì a Roma, a finire negli ingranaggi della finta spiritualità. Non sarebbero, altrimenti, oltre un milione le persone che in Italia nutrono una galassia di oltre seicento sette religiose, molte innocue, molte no; non sarebbero più numerose le psico-sette dalla facciata appena un po´ eccentrica (49%) di quelle sataniste (18%) o stregonesche (18%). Sono italiani medi gli “irretiti”, i “plagiati”, i “succubi” di oggi. Dal Cesap di Bari, tra i più attivi centri d´assistenza psicologica e legale per vittime di plagio, Lorita Tinelli conferma sconsolata: «Perfino un collega psicologo…». E ancora, don Aldo Buonaiuto della Comunità Papa Giovanni XXIII, l´unica associazione a offrire un numero verde anti-sette sempre disponibile: «Il 70 per cento dei nostri casi riguarda persone istruite, perfino laureati, spesso facoltosi». Vanno sul sicuro i santoni d´accatto, i ciarlatani dell´anima. Le vittime, preferiscono pescarle fra i clienti dei fitness club, dei corsi di shiatsu e di qi-gong, nella classe media consumatrice di salutismo psicofisico. Elena di Milano, ad esempio, è una libera professionista, «mia sorella mi iscrisse a un ciclo di pranoterapia, sembrava tutto normale, poi spuntò la santona, affabile, ci parlava del “terzo occhio”, della “luce sopra di noi”, era piacevole ascoltarla, ci annunciò che poteva “canalizzare Gesù” dentro di noi, ammetterci a un circolo esclusivo di prescelti pieno di persone importanti, attori, soubrette, nomi famosi… Perché no? Chissà, magari funziona, sembrava un regalo. Cinquanta euro a incontro, non poi tanto, ed era così bello sentirsi circondati di apprezzamento, avvolti d´amore. Solo che, via via, la gentilezza spariva e subentravano prima le prove di perfezionamento, gli esercizi spossanti, poi le sgridate, l´autorità, le imposizioni: ci mettevano contro i nostri cari, ci impedivano di coltivare altre amicizie, io uscivo dalle sedute terrorizzata, piangente, ma non riuscivo a staccarmi, quella minacciava: “se te ne vai Cristo ti abbandona, perderai la vita”, ero la reietta, l´apostata. Ci ho messo tre anni a uscirne. E altri tre a liberarmi dal senso di fallimento». In vetrina il discount della felicità, nel retro l´abisso della spersonalizzazione, l´annichilimento della volontà. La parola “setta” è obsoleta, ricorda massonerie e riti fumosi, niente di tutto questo oggi, spiega Massimo Introvigne che da anni studia il fenomeno col suo Cesnur: «Ora vanno fortissimo le religioni neobuddiste giapponesi, il cui motto è genze rijaku, “beneficio immediato”. Ecco la lusinga: un benessere spirituale pronta cassa, da bere d´un fiato come una bevanda dietetica». Chi ha detto che siamo una società secolarizzata? Siamo invece una società di “credenti senza appartenenza”, di fedeli a caccia di parrocchie easy-fit, assetati di esperienze più che di credenze, più clienti che adepti. È un bisogno crescente di spiritualità, ma semplice, aerobica ed efficiente, non rimandata all´aldilà ma già disponibile nell´aldiqua, di un wellness interiore che le chiese ufficiali non riescono a intercettare, che ti fa finire dritto in braccio a quelli che la criminologia non definisce più sette religiose ma “gruppi distruttivi”. L´offerta è smisurata, ossessiva, arriva in tutte le case. Le difese, bassissime. Il fax del Gris sputa la lettera di una rara sospettosa: «Potete dirmi cos´è il “lavaggio energetico emozionale”? Sono una buona cattolica e non vorrei cacciarmi in un pasticcio». Ma chi va a sospettare del crocefisso? Giacomo voleva solo celebrare il suo ritorno alla fede, a ventisei anni voleva cresimarsi, e quel gruppo era un po´ strano ma aveva sede in una parrocchia, «però dopo la bella accoglienza iniziarono certi discorsi sui “nemici della fede”, sulle tentazioni carnali, me ne andai, cominciarono le persecuzioni: irrompevano in negozio, mi telefonavano a casa di notte, “sei un prescelto, sei un eletto, se abiuri farai una brutta fine”. No, non era un corso per cresimandi… «. L´inferno comincia di solito con un gesto consumista, leggero leggero: si sceglie un percorso spirituale come un paio di scarpe sportive, carine, le compro. Il tuffo nel tunnel di Alessandra ad esempio iniziò con un volantino sul bancone di una libreria, un innocente corso di Reiki, “prima lezione gratuita”, che male c´è? Accoglienza allegra, luminosa, «ci dipinsero l´esperienza come un paradiso». E via, aprire i cuori e i portafogli, una serata 260 euro, un corso “residenziale intensivo” 1200, e le attività che diventavano sempre più strane, più scabrose, «si parlava quasi solo di sesso», i “lavori” sfiancanti, le notti quasi insonni, così quando arriva il momento dell´esperienza “no-limits”, quella del gong, «sei in una condizione di offuscamento mentale». Anna, di Bari, finì nel tunnel per seguire il fidanzato, «se non andavo mi avrebbe lasciato, il guru voleva così, e io per amore avrei fatto ogni cosa, a ventidue anni». In quel gruppo era il guru a fare e disfare la vita di ciascuno. Ubbidire o essere puniti, e la punizione era la “trasgressione creativa”. «Cioè: il guru stabiliva con chi il tuo ragazzo doveva tradirti. Un giorno mi disse che dovevo prestarmi per una “trasgressione creativa”. Gli dissi: siete matti, e trovai la forza per mollare tutto». Per un atto di coraggio, quanti abbassano la testa ormai incapaci di reagire? All´email di don Buonaiuto arrivano storie come quella di una signora, madre di tre figli, marito medico che sparisce dopo un misterioso seminario a Milano lasciando solo un talismano con un serpente, «la polizia ci ha detto che non si può fare nulla perché è diritto di un maggiorenne… «. Simil-cristiani o para-buddisti, pseudo-scientifici o misteriosofici, il meccanismo è lo stesso, una letale miscela tra tecniche di marketing e arsenale da torturatori di Abu Ghraib. Franca, madre con due figlie, raccontò a Famiglia Cristiana della dieta rivoltante imposta da un sedicente “angelo reincarnato”: «Pasta, solo pasta, aggiungendone se non finivo il piatto, mi faceva mangiare anche quella che vomitavo». L´incapacità di ribellarsi sembra inverosimile solo a chi non ha toccato con mano l´infernale inesorabile meccanismo della sudditanza psicologica, come Franco a cui hanno rubato un fratello: «Incontrò questo santone, all´inizio me ne parlava entusiasta, tutto bello, puro, etereo… Avevamo appena avuto un lutto in famiglia, può capitare a tutti, ma se qualcuno si infila nella tua crepa, l´abisso è lì, caderci è un attimo, e non risali più. Quello diceva di essere Dio, niente di meno, e come si fa a tradire Dio? “Se te ne vai il tuo karma soffrirà, evolverai per saturazione!”, cosa volesse dire non so, ma mio fratello ne era paralizzato. Non c´è più il reato di plagio in Italia, è vero, ma questa è riduzione in schiavitù, si potrà fare qualcosa». Cosa? Attilio di Verona ha mobilitato anche l´Interpol, ma di suo figlio ventiseienne non sa più nulla. «Due anni fa perse il lavoro. Si mise a cercare su Internet. Trovò questa comunità, sorrisi, crocefissi al collo, cieli azzurri. Non ebbi il cuore di trattenerlo. Mesi di silenzio. Mesi fa, una telefonata: lui, piangente, “papà, dimmi le cose più brutte, ma vienimi a prendere, salvami”. Mille chilometri di distanza, li avrei fatti anche di corsa, gli dissi di prendere i documenti e scappare, lo fece: lo ripresero, mi richiamò con una voce falsa: “papà mi ero sbagliato, sto bene”, ma ora al cellulare rispondono altre persone e buttano giù». Gli trema la voce. Il far west delle anime ha avuto un altro scalpo. Vanno sul sicuro i santoni d´accatto, i ciarlatani dell´anima. Le vittime, preferiscono pescarle fra i clienti dei fitness club, dei corsi di shiatsu e di qi-gong, nella classe media consumatrice di salutismo psicofisico. Elena di Milano, ad esempio, è una libera professionista, «mia sorella mi iscrisse a un ciclo di pranoterapia, sembrava tutto normale, poi spuntò la santona, affabile, ci parlava del “terzo occhio”, della “luce sopra di noi”, era piacevole ascoltarla, ci annunciò che poteva “canalizzare Gesù” dentro di noi, ammetterci a un circolo esclusivo di prescelti pieno di persone importanti, attori, soubrette, nomi famosi… Perché no? Chissà, magari funziona, sembrava un regalo. Cinquanta euro a incontro, non poi tanto, ed era così bello sentirsi circondati di apprezzamento, avvolti d´amore. Solo che, via via, la gentilezza spariva e subentravano prima le prove di perfezionamento, gli esercizi spossanti, poi le sgridate, l´autorità, le imposizioni: ci mettevano contro i nostri cari, ci impedivano di coltivare altre amicizie, io uscivo dalle sedute terrorizzata, piangente, ma non riuscivo a staccarmi, quella minacciava: “se te ne vai Cristo ti abbandona, perderai la vita”, ero la reietta, l´apostata. Ci ho messo tre anni a uscirne. E altri tre a liberarmi dal senso di fallimento». In vetrina il discount della felicità, nel retro l´abisso della spersonalizzazione, l´annichilimento della volontà. La parola “setta” è obsoleta, ricorda massonerie e riti fumosi, niente di tutto questo oggi, spiega Massimo Introvigne che da anni studia il fenomeno col suo Cesnur: «Ora vanno fortissimo le religioni neobuddiste giapponesi, il cui motto è genze rijaku, “beneficio immediato”. Ecco la lusinga: un benessere spirituale pronta cassa, da bere d´un fiato come una bevanda dietetica». Chi ha detto che siamo una società secolarizzata? Siamo invece una società di “credenti senza appartenenza”, di fedeli a caccia di parrocchie easy-fit, assetati di esperienze più che di credenze, più clienti che adepti. È un bisogno crescente di spiritualità, ma semplice, aerobica ed efficiente, non rimandata all´aldilà ma già disponibile nell´aldiqua, di un wellness interiore che le chiese ufficiali non riescono a intercettare, che ti fa finire dritto in braccio a quelli che la criminologia non definisce più sette religiose ma “gruppi distruttivi”. L´offerta è smisurata, ossessiva, arriva in tutte le case. Le difese, bassissime. Il fax del Gris sputa la lettera di una rara sospettosa: «Potete dirmi cos´è il “lavaggio energetico emozionale”? Sono una buona cattolica e non vorrei cacciarmi in un pasticcio». Ma chi va a sospettare del crocefisso? Giacomo voleva solo celebrare il suo ritorno alla fede, a ventisei anni voleva cresimarsi, e quel gruppo era un po´ strano ma aveva sede in una parrocchia, «però dopo la bella accoglienza iniziarono certi discorsi sui “nemici della fede”, sulle tentazioni carnali, me ne andai, cominciarono le persecuzioni: irrompevano in negozio, mi telefonavano a casa di notte, “sei un prescelto, sei un eletto, se abiuri farai una brutta fine”. No, non era un corso per cresimandi… «. L´inferno comincia di solito con un gesto consumista, leggero leggero: si sceglie un percorso spirituale come un paio di scarpe sportive, carine, le compro. Il tuffo nel tunnel di Alessandra ad esempio iniziò con un volantino sul bancone di una libreria, un innocente corso di Reiki, “prima lezione gratuita”, che male c´è? Accoglienza allegra, luminosa, «ci dipinsero l´esperienza come un paradiso». E via, aprire i cuori e i portafogli, una serata 260 euro, un corso “residenziale intensivo” 1200, e le attività che diventavano sempre più strane, più scabrose, «si parlava quasi solo di sesso», i “lavori” sfiancanti, le notti quasi insonni, così quando arriva il momento dell´esperienza “no-limits”, quella del gong, «sei in una condizione di offuscamento mentale». Anna, di Bari, finì nel tunnel per seguire il fidanzato, «se non andavo mi avrebbe lasciato, il guru voleva così, e io per amore avrei fatto ogni cosa, a ventidue anni». In quel gruppo era il guru a fare e disfare la vita di ciascuno. Ubbidire o essere puniti, e la punizione era la “trasgressione creativa”. «Cioè: il guru stabiliva con chi il tuo ragazzo doveva tradirti. Un giorno mi disse che dovevo prestarmi per una “trasgressione creativa”. Gli dissi: siete matti, e trovai la forza per mollare tutto». Per un atto di coraggio, quanti abbassano la testa ormai incapaci di reagire? All´email di don Buonaiuto arrivano storie come quella di una signora, madre di tre figli, marito medico che sparisce dopo un misterioso seminario a Milano lasciando solo un talismano con un serpente, «la polizia ci ha detto che non si può fare nulla perché è diritto di un maggiorenne… «. Simil-cristiani o para-buddisti, pseudo-scientifici o misteriosofici, il meccanismo è lo stesso, una letale miscela tra tecniche di marketing e arsenale da torturatori di Abu Ghraib. Franca, madre con due figlie, raccontò a Famiglia Cristiana della dieta rivoltante imposta da un sedicente “angelo reincarnato”: «Pasta, solo pasta, aggiungendone se non finivo il piatto, mi faceva mangiare anche quella che vomitavo». L´incapacità di ribellarsi sembra inverosimile solo a chi non ha toccato con mano l´infernale inesorabile meccanismo della sudditanza psicologica, come Franco a cui hanno rubato un fratello: «Incontrò questo santone, all´inizio me ne parlava entusiasta, tutto bello, puro, etereo… Avevamo appena avuto un lutto in famiglia, può capitare a tutti, ma se qualcuno si infila nella tua crepa, l´abisso è lì, caderci è un attimo, e non risali più. Quello diceva di essere Dio, niente di meno, e come si fa a tradire Dio? “Se te ne vai il tuo karma soffrirà, evolverai per saturazione!”, cosa volesse dire non so, ma mio fratello ne era paralizzato. Non c´è più il reato di plagio in Italia, è vero, ma questa è riduzione in schiavitù, si potrà fare qualcosa». Cosa? Attilio di Verona ha mobilitato anche l´Interpol, ma di suo figlio ventiseienne non sa più nulla. «Due anni fa perse il lavoro. Si mise a cercare su Internet. Trovò questa comunità, sorrisi, crocefissi al collo, cieli azzurri. Non ebbi il cuore di trattenerlo. Mesi di silenzio. Mesi fa, una telefonata: lui, piangente, “papà, dimmi le cose più brutte, ma vienimi a prendere, salvami”. Mille chilometri di distanza, li avrei fatti anche di corsa, gli dissi di prendere i documenti e scappare, lo fece: lo ripresero, mi richiamò con una voce falsa: “papà mi ero sbagliato, sto bene”, ma ora al cellulare rispondono altre persone e buttano giù». Gli trema la voce. Il far west delle anime ha avuto un altro scalpo.

«Soprattutto per i più giovani e per chi ha una personalità debole, avere qualcuno che ti dice cosa fare, che ti affida un ruolo in un gruppo e ti fa credere che attraverso l´obbedienza puoi diventare a tua volta leader è un richiamo molto forte. A cui tanti non sanno sottrarsi fino a quando qualcosa, da fuori, arriva a svelare l´inganno». Nel 2004 Antonio Pizzi, ora procuratore generale a Bari, guidava i pm di Busto Arsizio quando l´Italia scoprì che c´erano sette sataniche che non si accontentavano – per così dire – di profanare tombe e disegnare croci rovesciate, ma uccidevano brutalmente chi si rivoltava contro il gruppo.

Le bestie di Satana sono diventate un archetipo, con seguaci molto giovani e tutta la simbologia da messe nere. Cosa spinge verso riti magici e spiritismo?

«La ritualità è fondamentale in qualsiasi tipo di setta. I simboli magici, i riferimenti a tradizioni, spesso inventate di sana pianta, servono al santone per circuire e tenere strette a sé persone che fuori dalla setta si sentono delle nullità. Servono a dare coesione al gruppo: “noi contro il resto del mondo”. Oggi, in un contesto di competitività e di difficoltà nelle relazioni personali, affidarsi a qualcuno che emana carisma, che ha potere, è un modo per sentirsi considerati, per emergere».

Un elemento che si ritrova sempre nelle sette è il richiamo al sesso.

«Il potere e la scaltrezza del capo è anche in questo: ottenere favori sessuali con forme che apparentemente non sono costrittive. Anzi, gli adepti sono spinti a mettere in pratica tutto quello che viene loro chiesto, soprattutto quando sono richieste di tipo sessuale ma anche economico, per “guadagnarsi” l´approvazione del leader. E, in qualche modo, nella speranza di avvicinarsi così al modello che si vuole raggiungere. Troppo tardi, e spesso in maniera tragica, si accorgeranno che il destino degli altri al di fuori del capo è sempre di restare gregari».

Cosa succede a chi ha fatto parte di una setta quando questa si scioglie o se ne scoprono gli aspetti illegali, come nel caso di Roma?

«I gruppi restano compatti e difendono con forza i loro segreti fino a quando qualcuno non ci mette, metaforicamente e non, le mani dentro: appena viene sollevato il velo, di solito, c´è una reazione a catena, per cui prima i più intelligenti e poi gli altri si svegliano, capiscono che sono caduti in una trappola, in una finzione. E raccontano, per liberarsi di quello che hanno vissuto e forse anche per calcolo. Nel caso delle “bestie”, Andrea Volpe ha capito presto che non era il caso di negare, e questo gli è valso un patrimonio, in termini di galera: 20 anni per quattro omicidi, contro i due ergastoli inflitti all´altro elemento di spicco del gruppo, Nicola Sapone».

Quanto è importante l´aiuto della famiglia, per uscire da queste situazioni?

«Purtroppo spesso accade che genitori, fratelli, amici stretti non si accorgano di quello che sta accadendo, o lo sottovalutino pensando a bizzarrie passeggere. Invece bisognerebbe leggere bene i campanelli d´allarme, soprattutto tra i giovanissimi, e non fermarsi davanti a silenzi o spiegazioni superficiali, anche a costo di sembrare invadenti».

http://liberstef.myblog.it/archive/2010/03/18/circa-500-le-sette-religiose-in-maggioranza-al-nord.html

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A cura di Lorita Tinelli

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