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Oggi in aula per la psico-setta barese

23 Giu

Comincia la sfilata dei testi dopo il rinvio a giudizio di dieci persone coinvolte nell’inchiesta sul ‘metodo Arkeon’

Riprende questa mattina dinanzi ai giudici della Seconda Sezione Penale presso il Tribunale di Bari il processo alla psicosetta barese ‘Arkeon’. Sul banco degli imputati una decina di persone accusate d’un vasto giro di truffe e raggiri scoperto dalla Digos nell’autunno di tre anni fa, dopo una denuncia di alcune persone truffate.
Arkeon, guidata dal sedicente psicologo Vito Carlo Moccia accusato di associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo della professione medica, truffa aggravata, calunnia e violenza privata e sessuale, aveva sede in via Amendola, non lontano dal centro di Bari.Il tutto si basava sulla filosofia orientale Reiki, un percorso di sviluppo e conoscenza individuale attraverso la tecnica dell’introspezione. Ma nel concreto, era indirizzata a persone fragili, pronte a tutto, ad aggrapparsi a qualsiasi speranza: persone affette da tumori, Aids o anche
coppie sterili.

L’introspezione si traduceva in incontri e seminari, naturalmente a pagamento, durante i quali i partecipanti venivano bendati, mentre il ‘Maestro’ chiedeva loro di abbandonarsi ad atteggiamenti di libertà, fisica e verbale. Sembrerebbe infatti che li invitasse anche ad avere rapporti sessuali tra loro. Questo il ‘No limits’. Ma cosa ancora più grave, sembrerebbe che a questi incontri partecipassero anche dei minorenni, 4 ragazzi dai 12 ai 18
anni, anche se però non si sa ancora bene se i rapporti sessuali abbiano coinvolto anche loro.
La rete non era limitata al capoluogo pugliese, ma copriva tutto lo stivale: da Palermo a Latina, da Roma a Milano. Più di 15mila coloro che si sarebbero affidati al metodo Arkeon: tre, secondo gli accertamenti degli inquirenti baresi, i livelli di apprendimento, naturalmente a pagamento; il ‘primo livello’ delle lezioni costava 250 euro, ‘l’ intensivo’ 1.100, il ‘terzo livello’ circa 12mila. Molti, secondo la ricostruzione del sostituto procuratore Francesco Bretone, parteciparono solo a poche lezioni, ma altri, sfortunati, come ad esempio una coppia milanese che non riusciva ad avere figli, arrivarono a sborsare fino a 15mila euro. Obiettivo comunque
della Sacred Path, questo il nome della setta, era espandersi a macchia d’olio in tutta Italia, anche se per ora sotto processo, assieme a Moccia, sono finiti Saverio Quirino, Isa Calabrese, Antonio Turi, Pietro Mazza, Massimo Vavalle, Gabriella Fabri, Grazia Bozzo, Francesco Locatelli e Francesco Morello, Saverio Quirino. Nella sede legale di via Amendola, a Bari, c’erano i server, poi sequestrati, di ben quattro siti internet, appunto per creare, sempre secondo l’impostazione accusatoria, una sorta di franchising nazionale, attraverso meeting
organizzati in strutture alberghiere. La setta si estendeva per tutto lo stivale da ben dieci anni, anche se il processo che riprende stamani con l’ascolto dei primi testimoni, dopo la costituzione delle parti civili per il risarcimento dei danni, servirà proprio a chiarire i contorni d’una ‘psicosetta’ molto radicata e pericolosa.

Francesco De Martino

Il Caso

“I fedelissimi di Arkeon continuano a intimidire …”

Lorita Tinelli è una donna forte e coraggiosa, presiede il centro studi contro gli abusi psicologici e s’è costituita parte civile nel processo che riprende questa mattina a Bari.

Per più di diec’anni ho ricevuto richieste di aiuto da persone che s’erano avvicinate ad Arkeon e al suo fondatore, ricevendone danni enormi. Non tutte hanno denunciato, a volte per paura di compromettersi ancora in un percorso lungo e pesante, come quello giudiziario. Ancora oggi ricevo richieste di aiuto da parte di chi, a distanza di tempo dai seminari Arkeon, cerca di recuperare i propri equilibri, cercando di trovare la verità sulla propria vita. Purtroppo sono in tanti a raccontare di essere stati portati a credere a situazioni mai verificatesi, come un presunto abuso nell’infanzia, addirittura da un parente stretto come un padre o una madre. Non parliamo poi degli omosessuali convinti di esserlo diventati a seguito di un abuso infantile e che dopo il “lavoro”(= assidua frequentazione dei seminari a pagamento) venivano portati a scegliere di sposare una persona dell’altro sesso e a iniziare a mettere su famiglia

Scusi, dottoressa, ci sono casi particolari in questa vicenda?

I racconti che mi sono giunti riguardano storie drammatiche di separazione, allontanamenti da genitori visti come pedofili e potenzialmente pericolosi, confessioni di presunti abusi, maltrattamento a minori che venivano coinvolti in confessioni, a contenuto sessuale, da parte di adulti … e molto altro. Guardi, c’è gente che ancora oggi mi chiede se i seminari di Arkeon continuino. Sinceramente non lo so e non è mio compito indagare su questo. Vero è che a febbraio 2008, malgrado il sigillo posto dalla Procura alle varie attività di promozione Arkeon (furono chiusi tutti i siti e sigillata la sede legale a via Amendola) e malgrado i primi indagati fossero resi pubblici, essi organizzarono un nuovo incontro a Roma, dove, alla presenza di una “studiosa di religioni” tentavano di riorganizzarsi. La stessa studiosa di religioni forniva loro suggerimenti su come riaprire spazi nella rete e su come controbilanciare  le informazioni su Arkeon che giravano in internet. L’intervento della Digos in quella sede ha potuto documentare questi fatti e ha portato anche ad indagare quella studiosa per associazione a delinquere e abuso della professione

Ora in dibattimento emergeranno parecchie verità …

“Io spero che serva a condurre veramente momenti di riflessione su come certi gruppi con certe modalità possano creare grandi scompensi agli individui, anche a distanza di tempo. I fedelissimi del fondatore di Arkeon ancora oggi, nel tentativo di difendere il loro maestro, hanno iniziato su internet una fitta campagna intimidatoria e diffamatoria contro la sorroscritta e contro le parti lese del processo. Anche questi fatti potrebbero aver un peso nel procedimento in corso

Il Quotidiano di Bari del 23 giugno 2010

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Pubblicato da su 23 giugno 2010 in Interviste

 

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A cura di Lorita Tinelli

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